Tele-lavoro : come restare concentrati e produttivi

Restare concentrati e mantenere un alto livello di produttività quando si fa telelavoro non è sempre facile.

Di fronte ad una lista di cose che si accumulano giorno dopo giorno, l’importante è pianificare in anticipo la tua giornata e la tua settimana. Una soluzione semplice ed efficace è la “to-do list” con l’attribuzione degli orari nella tua agenda.

In questo modo, lavorerai su una cosa alla volta e potrai attribuire delle priorità.

Per essere produttivi, puoi provare la tecnica Pomodoro, che prende il nome dal timer che si usa in cucina che spesso è a forma di pomodoro.

In cosa consiste questa tecnica? Lavori 25 minuti su una cosa ben precisa e poi fai una pausa di 5 minuti. Ripeti questa modalità 4 volte (25 minuti di lavoro e 5 minuti di pausa), poi fai una pausa più lunga di 20 minuti, possibilmente lontano dallo schermo. Se hai un cane portalo a passeggio, annaffia le piante, mangia un frutto, fai un po’ di stretching.

Per evitare distrazioni e problemi di concentrazione, non accendere la TV, non lavorare sul letto e metti il tuo telefono personale in modalità “non disturbare” per non essere interrotto/a.

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Non dimenticare di fissarti dei limiti. Una volta che la giornata è finita, non fare ore di straordinario e disconnettiti veramente! L’ideale sarebbe avere uno spazio di lavoro dedicato, in modo da poter “lasciare l’ufficio” una volta terminato il lavoro.

Alcuni consigli per ottimizzare il tuo spazio di lavoro

Per quanto riguarda il tuo spazio di lavoro a casa, non sottovalutare l’effetto positivo del confort sulla tua produttività e concentrazione.

Investi nell’acquisto di una sedia confortevole e un riposa piedi per mantenere una buona postura. Se poi vuoi davvero farti del bene, compra anche (o solo) uno “standing desk”.

Una buona illuminazione è importante per non affaticarti gli occhi e per aiutarti a restare concentrato/a. Prova una lampadina che diffonde luce blu, per esempio.

Oltre ad essere confortevole, il tuo spazio di lavoro in casa deve riflettere la tua personalità grazie a qualche oggetto decorativo che ti aiuta a restare ispirato/a e ti dà voglia di passarci del tempo.

Organizza il tuo ufficio e disponi le tue cose in funzione della frequenza d’utilizzo. Tieni a portata di mano le cose di cui hai bisogno frequentemente. Metti in un ordine di facile comprensione le cose di cui hai meno bisogno. Perderai meno tempo a cercarle!

Infine, ricorda che l’esercizio fisico è fondamentale per il tuo benessere e dopo una giornata di lavoro sarebbe bene dedicare un po’ di tempo al tuo corpo per rilassarti e iniziare bene la serata.

Cosa ne pensi di questi consigli?

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Gestione del tempo: la matrice Eisenhower

Londra, febbraio 1944. Le sirene dei bombardamenti risuonano in tutta la città.

In una piccola stanza, però, tutto è calmo, estremamente calmo.

In questa stanza, Dwight Eisenhower sta preparando l’operazione “OverLord”, operazione d’importanza capitale.

Eisenhower è un generale importante dell’esercito americano. Le decisioni che prende avranno un impatto senza precedenti sulla sua vita, sulla sua carriera e sul mondo intero.

L’Europa sta subendo il nazismo da troppo tempo.

“OverLord” ha come obiettivo lo sbarco delle truppe alleate sulle coste della Normandia per liberare l’Europa dal nazismo di Hitler.

È un momento storico: si tratta del più grande sbarco di truppe militari. Sono in gioco le sorti dell’Europa e del mondo intero.

Lo stato maggiore di Eisenhower è pessimista. Il Re d’Inghilterra, Giorgio VI, gli scrive una lettera dicendogli che più il progetto avanza, più diventa spaventoso. La sua organizzazione non tiene.

Eisenhower è nella sua stanza calma a Londra e le bombe non smettono di cadere. Sembra che il peso del mondo intero sia sulle sue spalle.

Lavora sugli ultimi preparativi bevendo un thè. Ha fiducia nel suo piano. La Storia gli darà ragione qualche mese più tardi.

Eisenhower fa parte di quel gruppo di eroi di cui si parla poco, nonostante sia l’autore di uno dei più grandi successi militare della storia. Il 6 giugno 1944 ha salvato l’Europa dal nazi-fascismo.

Eisenhower è allo stesso tempo uno stratega brillante, un organizzatore senza pari e un uomo di stato carismatico. I suoi successi sono numerosi. Nel 1953 diventa il 34esimo Presidente degli Stati Uniti.

Durante il suo mandato, lancia diversi programmi di riforme, tra i quali la modernizzazione di tutte le infrastrutture stradali del suo paese.

Ci si ricorda di lui come di un uomo dall’organizzazione infallibile. Un uomo che non ha paura delle sfide, di qualsiasi portata esse siano.

Tra le lezioni che possiamo imparare da Eisenhower, c’è la gestione del tempo secondo la matrice che prende il suo nome, la matrice Eisenhower appunto.

“Ciò che è importante è raramente urgente e ciò che è urgente è raramente importante.”

Questa frase era una specie di mantra per Eisenhower. Analizzava tutte le sue azioni secondo questo principio. Perciò, ha costruito questa matrice, che ci insegna a fare delle scelte.

È molto semplice. Immagina 4 scatole su un tavolo (nell’immagine qui sotto sono state chiamate “quadranti”):

  1. una scatola contiene le cose urgenti e importanti;
  2. una scatola contiene le cose importanti ma non urgenti;
  3. una scatola contiene le cose urgenti ma poco importanti;
  4. una scatola contiene le cose non urgenti e non importanti.

Tieni presente che questa matrice ti può aiutare sia nella vita privata che in quella professionale.

Per tutte le cose che dobbiamo fare, occorre porci queste due domande:

  1. Quanto è urgente? Per quando devo assolutamente fare questa cosa?
  2. Che livello di importanza ha? Cosa succede se non la faccio?

Per esempio, ho un appuntamento medico che aspetto da molto tempo. È urgente? Sì, l’ho prenotato molto tempo fa e quindi ora è urgente.

È importante? Sì, perché devo capire che origine ha qual problema di salute che mi assilla da tempo.

Quindi colloco questa cosa nella scatola in alto a sinistra “urgente e importante” (quadrante I). Da fare.

Nella scatola in alto a destra (quadrante II) metto le attività che sono importanti ma non urgenti perché sono delle cose che posso fare più tardi. In questo momento non sono cruciali per raggiungere i miei obiettivi. Per esempio, voglio promuovere la mia attività sui social o tradurre il mio sito in inglese. Sono attivitá da pianificare.

Poi ci sono delle attività che sono urgenti ma non importanti (quadrante III). Ad esempio rispondere ad un mail che non mi riguarda direttamente, oppure partecipare a una riunione che ritengo superflua ma é importante che qualcuno del mio team sia presente. Questa attivitá la posso delegare.

Nella scatola in basso a destra (quadrante IV) metto invece tutto ciò che non è né urgente né importante. In effetti, per tutto quello che si trova dentro questa scatola, bisognerebbe chiedersi: posso eliminarlo?

Secondo Eisenhower, una scelta cosí drastica è difficile. Però, se dopo qualche settimana, le cose dentro questa scatola non sono state fatte, bisogna eliminarle.

Questa matrice è molto utile perché ci costringe a prendere le distanze e a interrogarci sulla nostra situazione.

Ecco 5 domande da porsi:

  1. Che cosa conta veramente per me / per il mio progetto?
  2. Che cosa mi piace di questa cosa / progetto?
  3. Che cosa rimando sempre a domani?
  4. Che cosa blocca la mia crescita / lo sviluppo del progetto?
  5. Che cosa devo smettere di fare subito per non perdere altro tempo?

E tu, hai mai usato la matrice Eisenhower?

Malinconia d’agosto

Aspetto agosto sempre con impazienza, perché agosto per me rappresenta l’estate. Luglio mi prepara ad agosto, il culmine dell’estate, che quest’anno sembra calda un po’ dappertutto.

Agosto arriva accompagnato da aspettative e buoni propositi ma alla fine dell’estate mi ritrovo a fare i conti con quanto ho effettivamente realizzato e non sempre il bilancio mi soddisfa.

Spesso le mie aspettative sono disallineate con la realtá e questo mi provoca uno stato d’animo di frustrazione e malessere che raggiunge il suo culmine al termine dell’estate. L’idea di non essermi goduta il periodo estivo, che é il mio periodo preferito dell’anno, come desideravo e il pensiero della ripresa dietro l’angolo rischia di trasformare gli ultimi giorni di vacanza in momenti di ansia e sofferenza.

Gli americani chiamano questa emozione “August Blues”, malinconia d’agosto, la noia e l’insoddisfazione che rischia di diventare un vero e proprio male di stagione.

Quindi quest’anno ho deciso di giocare d’anticipo e ho trovato quattro idee per evitare di rimanerne sopraffatta:

  1. stare all’aria aperta: la luce naturale, l’aria e la natura aiutano il benessere psicofisico e ci consentono di guardare alle situazioni con maggior distacco e serenitá;
  2. pensare ai momenti positivi: le belle esperienze che ci hanno portato dei benefici, anche se piccoli, ci aiutano a dare valore al nostro tempo. A volte la mente ci inganna e ci rende poco oggettivi;
  3. pianificare i tempi di ripresa: non tutti siamo uguali, c’é chi puó andare al lavoro subito dopo le vacanze e chi invece ha bisogno di un po’ di tempo per riprendersi dallo shock del rientro. Ascolta e asseconda i tuoi bisogni;
  4. infine, cosa molta importante, sii consapevole: saper riconoscere i primi segnali del tuo disagio, ti aiuta a gestirlo meglio e ad evitare che prenda il sopravvento.

E tu, hai mai sofferto della malinconia d’agosto?

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7 miti da sfatare sulla sopportazione del caldo

Certamente nei periodi di ondate di calore bisogna restare al fresco, evitare di uscire durante le ore centrali della giornata e bere molta acqua fresca (non ghiacciata).

Ci sono però delle pratiche e delle credenze piuttosto comuni che sono delle cattive idee e quindi sono da evitare. Vediamole.

  1. Non ho fame, quindi non mangio. Durante i periodi di forte calura, é raccomandabile mangiare alimenti a grande contenuto d’acqua, come le fragole (in Belgio le abbiamo ancora e sono molto buone!), i cetrioli, l’anguria, il melone, l’insalata, le zucchine, il pomodoro e i peperoni. In pratica tutto ciò che è di stagione. La natura ci offre sempre la soluzione migliore per ogni periodo dell’anno. Puoi anche mangiare sorbetti, yoghurt e formaggio bianco. Quello che devi evitare sono i pasti grassi, perché la digestione dei grassi comporta uno sforzo all’organismo tale da far aumentare la temperatura corporea e di conseguenza il calore percepito.
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2. Utilizzare l’aria condizionata al massimo della sua potenza. L’uso della climatizzazione é consigliato ma bisogna regolare la temperatura al massimo 10 gradi in meno di quella esterna. Certo se la temperatura esterna é 40 gradi, 30 resta comunque una temperatura alta. Però un’escursione termica troppo grande tra l’esterno e l’interno indebolisce l’organismo. Cosa importante da non dimenticare: pulisci i filtri!

3. Bere delle bevande bollenti. Una leggenda racconta che le popolazioni del deserto bevono delle bevande bollenti per lottare contro il caldo. Ma non é necessariamente una buona idea, é davvero una leggenda. La temperatura del corpo é di circa 37 gradi. Consumare una bevanda piú calda significa costringere il corpo e sudare e quindi ad andare verso la disidratazione per eliminare il calore accumulato. Idealmente, bisognerebbe bere bevande tra i 12 i 14 gradi.

4. Mentre dormo oriento il ventilatore al mio viso. Una persona che orienta il ventilatore verso il viso, al risveglio avrà il naso, la bocca e gli occhi secchi. Sicuramente avrai il naso chiuso ma potrebbe venirti anche mal di testa. È consigliabile mettere il ventilatore un po’ più lontano dal letto e non orientarlo al viso.

5. Bere almeno tre litri d’acqua al giorno. In realtà, bere una quantitá compresa tra un litro e mezzo e due litri è più che sufficiente. In caso di consumo eccessivo il corpo sarebbe costretto ad espellere di più tramite la sudorazione e la pipí, sovraccaricando in questo caso le reni.

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6. Per idratarmi, niente di meglio che una birra. In realtà l’alcool disidrata. Se bevi un bicchiere di birra, devi poi bere dell’acqua per compensare la perdita di liquidi. Anche caffè e thè sono bevande da non bere troppo spesso per lo stesso motivo. Ovviamente tutte le bevande gassate e contenenti zucchero sono assolutamente da evitare.

7. Per bere aspetto di avere sete. Quando senti di avere sete, è già tardi. Il tuo corpo ti sta avvertendo che hai perso liquidi. Gli esperti consigliano di bere spesso delle piccole quantità d’acqua piuttosto che tanta acqua in pochi momenti della giornata. È importante mantenere il corpo idratato durante tutto il giorno per evitare mal di testa, vertigini o sensazioni di fatica.

E tu, quali abitudini hai adottato per combattere le ondate di calore come quella di questo periodo?

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5 consigli per riuscire a dormire in questo periodo super caldo

Se non hai l’aria condizionata come me (abitando a Bruxelles pensavo fosse raro superare i 30 gradi, mentre le ultime estati stanno dimostrando il contrario), le temperature alte di questo periodo potrebbero impedirti di avere un sonno di qualitá. Va da sé che un buon sonno consente di essere in forma la giornata successiva, di essere produttivo/a e meno stressato/a.

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Ecco alcuni consigli per aiutarti a rinfrescare l’atmosfera e a dormire meglio:

  1. privilegia il cotone sulla pelle. Anche se ti sembra di avere piú caldo, dormendo con un maglia di cotone leggero, suderai di meno perché il cotone assorbe il sudore;
  2. metti un lenzuolo bagnato davanti alla finestra aperta per rinfrescare l’aria;
  3. non fare una doccia fredda prima di andare a letto, altrimenti il tuo corpo dovrá aumentare la temperatura per raggiungere la sua temperatura normale. Fai piuttosto una doccia tiepida e bagna solo le mani e i piedi con l’acqua fredda;
  4. Passa uno stick all’aloe vera o alla menta sulle tempie e sui polsi per un effetto rinfrescante;
  5. bevi una tisana calda per provocare un effetto caldo-freddo che rinfrescherá il tuo corpo.

Che ne dici, ci proviamo?

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Perché fare le vacanze in Italia

Viaggiare all’estero é bello. Ma hai veramente bisogno di attraversare una frontiera per approfittare delle vacanze? Non ne sono certa. Ogni paese ha i suoi siti storici e culturali unici, ma vogliamo parlare del patrimonio culturale e artistico dell’Italia?

Ecco qui quattro ragioni in piú per restare in Italia quest’estate:

Sostieni l’economia. Specialmente negli ultimi tempi, con la diffusione della pandemia del COVID-19, abbiamo bisogno di sostenere la nostra economia. Dobbiamo farlo adesso. Quando fai il turista nel tuo paese sostieni attivamente la tua economia. Tutti i soldi che spendi rafforzano e aiutano l’economia locale.

Risparmia denaro. Un grande viaggio puó essere costoso, perché invece non fare piccoli viaggi? Risparmia sui voli e sulle sistemazioni e usa il denaro rimasto in attivitá divertenti. Magari vai piú spesso al ristorante, la gastronomia italiana é unica al mondo (e secondo me pure la migliore!).

Impara di piú sul tuo paese. Tutti i paesi hanno la propria storia ed il proprio patrimonio. Viaggiando nel tuo paese puoi imparare qualcosa che prima non sapevi. E magari, svilupperai una maggiore connessione con la tua terra!


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Infine, parli la tua lingua. Un’altro vantaggio dello stare nel proprio paese é che non devi comunicare in una lingua diversa dalla tua.

Allora, dove andrai in vacanza? Starai in Italia?

I soldi fanno la felicitá?

Markus Persson, un uomo d’affari svedese di 36 anni, passa il suo tempo su Twitter, dove parla della sua vita e quella della sua ditta. Un giorno twitta qualcosa che cambierá per sempre la sua vita.

Markus ha creato nel 2009 il video game chiamato Minecraft, una specie di Lego virtuale che é diventato un fenomeno sociale. Peró, improvvisamente, si stanca di gestire la sua ditta, Mojang.

Cosí una sera di giugno del 2014 annuncia su Twitter che mette in vendita Mojang. In zero attimi, un gigante dell’IT la compra per 2,5 miliardi di dollari (circa 2,2 miliardi di euro).

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In vacanza permanente o disteso sul divano nella sua villa di lusso, continua a raccontare la sua vita su Twitter: si lamenta di non vedere più i suoi amici, che le feste a Ibiza sono diventate noiose…insomma, per farla breve, si deprime.

Markus potrebbe essere la vittima di quello che é chiamato il paradosso di Easterlin, dal nome dell’economista che lo ha dimostrato. Richard Easterlin ha osservato per lungo tempo che, mentre il reddito pro capite degli Stati Uniti cresceva, l’indice di felicità delle persone non aumentava nella stessa maniera.

Successivamente, altri ricercatori hanno scoperto che piú soldi si hanno piú si é felici, ma c’é un limite: oltre ai 75.000 dollari (circa 68.000 euro) non si sarebbe piú felici, nel senso che la felicitá non aumenterebbe oltre questo limite.

Markus ha guadagnato molto di piú di 75.000 dollari ma non ha piú amici, non ha progetti per il futuro ed é anche depresso. In Twitter si mette a litigare con i suoi followers e fa commenti che vengono ritenuti razzisti e misogini.

Il risultato é che nel 2019, la grande ditta IT che aveva comprato Mojang non lo invita nemmeno alla celebrazione del decimo anniversario di Minecraft e cancella perfino il suo nome dai credits del gioco.

Markus ha guadagnato molto ma ha anche perso molto.

Cosa ne pensi del paradosso di Easterlin? Saresti piú felice con piú soldi? Ti basterebbero 68.000 euro all’anno per essere felice? Per quanto mi riguarda sarei decisamente felice con 68.000 euro!

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Vivere la giornata

In questi tempi difficili, condivido un brano tratto da “Furore” di John Steinbeck, che per me rappresenta un esempio di forza e di coraggio, oltre che di prospettiva. Steinbeck é noto per il realismo dei suoi romanzi e per le caratteristiche di humor che si aggiungono alle sue descrizioni. Racconta di un America perduta senza però perdere la speranza nell’umanità e in una rinascita.

“Mi sa che la nostra vita è bell’e finita.” “Macché finita,” disse Ma’ con un sorriso. “Non è finita per niente, Pa’. E c’è un’altra cosa che sanno le donne. Me ne sono accorta. Per l’uomo la vita è fatta a salti: se nasce tuo figlio e muore tuo padre, per l’uomo è un salto; se ti compri la terra e ti perdi la terra, per l’uomo è un salto. Per la donna invece è tutto come un fiume, che ogni tanto c’è un mulinello, ogni tanto c’è una secca, ma l’acqua continua a scorrere, va sempre dritta per la sua strada. Per la donna è così che è fatta la vita. La gente non muore mai fino in fondo. La gente continua come il fiume: magari cambia un po’, ma non finisce mai.” “Come fai a saperlo?” domandò Zio John. “Chi te lo dice che un giorno non si ferma tutto, che la gente non ce la fa più e si butta a terra per sempre?” Ma’ rimase qualche istante a pensare. Si sfregò il dorso lucido delle mani, poi infilò le dita della destra tra le dita della sinistra. “Non lo so,” disse. “A me mi pare solo che tutto quello che facciamo serve per continuare. Per me è così che vanno le cose. Pure la fame… pure la malattia: qualcuno muore, ma gli altri si fanno più tosti. Uno deve solo cercare di viversi la giornata, la giornata e basta.

Ti auguro una giornata luminosa.

Sale marino

India, 6 aprile 1930. Sotto un sole caldissimo, una folla affaticata arriva su una spiaggia. Un vecchio va verso il mare per prendere dell’acqua.

L’uomo è Mohandas Gandhi. È alla testa di una rivolta pacifica contro l’occupazione degli inglesi. Con i suoi seguaci ha percorso circa 400 km a piedi per arrivare al mare. Non per fare il bagno, ma per prendere del sale.

All’epoca gli inglesi proibivano agli indiani di raccogliere il sale. Solo lo stato coloniale aveva il diritto di raccoglierlo e venderlo. Gli indiani erano quindi obbligati ad acquistarlo dagli inglesi a un prezzo fissato da loro.

Gli inglesi organizzano di fatto quello che si chiama “monopolio di stato”.

In effetti, nella storia dell’umanità, il sale è sempre stato un prodotto di prima necessità perché era il solo modo per conservare gli alimenti. Nelle economie dell’epoca, il sale occupa un posto particolarmente importante.

Moneta di scambio, fonte di entrata per lo stato, sotto l’impero romano il sale era utilizzato per remunerare il lavoro (da qui la parola “salario”).

Ecco perché controllare il sale ha causato delle guerre e delle rivolte popolari. L’ingiusto monopolio del sale simbolizza il colonialismo e spinge gli indiani a protestare con questa “marcia del sale” condotta da Gandhi. Questo però non piace agli inglesi che reprimono severamente il movimento. Gandhi passa 9 mesi in prigione, ma alla fine vince la battaglia: gli indiani possono finalmente raccogliere il loro sale e cominciare il cammino verso l’indipendenza.