Cerchiamo tutti la felicità perché pensiamo che quando si è felici si ha tutto. Quando la gioia riempie la nostra anima, la vita si illumina, il nostro cuore si apre e le nostre mani si tendono. Al contrario quando la nostra anima è oscurata, quando la tristezza pervade la nostra vita, tutto diventa più difficile.
Dove trovare la felicità
Spesso cerchiamo la felicità al di fuori di noi. Certo, una gioia che viene dall’esterno fa piacere. Una cena tra amici, un esame riuscito, una nuova esperienza…
Purtroppo, però questi sono momenti effimeri, non destinati a durare. Al massimo potrai ricordarli con nostalgia.
Tuttavia, esiste anche un tipo di gioia che non dipende dagli eventi esterni a noi, non ha degli elementi che l’hanno generata.
Si può dire che questa sia felicità gratuita, come la definiva Jean Klein, una forma di gioia senza oggetto. E’ una gioia senza oggetto perché non viene dal mondo, ha un’altra origine.
Questa felicità deriva dalla pura esistenza, dal nostro essere nel qui e ora.
Come trovarla
Conoscevamo molto bene questa gioia quando eravamo bambini. Poi, piano piano, crescendo l’abbiamo persa.
A volte si ripresenta quando non abbiamo delle preoccupazioni, siamo particolarmente rilassati e di buon umore.
Ma se riesci a trascendere dalla quotidianità, stai in silenzio e ti concentri sulla tua respirazione anche solo per qualche minuto, ritrovi te stesso/a e l’essenza della vita nel qui e ora.
Tra le affermazioni positive che puoi adottare, c’é anche l’affermazione “io sono”. “Io sono” non significa identificarsi con sé stessi in quanto persona con nome, cognome, data di nascita, ecc. significa piuttosto trascendere sé stessi/e e spogliarsi della propria identità individuale.
In questo modo potrai trovare rapidamente la felicità nel tuo essere puro.
Il perfezionismo estremo è uno stile di vita compulsivo che ha un alto costo personale e può portare ad ansia o depressione. A volte nasconde una bassa autostima. Il perfezionismo non fa bene alla salute.
Essere perfetti significa non avere imperfezioni, difetti o debolezze, e potrebbe sembrare un vantaggio. Se pensiamo al lavoro, per esempio, si potrebbe dire che il perfezionismo porti piú facilmente al successo, grazie al voler raggiungere standard elevati di prestazione, attenzione ai dettagli, e dedizione .
Attenzione peró perché questo è un mito. Il perfezionismo non fa bene alla salute, perché essere perfezionisti non significa necessariamente fare bene le cose.
Il perfezionismo colpisce persone di ogni età e stile di vita, e, in particolare, è in aumento tra gli studenti. Uno studio che ha riguardato 41.641 università britanniche, canadesi e americane svolto tra il 1989 e il 2016, ha mostrato un aumento della percentuale di giovani che sentono di dover raggiungere la perfezione per raggiungere i loro obiettivi accademici e professionali.
Il perfezionismo estremo è un modo compulsivo di volere che le cose e il modo in cui le facciamo siano perfette ed esatte. Puntare alla perfezione può avere un alto costo personale, comporta molteplici effetti negativi, come disordini alimentari, ansia o depressione. Soprattutto tra i giovani, il legame tra perfezionismo e rischio di suicidio è un dato allarmante.
Secondo lo studio, un numero crescente di persone sta sperimentando quello che i ricercatori definiscono “perfezionismo multidimensionale”, che include il perfezionismo rivolto a se stessi, quello rivolto verso gli altri e quello socialmente prescritto.
Mentre il perfezionismo auto-orientato si concentra su standard personali estremi, il perfezionismo orientato all’altro implica esigere che gli altri rispettino aspettative eccessivamente elevate e irrealistiche, e che si sottopongano a nostre valutazioni rigorose e critiche.
Infine, il perfezionismo socialmente prescritto implica la percezione che altre persone, e anche la società in generale, stiano imponendo alte aspettative riguardo alle nostre prestazioni.
Ogni forma di perfezionismo ha una carica negativa, particolarmente intensa per chi soffre del perfezionismo socialmente prescritto.
Quando la persona che ambisce alla perfezione fallisce, soprattutto in presenza di altri, prova un senso profondo di colpa e di vergogna per ciò che percepisce come un fallimento.
Come cambiare questa ambizione al perfezionismo?
Ci sentiamo in colpa quando falliamo, quindi è importante imparare che fallire è accettabile. Perció:
Concediti il permesso di stabilre aspettative più realistiche e flessibili.
Mantieni una prospettiva personale e concentrati su ciò che ti appassiona.
Se pensi, o se ti viene detto che la tua situazione é critica, non esitare a cercare un aiuto professionale.
Cerca di riconoscere che dal fallimento puoi imparare e andare avanti perché ricorda che la lampadina fu inventata dopo 2000 tentativi!
La comunicazione non violenta (CNV) elaborata da Marshall Rosenberg è una forma di filosofia di vita che cerca da un lato di placare e rafforzare le relazioni (cominciando da quella con se stessi) e dall’altro è un modo per dialogare favorendo la comprensione reciproca, l’apertura mentale e la gentilezza.
La CNV mira a connettere le persone in modo pacifico, utilizzando le parole senza offendere le persone, senza aggredire e nello stesso tempo senza annientarsi. E’ un modo di comunicazione assertivo. Si ascolta per capire.
In questi tempi di incertezza e difficoltá a causa del perdurare dell’emergenza Covid, siamo super stressati e a volte possiamo avere delle reazioni verbali eccessive, delle quali successivamente ci pentiamo.
Possiamo considerare la CNV un vero strumento per mantenere in buona salute la relazione con noi stessi e con gli altri. Chi non hai mai desiderato di esprimersi in modo da non ferire o non aggredire l’altro?
La CNV consiste in un semplice metodo di comunicazione chiara ed empatica, fondato su questi quattro passi.
Osservazione dei fatti.
Dovresti esporre osservazioni basate puramente sui fatti, quindi esenti da giudizi o valutazioni. (per esempio: “Sono le due del mattino e sento della musica provenire dalla tua camera” esprime un fatto verificabile, mentre “È troppo tardi per fare tutto questo chiasso” indica un giudizio).
Identificazione dei sentimenti.
Esprimi le sensazioni che accompagnano l’osservazione, oppure immagina che cosa prova l’altra persona e chiediglielo. (per esempio, “So che stai per fare un esame e ti vedo camminare avanti e indietro – osservazione – Sei nervoso?”).
Riconoscimento dei bisogni.
Esprimi i bisogni da cui scaturiscono determinati sentimenti. Puoi anche immaginare quali potrebbero essere i bisogni che generano determinate emozioni nell’altra persona e chiederglielo (per esempio: “Mi sento in difficoltà – sensazione – e avrei bisogno di parlarti subito. Per te è il momento adatto?”).
Formulazione delle richieste.
Chiedi in modo chiaro e preciso quello che desideri (Esempio: “Ho notato che sei silenzioso oggi (osservazione). Ti stai annoiando? (sensazione)“. Se la risposta è sì, prova a comunicare il tuo stato d’animo e fare una proposta: “Bé, mi annoio anch’io. Che ne dici di andare a fare un giro?”).
Concludendo, la finalitá della CNV è trovare un modo con cui ogni persona sia in grado di esprimere quello che ritiene importante senza incolpare, umiliare, imbarazzare, biasimare, costringere o minacciare gli altri. Serve a risolvere i conflitti, entrare in sintonia con le persone e vivere in maniera consapevole e attenta dei loro bisogni, trovando un compromesso con i propri.
La CNV ci aiuta a scoprire il nostro vissuto e le nostre aspirazioni e ad esprimerle con fermezza e gentilezza.
Inoltre, ci permette anche di farci capire meglio e di capire meglio gli altri, ammorbidendo le tensioni intra e interpersonali. La CNV offre delle chiavi per capire i nostri limiti e per accogliere serenamente le azioni e le reazioni degli altri senza lasciarsi sopraffare!
Grazie a questo strumento potrai perdere la paura di esprimerti e acquisire una maggiore fiducia nelle tue capacitá.
Per ricaricare le batterie, non serve andare in un posto esotico, fare un trekking audace, o organizzare una festa con mille invitati (tra l’altro non è il caso considerando la nuova variante del Covid.) Ci sono tante attività diverse che forse non hai mai sperimentato prima. Ecco alcune idee da provare nel tuo tempo libero.
Il tempo libero, lo dice la parola stessa, è tempo durante il quale non fai le solite cose e puoi programmare la tua giornata senza troppe costrizioni o obblighi. È un’occasione unica per ascoltare i tuoi bisogni, senza un’agenda da seguire, per gustare ed assaporare i tuoi momenti di libertà che possono consentirti di prenderti maggiore cura di te.
Le vacanze sono senz’altro un toccasana per autorizzarti a fare qualcosa che non hai avuto il tempo o l’energia di fare prima.
Tuttavia, decelerare, prenderti dei momenti per ascoltarti, vivere il momento presente, reimparare a seguire il ritmo del tuo corpo, ascoltare gli slanci del tuo cuore, svolgere delle attività rilassanti, creative o spirituali sono cose che puoi fare anche durante il fine settimana.
Queste sono le prime idee che mi sono venute in mente che puoi provare nel tuo tempo libero.
Scrivere una canzone, una poesia o una lettera. Redigi una canzone, una poesia o una lettera indirizzata a te stesso/a raccontando qualcosa della tua vita, o delle tue emozioni, o di quello che ti viene in mente, non importa l’argomento. Se poi sai suonare, perché non provi a comporre anche la musica per il testo che hai preparato? Poi, quando ti senti sicuro/a, prova a fare un bel video da condividere con gli amici!
Scoprire una città o un borgo vicino a casa che non hai mai visitato. A volte non pensiamo ai tesori che si nascondono vicino a casa. Prenditi una giornata per andare ad esplorare il territorio vicino a te, mangia in un ristorante tipico, visita i posti di interesse culturale e turistico, se poi ne vale la pena, prendi una camera in hotel per continuare la visita in tutta tranquillità anche il giorno dopo.
Crea una capsula del tempo. Che cos’è una capsula del tempo? La mia idea di capsula del tempo, non è altro che una scatola (da scarpe va benissimo) che puoi personalizzare mettendo dentro delle foto, dei ritagli di giornale, dei disegni, la lettera che ti sei scritto/a. Usa la tua fantasia per creare una scatola che contenga tutto ciò che rappresenta il tuo io attuale. Conservala e tra qualche anno vai a vedere come sei cambiato/a. Potresti rimanere sorpreso/a dai progressi che hai fatto!
Impara una nuova competenza. Se i tuoi vecchi passatempi ti annoiano o non hai dei veri e propri hobby, perché non iniziarne uno? Che ne pensi di imparare una nuova lingua, uno sport che ti ha sempre attirato, oppure una danza o uno strumento musicale? Ascolta le tue passioni e sviluppa i tuoi talenti. Fai una lista delle cose che ti piacerebbe fare, poi scegli quello che ti piace di più.
Fa male vedere una persona cara che non sta bene psicologicamente. Come aiutare un amico o un’amica in difficoltà? Nessuno ti ha insegnato come fare e tu non sai sa cosa fare. Dipende molto dalla tua sensibilità e empatia.
Un amico/a celebra con te i successi ma è anche disponibile ad ascoltare tue angustie, le tue paure, frustrazioni e problemi in generale.
Hai notato che un tuo amico o una tua amica non sembra più quello/a che conoscevi. Ti sembra triste, spento/a, parla poco, è isolato/a e bloccato/a nei suoi pensieri. Oppure è inquieto/a, nervoso/a, iperattivo/a, ansioso/a, irritabile e ha cominciato a bere molto alcol.
Ti chiedi se sarà stato a causa della pandemia. Forse, ma era così anche d’estate, quando la situazione Covid andava meglio. Continua a vedere tutto nero, non vuole uscire, non vuole vedere nessuno e nemmeno parlare con qualcuno.
Dorme male, non è motivato/a ad andare a lavorare.
La prima cosa che viene spontaneo fare, è cercare di tranquillizzarlo/a, dicendo che non si preoccupi, che tutti abbiamo dei problemi e magari cominci a raccontargli i tuoi, come se questo potesse tirarlo/a su di morale. E il risultato è che il tuo amico o la tua amica stanno sempre peggio.
In effetti, questo sminuire lo stato di malessere delle altre persone non fa altro che contribuire a farle stare peggio.
Una volta una psicologa mi disse che quando una persona è agitata, non bisogna mai dirle si stare calma, perché questo sortirebbe l’effetto opposto. Si tratta più o meno della stessa cosa. Se una persona sta male non devi sottovalutare il suo malessere.
È normale voler aiutare un amico/a in difficoltà, ma per aiutarlo/a devi ascoltarlo/a, in modo attivo ed empatico.
Ascoltare in questo modo non è facile, ma si può imparare, innanzitutto validando quello che sente l’amico/a, non sottovalutando la sua situazione e facendogli capire che non è solo/a.
A volte, dispensare consigli non è utile, invece potrebbe essere utile offrire un aiuto pratico, come fare la spesa per esempio. Oppure puoi proporre di uscire insieme, andare a bere qualcosa o al ristorante, perché così il tuo amico o la tua amica si possono distrarre e magari si rilassano e ti raccontano il momento difficile che stanno passando. Anche una passeggiata nella natura o una breve escursione sono attività che possono rivelarsi utili. Visitare una mostra d’arte o un museo puó davvero aiutare a tirare su il morale.
Non devi essere invadente, devi lasciare al tuo amico/a spazio e tempo, trasmettendo speranza rispetto alla possibilità che più avanti si sentirà meglio. Puoi anche dirgli/le di ricordare alcuni momenti belli del passato che potrebbero essere di conforto. Oppure, puoi dirgli/le di pensare ad altri momenti difficili e chiedersi come li ha superati.
Non devi fare pressione, né giudicare ma restare disponibile.
Ovviamente non bisogna assumersi la responsabilità della salute mentale dell’altra persona. Se non sei psicologo/a non puoi sapere se quello che sta attraversando la persona è temporaneo oppure si tratta di un vero e proprio disturbo mentale. Per questo, se vediamo che l’amico/a non migliora, dovresti cercare di convincerlo/a ad andare dal dottore a spiegare la situazione. Magari potresti anche offrirti di accompagnalo/a, perché sono gli amici che aiutano a ritrovare la luce nei momenti bui.
A causa dei disastri climatici provocati dal surriscaldamento del pianeta che stanno diventando sempre più frequenti e preoccupanti, si sta verificando in modo parallelo un nuovo fenomeno: l’ansietà climatica o eco-ansietà.
L’ansietà climatica si può definire come lo stress che una parte delle persone sente a causa degli eventi ambientali anche se non ha dovuto (ancora) confrontarsi con essi. Ci si sente sopraffatti da questi eventi che sono fuori dal nostro controllo.
Può essere difficile guardare avanti quando non vedi un futuro chiaro perché le condizioni ambientali si stanno degradando sempre di più.
Purtroppo l’ansietà climatica si sta diffondendo molto, soprattutto tra le nuove generazioni che evidentemente saranno quelle che subiranno un maggiore impatto dalla crisi climatica.
Partecipare alle manifestazioni, far sentire la tua voce, studiare soluzioni è importante ma questo può generare ancora più stress perché capisci la rilevanza e l’enormità della crisi.
Perciò, diventa importante anche prendersi cura di sé stessi, perché non puoi salvare il pianeta senza prenderti cura di te stesso/a. Poi, in effetti non si tratta di salvare il pianeta, il pianeta si salverebbe da solo dal primo momento che il genere umano cominciasse a rispettarlo. Si tratta piuttosto di preservare le condizioni che rendono possibile la vita sulla terra. Quindi, il primo passo é preservare te stesso/a con un occhio di riguardo all’ambiente.
Vediamo alcuni modi per affrontare lo stress dovuto alla crisi climatica.
Concentrati su quello che puoi controllare
La crisi climatica è un argomento estremamente complesso non solo per le persone, ma anche per le industrie e i governi. Anche se a volte puoi sentirti scoraggiato/a, è importante ricordarti che puoi concentrarti su quello che dipende da te, dalle tue azioni, dai piccoli passi che puoi fare per contribuire al cambiamento di direzione.
Per esempio, puoi decidere di mangiare meno carne (lo sai che per produrre una bistecca sono necessari 15.000 litri d’acqua e vengono disboscate grandi porzioni di foresta?). Oppure puoi scegliere di comprare meno vestiti, di abbassare di mezzo grado la temperatura di casa tua, di lasciare la macchina in garage e camminare di più.
Partecipare a una manifestazione oppure far parte di un’associazione impegnata nella salvaguardia dell’ambiente sono tutte cose alla tua portata. Ricorda di non metterti troppa pressione perché non puoi risolvere la crisi da solo/a. Puoi però fare dei piccoli cambiamenti nel tuo stile di vita.
Prenditi una pausa dalle notizie sul clima
Passare il tempo a leggere gli aggiornamenti sulla crisi climatica non aiuta la tua salute mentale. Prenditi una pausa, anche per qualche giorno. Le notizie e gli aggiornamenti saranno ancora disponibili quando tornerai e, soprattutto, é molto probabile che la situazione purtroppo non sará cambiata in meglio.
Ricordati che non sei solo/a in questa battaglia
Anche se a volte può sembrarti il contrario, non sei sola/o nella battaglia contro la crisi climatica. Ci sono tante persone al mondo che dedicano il loro tempo a questa sfida e si sentono probabilmente come te. Cerca di connetterti con queste persone, ce ne sono sicuramente anche vicino a te. È importante cercare delle altre persone altrettanto preoccupate per la sorte del pianeta, che è anche la sorte di tutti noi. Questo ti aiuterà a ritrovare un po’ di speranza, ti darà coraggio e forza per andare avanti in questa battaglia.
Dedica più tempo a te stesso/a
Assicurati di fare le cose che ti piacciono, passeggia nella natura, leggi un libro, guarda un film, riscopri quell’attività che ti piaceva tanto. Insomma, creati un spazio di benessere personale.
Parla con qualcuno di come ti senti.
L’ansietà climatica è una cosa reale che a volte non è possibile affrontare da soli/e.
Se queste sensazioni di stress e ansia stanno disturbando la tua vita, parlane con qualcuno. Chiama un amico/a, un familiare, o un coach. Ti aiuterà sicuramente ad affrontare questa situazione.
La nostra mente è affascinante e non siamo ancora coscienti di tutte le sue possibilità. Tanti pensieri affollano la nostra mente ma purtroppo la maggior parte dei nostri pensieri sono negativi. Tuttavia, c’è una via d’uscita per raggirare il tuo monologo interiore negativo: le affermazioni positive.
Ho letto per la prima volta l’importanza delle affermazioni positive in un libro di Louise Hay.
Le affermazioni positive sono delle frasi corte che ti motivano, ti ispirano e ti incoraggiano a passare all’azione per raggiungere i tuoi obiettivi. Per fare in modo che funzionino devi ripetere queste frasi più volte durante il giorno, per imprimerle nel tuo inconscio.
La ripetizione può cambiare le tue abitudini, il tuo comportamento e punto di vista. Come forse sai, le parole hanno un potere. La ripetizione regolare, a voce alta, ma anche dentro di te, trasforma i pensieri e ti aiuta a creare la tua realtà. I pensieri positivi hanno il potere di superare il discorso negativo interiore. Può darsi che ti sembri strano pronunciare delle frasi come “scelgo di essere felice” davanti a uno specchio, ma ti assicuro che queste affermazioni ti aiutano davvero a rafforzare le buone vibrazioni. La ripetizione regolare di affermazioni diventa la tua verità.
Un’affermazione dichiara con fermezza e sicurezza un pensiero positivo e lo manifesta come una verità. Integrando queste dichiarazioni positive alla tua routine quotidiana, aiuti la tua mente a dare priorità alla positività.
Secondo alcuni ricercatori, le affermazioni possono aiutarti a lavorare meglio. Passando qualche minuto a riflettere sulle tue capacità prima di una riunione stressante, per esempio, può calmare i nervi, aumentare la fiducia in te stesso/a e migliorare le probabilità di riuscita. Le affermazioni possono anche aiutarti ad attenuare lo stress.
Ecco qui tutte alcuni benefici che potrai ottenere praticando le affermazioni regolarmente:
Diventare più felice. Le affermazioni ti permettono di riconoscere le cose che ti impediscono di essere felice, perché ti concentri su quello che veramente vuoi nella vita. Inoltre, il tuo umore migliorerà.
Guardare le cose in prospettiva. Spesso diamo per scontato le cose più semplici. L’utilizzazione delle affermazioni ti permette di ricordarti che le cose più semplici sono le più importanti. Per esempio, se sei in buona salute, utilizzando l’affermazione “sono in buona salute” potrai concentrarti su questo punto e apprezzarlo di più.
Ridurre i pensieri negativi. Siccome la maggior parte dei nostri pensieri sono negativi ma incoscienti, le affermazioni positive ti permettono di diventare più consapevole dei tuoi schemi di pensiero e dei tuoi sentimenti, riducendo in questo modo il rischio di creare la ricorrenza di un pensiero negativo.
Per ottenere il meglio dalla pratica delle affermazioni, devi osservare queste tre regole di base:
Dedicare alla ripetizione dei momenti precisi durante la giornata. Puoi enunciare le tue affermazioni al mattino appena ti alzi o alla sera prima di andare a letto. Riuscirai sicuramente a trovare il momento migliore per te da dedicare alla ripetizione delle affermazioni.
Utilizza il verbo al presente, perché desideri dei risultati ora e non in futuro. Inoltre, il cervello recepisce solo il linguaggio al presente.
Non usare la negazione (per esempio, non affermare “non mi lascio influenzare dall’opinione degli altri” ma “l’opinione degli altri mi è indifferente”). Anche in questo caso il cervello non recepisce la forma negativa.
Non ci sono delle regole rigide sulla frequenza delle ripetizioni. Ma secondo lo psicoterapeuta Ronald Alexander dell’Open Mind Training Institute, le affermazioni possono essere ripetute da tre a cinque volte al giorno per rafforzare l’effetto positivo.
Ti piace scrivere? Perfetto! Scrivere le tue affermazioni in un diario e leggerle davanti a uno specchio è un metodo efficace per renderle più potenti.
Ecco alcune affermazioni che potresti provare per vedere se funzionano anche per te:
Credo in me stessa/o e ho fiducia nelle mie capacità.
Sono l’artefice dei miei pensieri.
Sono una persona di successo.
Scelgo di essere felice.
Sono circondato/a da una famiglia straordinaria e da degli ottimi amici/amiche.
Sono forte e coraggiosa/o.
Quando vado a letto, tutto è come deve essere e mi addormento tranquillo/a.
Come il resto del corpo umano, anche il cervello regredisce con il passare dell’età.
Alla nascita, ciascun essere umano è dotato di 100 miliardi di neuroni. A 25 anni il tuo cervello è al massimo delle sue capacità. Poi, comincia progressivamente a regredire e, invecchiando, alcuni neuroni diventano difettosi, in particolare quelli situati al livello della memoria, dell’attenzione e della coscienza di ciò che ci circonda.
Questo processo di invecchiamento non deve essere considerato come una fatalità. Grazie ad alcune attività possiamo preservare più a lungo il funzionamento del cervello che ci permetterà così di avere una vita migliore dal punto di vista fisico e mentale.
Nutri bene il tuo cervello. Un’alimentazione equilibrata è fondamentale per una buona salute mentale. Tuttavia il cervello ha bisogno di sostanze specifiche per aumentare la connessione dei neuroni e stimolarne la rigenerazione. Quindi mangia alimenti ricchi di antiossidanti come frutta e verdura in generale (in particolare sono davvero utili i carciofi, i mirtilli e lo zenzero), pesce e olio di oliva EVO. Il pesce grasso (salmone, sgombro, aringhe, sardine) contiene omega 3 che aiuta a rafforzare le cellule del cervello, ottimizza l’apprendimento e la memoria e contribuisce alla prevenzione di disturbi mentali come la depressione e la demenza. Ricorda che anche l’avocado e le noci contengono omega 3 e che per una buona ossigenazione del cervello occorre mangiare glucosio (pane e pasta) e alimenti ricchi in ferro (carne e pesce).
Stimola l’attenzione. Come i muscoli che bisogna mantenere in movimento, anche il cervello deve essere allenato per mantenersi performante. È importante dunque mantenerlo attivo con attività come le parole crociate, il sudoku, la lettura, i puzzle o anche alcuni giochi video che propongono dei programmi per allenare il cervello. Più gli esercizi sono diversificati, meglio è. Continua ad ampliare la tua conoscenza apprendendo una nuova lingua straniera, suonando uno strumento, visitando mostre, viaggiando, e mantenendo una vita sociale. Queste sono tutte attività che contribuiscono all’allenamento dei neuroni e a prevenire l’invecchiamento cerebrale. Anche la meditazione è un eccellente attività non solo per migliorare la capacità di concentrazione ma anche perché riduce lo stress, l’ansia e le emozioni negative. Meditare da 10 a 15 minuti al giorno ti permetterà di sviluppare nuove connessioni tra i neuroni e quindi di rallentare l’invecchiamento del cervello.
Pratica un’attività fisica regolarmente. L’attività fisica mantiene attivi i neuroni perché favorisce la circolazione del sangue che quindi arriva anche al cervello. Non c’è bisogno di diventare degli atleti di alto livello per rallentare l’invecchiamento del cervello. Una pratica sportiva di intensità moderata è già efficace a condizione che sia regolare. La frequenza consigliata è di 30 minuti al giorno. Per mantenere il ritmo è consigliabile trovare un’attività che piaccia e che sia coinvolgente. Un’attività fisica di gruppo (come la danza per esempio) è ancora più utile perché ti aiuta a percepire i corpi nello spazio e perché il rapporto con gli altri consente di liberare delle endorfine, gli ormoni del benessere e del piacere.
L’importanza degli alberi nelle città, ma non solo, risulta evidente anche dalla dichiarazione finale del recente vertice del G20 di Roma dove si legge: “Riconoscendo l’urgenza di combattere il degrado del suolo e creare nuove vasche di assorbimento del carbonio, condividiamo l’obiettivo ambizioso di piantare collettivamente 1.000 miliardi di alberi, concentrandoci sugli ecosistemi più degradati del pianeta”.
“Sollecitiamo gli altri Paesi a unire le forze con il G20 per raggiungere questo obiettivo globale entro il 2030, anche attraverso progetti per il clima, con il coinvolgimento del settore privato e della società civile”.
L’importanza degli alberi nelle cittá non deve essere dimostrata. Filtro naturale, gli alberi assorbono anidride carbonica e altre sostanze inquinanti per restituire ossigeno e rinfrescano in modo naturale l’aria durante le calde e afose giornate estive.
Inoltre, offrono anche riparo ad animaletti, gli uccelli ci costruiscono il loro nido e con le loro radici svolgono un’azione di protezione dalle alluvioni, aiutando l’acqua in eccesso a defluire nel terreno.
L’anno scorso una troupe di una televisione locale di Bruxelles mi ha fermato per strada per intervistarmi su un fatto successo poco prima nella via in cui abito. Un signore aveva tagliato dei rami di un albero nella strada dove vivo, ovviamente senza averne il diritto perché é il comune che se ne occupa.
Quindi mi hanno domandato cosa ne pensavo. Il mio parere é stato assolutamente negativo. Come poteva permettersi un cittadino di tagliare dei rami di un albero che appartiene a tutta la comunità? Gli alberi sono nostri amici, svolgono un lavoro importantissimo e impagabile per tutti noi. Io poi magari esagero un po’, perché penso anche che mi diano energia positiva e quando passeggio nei boschi non perdo l’occasione di abbracciarne alcuni.
Mi fa piacere vedere che sempre piú amministrazioni locali si orientano verso l’organizzazione di eventi in onore dei nostri amici alberi, che fanno bene non solo all’ambiente ma anche alla salute e al benessere psicologico di ciascuno di noi.
Durante il lock-down le palestre sono state chiuse e non tutti abbiamo fatto esercizio fisico nelle nostre case, magari seguendo un video su YouTube. Per evitare che non solo il peso ma anche lo stress e l’ansia aumentino è indispensabile fare attività fisica regolarmente.
L’attività fisica ritmata (danza, camminata, bicicletta) da sola non basta, bisogna mantenere la massa muscolare che, soprattutto con l’età che avanza, rischia di diminuire.
Il mantenimento della massa muscolare risulta essere particolarmente importante in caso di dieta. Infatti, grazie ad una massa muscolare sviluppata regolarmente, puoi evitare di riprendere grasso e stabilizzare il peso.
Per non perdere massa muscolare, mangia proteine, fai esercizi di resistenza, aumenta l’assunzione di Omega 3 e controlla i tuoi livelli di vitamina D.
Inoltre, ci sono almeno altri 12 benefici che un’attività fisica moderata e regolare ti puó portare. Vediamoli.
Aumento del benessere fisico, mentale ed emotivo.
Riduzione della sensazione di fame.
Miglioramento del colesterolo “cattivo” e riduzione dei trigliceridi.
Diminuzione del rischio di malattie cardio-vascolari.
Diminuzione della frequenza cardiaca a riposo.
Riduzione del grasso addominale.
Miglioramento della qualità del sonno.
Riduzione del tempo di addormentamento.
Cambia le tue abitudini! Corri, vai in bicicletta, cammina nella natura ma anche in città, segui un corso di yoga o Pilates anche online o prendi un coach sportivo. Vedrai che la forma e il morale torneranno al top!