Siamo tutti esseri umani
Archivi delle categorie:Vita
Citazione estiva (2)
Come reagisci agli eventi dipende solo da te.
Citazione estiva (1)
La mente é come un giardino.
Le vacanze si avvicinano
Siamo in pieno periodo di vacanze. L’estate é nell’aria giá da qualche mese e tra qualche giorno parto per la Sardegna con mio marito e nostro figlio, che, anche se é giá grande, apprezza ancora venire in vacanza con noi.
Andremo in vacanza in uno splendido paesino nel golfo dell’Asinara, Lu Bagnu. Appartamento vista mare da due terrazze. Non solo vista mare, il mare lo si puó anche sentire aprendo la finestra tanto é vicino. Splendidi tramonti accompagnati da un aperitivo in un quadro idilliaco. Non a caso la chiamano la baia dei tramonti.
Cosa faró in vacanza? Voglio alzarmi al mattino con calma, fare colazione con mio marito, prepararsi per andare in spiaggia a fare la nostra lunga passeggiata mattutina, che per me é un toccasana. La sensazione dei piedi sulla sabbia é impagabile, mi fa sentire bene quando appoggio il piede su un suolo morbido come seta, che a quell’ora del mattino é ancora tiepido. E’ un contatto energizzante che mi mette di buon umore .
Poi tornare a casa a recuperare quel dormiglione di nostro figlio e prendere la macchina per andare a cercare una nuova spiaggia da esplorare.
Sdraiarsi al sole, fare il bagno, asciugarsi con la brezza calda del mare. Leggere i libri avvicenti di Guillaume Musso che ho scaricato sul lettore, fare meditazione, ascoltare musica. Mangiare pesce alla griglia, una buona pizza, un piatto di pasta speciale. Fare una passeggiata nel centro del paese, mangiare un gelato, comprare qualche souvenir che allieterá le buie giornate invernali.
Queste saranno le mie vacanze estive. E le tue? Scrivimelo qui.
Come definisci il successo?
Un mio follower mi ha fatto notare che in un mio articolo precedente “Stai lontano dai granchi, ovvero stai alla larga dalle persone negative” faccio riferimento al successo, senza spiegare cosa intendo. Questo potrebbe dare adito a malintesi e far sentire a disagio alcuni lettori.
La maggior parte di noi, infatti, pensa che il successo sia avere tanti soldi, una bella macchina, una casa grande in una zona prestigiosa, un compagno o una compagna di vita super belli, simpatici e ricchi. Di solito le persone di successo sono anche famose, magari vanno in televisione, possono essere attori, grandi sportivi o imprenditori.
Tutte queste sono idee che ci vengono inculcate dai vari media, la televisione per prima che, con le sue pubblicità e le sue trasmissioni, ci fa vedere mondi irreali suscitando nello stesso tempo il desiderio di avere tutte quelle cose che, almeno in apparenza, cambierebbero la nostra vita e ci trasformerebbero in persone di successo.
Per me, invece, il successo é realizzare i tuoi sogni e vivere secondo i tuoi valori.
Sotto questo punto di vista, io mi ritengo una persona di successo, perché ho realizzato tante cose (e tante ne voglio ancora realizzare) che volevo fare fin dalla mia adolescenza e che corrispondo ai miei valori. Per esempio, per quanto riguarda la famiglia: mi sono sposata e sono ancora sposata dopo quasi 25 anni, ho un figlio; il lavoro: contribuisco alla costruzione di un Europa sempre più unita; la cultura: ho viaggiato tanto, voglio ancora viaggiare tanto, ho studiato tanto e voglio ancora studiare tanto per conoscere e capire meglio il mondo in cui vivo e le persone che mi circondano.
Tutte le cose che ho realizzato non mi hanno portato a vivere come in una pubblicità ma vivo una vita piacevole, divertente e serena. Ovviamente ho i miei alti e bassi e le mie difficoltà come tutti. Questo però non cambia la mia idea di essere una persona di successo. Ho fatto le cose in cui credevo e in cui credo ancora. Sono andata avanti nonostante le difficoltà. Questo é il successo: la capacità di andare avanti, sempre, nonostante tutto. Questa é anche resilienza. Pensa a un bambino, quando impara a camminare. Cade e si rialza, di sicuro non pensa che non sarà mai in grado di camminare perché cade! Continua a cadere e a rialzarsi, perché l’obiettivo finale é troppo importante. Magari qualche volta si fa male e piange, ma non si da per vinto, vuole imparare a camminare. E quando ci riesce, ecco il suo successo!
Qual é il tuo sogno? Quali sono i tuoi valori? Cosa non potresti perdonarti di non avere fatto durante la tua vita? A cosa rinunceresti per realizzare il tuo sogno? A cosa invece non rinunceresti mai? Cosa ti riempie la vita? Senza cosa la tua vita non avrebbe senso? Scrivimi!
Il tacchino e il cigno, ovvero non dimenticare che esistono gli imprevisti
Tutte le mattine alle 7, un tacchino vede il contadino che si avvicina per dargli da mangiare. Le prime mattine è diffidente, poi acquisisce fiducia fino a quando un bel giorno il contadino gli tira il collo per metterlo al forno!
Si tratta di una distorsione cognitiva o, per meglio dire, una distorsione di induzione, cioè una falsa credenza causata da un’abitudine consolidata. Quando si pensa che una cosa si verificherà in una certa maniera perché siamo abituati così, allora ecco che crediamo che quella stessa cosa accadrà sempre così e non pensiamo che possa cambiare.
Fino a quando non si scoprì che in Australia esistevano i cigni neri, in Europa si credeva che esistessero solo cigni bianchi.
Questo tipo di distorsione ha causato (e continuerà a causare) non pochi problemi alle persone, di ogni tipo, anche finanziario (pensa alle crisi economiche, per esempio).
Perciò ricordati che gli imprevisti esistono e non dare niente per scontato!
Il cane pigro
Un giorno, un cane, rientrato dopo una lunga passeggiata con il suo padrone, si sdraiò per riposarsi.
Un amico del padrone passò a fare visita e i due cominciarono a chiacchierare. Il cane ogni tanto si lamentava e l’amico chiese al padrone se stesse bene. Il padrone rispose di sì, di non preoccuparsi per lui.
Continuarono a conversare ma il cane non smetteva di lamentarsi. L’amico chiese di nuovo al padrone se il cane stesse bene. Il padrone rispose che il cane era pigro ma stava benissimo. Stava cercando di dormire sdraiato su un chiodo che gli dava fastidio ma non aveva voglia di muoversi tanto era pigro.
Quale insegnamento trai da questa storiella?
Ritrova la tua energia seguendo questi 5 consigli.
Approfitta di questo breve periodo festivo per rallentare, fare il punto della situazione e centrarti su te stessa/o. La primavera porta con sé anche la luce. Le corte giornate invernali sono ormai un ricordo. È il momento ideale per ricaricare le batterie e pensare al tuo corpo, al tuo spirito e alla tua mente. Ritrova tutta la tua energia per ripartire di buona lena.
La primavera è la stagione del rinnovamento per eccellenza. Ogni giornata di primavera è una nuova partenza. Ogni mattina rappresenta una nuova possibilità di raggiungere i tuoi obiettivi e seguire i tuoi sogni.
Per ottenere il meglio da questo spirito primaverile, ecco 5 consigli per ritrovare il tuo benessere.
1. Prenditi cura di te stessa/a e adotta un ciclo di sonno sano.
Il sonno è fondamentale per il benessere fisico e mentale, gli specialisti raccomandano di dormire tra le 7 e le 9 ora per notte. Sentirsi riposati dopo una bella dormita ti permette di gestire meglio la tua energia durante la giornata.
Consigli:
Fai il programma della giornata la sera prima di coricarti.
La sera, privilegia le attività riposanti. Crea un ambiente propizio al riposo eliminando la luce forte e gli schermi (TV, computer ma anche cellulare) nella tua camera. Fai degli esercizi yoga o medita.
2. L’energia è nel piatto
La colazione è il pasto più importante della giornata. Con essa, stabilisci il tasso di zucchero nel sangue, eviti le voglie durante la mattinata e procuri al tuo corpo l’energia necessaria al suo funzionamento. Attenzione però ad alcuni alimenti che potrebbero rivelarsi controproducenti. Alimenti troppo dolci ti danno una carica energetica immediata che quando se ne va ti lascia più stanca/o di prima.
Consigli:
Evita gli zuccheri e la caffeina in eccesso e privilegia gli alimenti che saziano come le banane o le mele. Bevi grandi quantità di tè verde (che tra l’altro aiuta a dimagrire e previene l’invecchiamento cellulare).
Compra frutta e verdura fresca e se puoi mangia cibo poco raffinato (ad esempio cereali integrali). Fai il menu della settimana e riempi il frigo in modo da evitare di arrivare a casa affamata/o e di non avere niente da mettere sotto i denti costringendoti a mangiare quello che capita o a dover ordinare un pizza.
Cerca di mangiare più o meno alla stessa ora tutti i giorni.
Impara a cucinare.
3. La meditazione al servizio del benessere
Viviamo a una velocità esagerata e, a volte, questo ritmo di vita ci impedisce di vivere pienamente le cose che facciamo e di concentrarci su di esse. Molte attività possono aiutarci a approfittare meglio dell’istante presente e la meditazione è in cima alla lista. Prima di andare al lavoro, concentrarsi sul ritmo della respirazione (inspira/espira) può aiutare ad affrontare la giornata con più calma. La meditazione ha degli effetti benefici sul cervello e sul benessere in generale.
Consigli:
Medita tutti i giorni al risveglio: disconnettendoti per qualche minuto ricarichi le batterie. Non hai tempo? Prova a meditare sotto la doccia o mentre sei in autobus o sulla metro! Basta respirare con consapevolezza per rilassarti pur rimanendo allerta (se hai un gatto, prendi esempio da lui, che è un campione in questo esercizio!). Se usi l’auto per andare a lavorare, assolutamente non meditare in macchina!
4. Muoviti per limitare la stanchezza
Anche se questa affermazione può sembrare contraddittoria, lo sport è il migliore dei modi di rischiarare il tuo spirito, allontanare la tua ansia e ritrovare la tua energia. L’attività fisica permette di stimolare i mitocondri, che sono i generatori dell’energia del corpo. Quindi, che aspetti? Infila subito le scarpe da ginnastica!
Consigli:
Cammina almeno 10000 passi al giorno (lo so, non sono pochi).
Prova il saluto al sole, una sequenza di posizioni Yoga che ti aiutano a liberare le endorfine nel sangue che, a loro volta, ti aiutano ad essere di buon umore e carica/o di energia.
Fai Yoga, Pilates, un giro in bici o una passeggiata con i tuoi colleghi.
Cammina con consapevolezza, concentrandoti su ciascuno dei tuoi passi e cercando si sentire il contatto con il suolo dal tallone alla punta di
piedi.
5. Più equilibrio per più energia
Trascuriamo spesso l’importanza dell’equilibrio emotivo nella vita di tutti i giorni. Ma l’armonia delle emozioni può aiutarci a sentirci meglio e a migliorare i nostri rapporti con gli altri. Fai attenzione alle tue emozioni e impara a gestirle. Non impedirti di esprimerle, nei dovuti modi e occasioni, ovviamente, altrimenti rischi che diventino troppo intense e poi non potrai più controllarle. Sfrutta appieno le emozioni positive e prova ad accettare i tuoi sentimenti nei momenti di tristezza o di dubbio. Le emozioni hanno la loro ragione d’essere: determinano le nostre azioni.
Consigli:
Stabilisci regolarmente degli obiettivi per ottenere il meglio da te stessa/o rivivendo le sensazioni o i pensieri.
Cerca di guardare le cose da una prospettiva più ampia: tutto nella vita serve a qualcosa, anche se a te non sembra. Cerca di non reagire subito, respira profondamente e ricorda a te stessa/o che passerà.
Felicità al lavoro?
Scherzi a parte, chi è contento di lavorare? Se vincessi 10 milioni di Euro, continueresti ad andare a lavorare? Io no. Non credo che smetterei di lavorare nel senso che starei a pancia all’aria, ma non farei più il lavoro che faccio adesso e mi dedicherei a una delle mie passioni, per esempio viaggiare. Farei anche volontariato, continuerei a scrivere questo blog e ad andare a Pilates.
Insomma, continuerei più o meno a vivere la vita che sto facendo senza fare lo stesso lavoro e senza sentirmi obbligata a guadagnare a sufficienza per mantenere me stessa e la mia famiglia. È questo in realtà il nocciolo della questione: nella stragrande maggioranza dei casi lavoriamo per mantenerci e non perché ci piace. Quindi parlare di felicità al lavoro è un’esagerazione, almeno in certi casi. Chiedi a un operaio sottopagato che lavora alla catena di montaggio, se è contento di andare a lavorare. Oppure a un insegnante vessato dai suoi alunni, se la sua professione lo soddisfa. O a un infermiere che fa turni stressanti di notte, se piuttosto non preferirebbe starsene a casa sua a dormire.
Il concetto di felicità al lavoro mi sembra un po’ forzato eppure tanti ne parlano, senza considerare che tantissimi lavoratori dipendenti non amano il lavoro che fanno ma non hanno altra scelta, soprattutto in congiunture economiche come quella attuale. Mi sembra un po’ una corsa verso una meta che non si riesce a raggiungere.
Guardiamo poi all’aumento dei casi di burn-out. In Europa, la Francia detiene il primato con il suo 10% di popolazione attiva affetta da burn-out. Negli altri paesi europei si sta meglio? In realtà la domanda chiave da porre sarebbe se c’è un buon equilibrio vita privata e vita lavorativa, cioè si sta meglio dove sono attuate politiche volte a bilanciare il lavoro con la vita. Il problema del lavoro è dunque lo spazio che occupa nella nostra vita. Attenzione, lo spazio non il tempo. Lo spazio non significa il tempo effettivamente passato sul luogo di lavoro, ma il tempo dedicato a pensare al lavoro, il famoso lavoro che si porta a casa e che disturba la nostra vita privata.
Cosa fare dunque per cambiare questo pensiero costante che rivolgiamo al lavoro? Prova a leggere una di queste tecniche:
5 consigli per cominciare la giornata senza ansia
5 ragioni per cui fare un’escursione fa bene
Come rilassarti in 10 passi: crea spazio dentro di te
5 idee per sentirsi bene al lavoro (senza pretendere la perfezione)
Prova anche a ringraziare per quello che hai senza pensare che questo significhi mancanza d’ambizioni. Significa semplicemente smettere di inseguire una chimera e cercare il tuo benessere in quello che hai. Il benessere, non la felicità, perché il benessere è uno stato che può diventare permanente, mentre la felicità un momento, o un insieme di momenti, passeggeri.
Perseguire il benessere significa cominciare un percorso fatto di piccoli passi che potrebbero portarci alla felicità, ma pazienza se non ci conducono a questa meta ambita. L’importante è stare bene.
Condividere le piccole cose buone della vita
Penso che la pubblicazione degli stati emotivi sia positivi che negativi su Facebook o su altri social generi un effetto di contagio da parte dei followers che le vedono.
Io raramente pubblico cose negative, anche se a volte lo faccio per denunciare certe situazioni di degrado, come ad esempio la mancata raccolta dei rifiuti in città importanti. Preferisco pubblicare cose positive perché penso che i media presentino già troppe notizie negative, e sono convinta che nel mondo succedano anche e soprattutto cose positive e belle da condividere. Penso anche che se parlassimo di più delle cose belle che accadono, il mondo andrebbe un po’ meglio perché ci sarebbe più energia positiva che circola. Le cattive notizie attraggono l’attenzione del pubblico per via della loro morbosità ma non fanno altro che creare una spirale di negatività.
È vero che la nostra società è in crisi da molti anni ormai e che la politica non offre le soluzioni adeguati ai problemi che sono sempre più complessi. Ci sono troppi senzatetto, gli stipendi sono bassi e la vita costa cara. Ma nonostante questo sono sicura che la vita ci riserva dei momenti di gioia che non dovremmo nascondere, anzi dovremmo celebrare!
Io sono contenta della mia vita complessivamente. Certo, la realtà e l’ambiente che mi circonda non è ideale, a volte non va tutto come dovrebbe andare, vedo delle ingiustizie, ho le mie insofferenze e sofferenze, ma non per questo mi lascio avvolgere dalla spirale negativa. Se poi penso alla vita che conducevano i nostri nonni, bè allora non c’è che da rallegrarsi. Abbiamo acqua corrente, elettricità e riscaldamento nelle nostre case, cibo tutti i giorni. Nella piramide dei bisogni di Maslow abbiamo sicuramente superato i primi due livelli. Pensa se fossi una donna nata in Afghanistan e dovessi girare con il burka? O in un paese in guerra? O se fossi costretta/o a pagare una fortuna per curarti?
Quindi, non esitare a condividere i tuoi momenti di gioia, i tuoi successi, piccoli o grandi che siano perché questo si propagherà e creerà positività. Certo, non tutti i giorni sarà primavera, ma sono sicura che potrai sempre trovare una piccola cosa buona da condividere.
Questo non significa che non devi cercare di migliorarti, ma significa che la tua crescita sarebbe più facile se guardassi il bicchiere mezzo pieno anziché il bicchiere mezzo vuoto.
Allora, sei pronta/o per uno slancio di ottimismo? Fammelo sapere, se ti va!
