Come cambiare i pensieri negativi: il panorama del pensiero

Gli esseri umani hanno una tendenza naturale a gravitare verso il pensiero negativo.

Potremmo presumere che la tendenza sia presente perché ha dato ai nostri antenati un piccolo vantaggio di sopravvivenza.

Gli ottimisti spensierati sono stati mangiati dalle belve.

I pessimisti che pensavano al peggio sono stati mangiati meno spesso.

Sebbene possa esserci un vantaggio evolutivo nell’essere pessimisti, vivere la tua vita popolata da pensieri cupi non è divertente.

La verità è che oggi viviamo in un ambiente molto più sicuro rispetto a centinaia di migliaia di anni fa.

È molto raro che le persone soccombano a tigri o altri animali feroci.

Tuttavia, viviamo in un costante stato di allerta e paura innescato solo in parte dalla natura ma esacerbato dalle notizie e dai social media.

Allora come possiamo cambiare i pensieri negativi?

Ricorrere a droghe, alcol, o diventare dipendenti dai social media non sono soluzioni.

Vediamo questo metodo proposto da Miguel Hernandez.

Potresti pensare a questo metodo come a un esperimento mentale, un nuovo modello mentale per affrontare il pensiero negativo.

Miguel lo chiama il paesaggio del pensiero.

Attenzione: se hai problemi a usare la tua immaginazione o soffri di afantasia, non sarà facile implementare questo approccio.

Il concetto è abbastanza semplice da capire ma più difficile da padroneggiare.

Funziona così:

A: Tutti i giorni i abbiamo tanti tipi di pensieri (negativi, positivi, neutri).

B: In un dato istante, possiamo pensare solo a una cosa.

C: Possiamo scegliere cosa pensare in quell’istante (focus).

D: Pertanto, possiamo scegliere di sostituire qualsiasi pensiero di quel momento con qualsiasi altro pensiero disponibile.

Elaboriamo un po’ ogni punto.

A: Su questo dovremmo essere tutti d’accordo. Il numero di pensieri che un essere umano può avere è compreso tra zero e molti. Molti potrebbero essere migliaia o milioni, tantissimi.

Se hai un cervello funzionante, dovresti sempre avere molti pensieri.

B: Questo potrebbe essere discutibile. Tuttavia, possiamo tranquillamente presumere che ci si possa concentrare solo su un pensiero alla volta. Non è possibile pensare a due cose contemporaneamente. Ad esempio, non puoi pensare simultaneamente al blu o al nero.

C: Questo potrebbe essere ancora di più discutibile, ma se ti dico di pensare a un elefante bianco, di solito penserai a un elefante bianco, non a un ornitorinco viola. Quindi sei stato in grado di cambiare il tuo pensiero deliberatamente.

D: Se le tre affermazioni precedenti sono vere, allora deve essere vero che possiamo controllare ciò che pensiamo in un dato momento.

E se D è vero, allora è una buona notizia per tutti noi!

Ciò significa che pensare in modo negativo è, nella maggior parte dei casi, una scelta.

Quindi, se ti ritrovi bloccato su pensieri negativi, ora sai che è perché hai scelto di farlo.

Bene, e quindi?

Quindi puoi scartare il pensiero negativo, fare un passo indietro e guardare quali altri pensieri sono disponibili nella tua mente.

L’obiettivo di fare questo passo indietro è acquisire una nuova prospettiva per vedere quali altri pensieri potresti scegliere.

In A, abbiamo stabilito che potrebbero esserci molti altri pensieri disponibili. Questa gamma di pensieri è ciò Miguel chiama il paesaggio del pensiero.

Foto di Claudio Testa su Unsplash

Come in un paesaggio reale, potrai vedere valli e colline.

Cosa vedi? Ora è il momento di scegliere.

Vediamo un esempio concreto.

Sto pensando di non essere abbastanza bravo, abbastanza intelligente, che la gente fa schifo, che la pandemia fa schifo, che i politici fanno schifo, ecc.

Mi sento una merda. Non è divertente. Poi mi rendo conto che posso scegliere cosa pensare.

Faccio un passo indietro e guardo quali altri pensieri sono attualmente disponibili nel mio panorama di pensiero.

All’inizio è difficile vedere oltre pochi metri perché i pensieri negativi sono prevalenti e offuscano la vista.

Cerco allora di salire un po’ più in alto e di guardare oltre questa nebbia scura di pensieri negativi. So che ci sono altri pensieri nell’oscura valle dei pensieri di merda.

Ecco qua … vedo un po’di luce.

A circa 2 km di distanza, vedo un paio di verdi colline che fanno capolino tra le nuvole.

Guardo più da vicino.

Vedo la mia famiglia. Mi amano. Sono felice di sapere che sono vivi e che mi amano.

Vedo del cibo. Vedo che ho cibo in abbondanza e potrei permettermene anche di più se ne avessi bisogno.

Questo mi rende felice.

Un’altra collina. Wow! Sto bene, godo di buona salute. Quanto sono fortunato! Posso ancora camminare, fare sport, ballare, usare il mio corpo. Le mie mani lavorano … posso costruire cose!

Un’altra collina più lontana.

Vedo persone bisognose. Persone che potrei aiutare. Mi rende felice poter aiutare altre persone. È importante.

Questo esercizio ha richiesto solo un paio di minuti e la mia prospettiva è completamente cambiata.

Provo gratitudine. Mi sento vivo. Mi sento felice.

Il mio panorama di pensieri è pieno di pensieri meravigliosi tra cui scegliere.

Non voglio discriminare i pensieri negativi. Semplicemente non voglio che dettino come mi sento il 90% delle volte.

Non so tu, ma non ricordo un solo giorno della mia vita in cui non ho avuto un momento in cui la mia mente non fosse imprigionata dal pensiero negativo.

Il pensiero negativo è inevitabile. È lì per la nostra sopravvivenza. Dobbiamo solo imparare a tenerlo a bada.

Il panorama del pensiero ti offrirà sempre molti pensieri alternativi, altrettanto validi o anche più validi dei pensieri negativi che hai in quel momento nella tua mente.

Dai ai tuoi pensieri positivi una possibilità di vivere.

Meritano anche loro un po’ di attenzione.

Peace. Love. Happy-Cookies.

Miguel @ Grumo.com

Traduzione e editing a cura di Cristiana Branchini

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Come la pandemia influisce sulla nostra vita

E’ innegabile che le restrizioni imposte dalla pandemia in corso abbiano cambiato drasticamente le nostre abitudini e il nostro stile di vita. Non ci sono dubbi che lo stress prodotto dall’incertezza, dalle proibizioni e dal lockdown, parziale o totale che sia, ci abbiano spinto alla ricerca di distrazioni che ci possano dare un po’ di sollievo. Come diceva Ovidio, gli esseri umani cercano quello che é proibito e desiderano quello che viene loro negato.

C’é un filo che lega i comportamenti eccessivi (bere troppo, fumare troppo, mangiare troppo, passare troppo tempo al computer o guardando la televisione) allo stress.

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Chiaramente, la pandemia tiene i nostri desideri in sospeso ed é una cosa normale desiderare ció che non si puó fare. Solo quando tornemo a una vita piú o meno normale e i nostri desideri saranno soddisfatti, staremo meglio. La ricerca del piacere é un comportamento assolutamente umano, non c’é nulla di cui preoccuparsi.

Il nostro cervello identifica e rafforza i comportamenti benefici come mangiare bene, socializzare, divertirsi. Questo circuito complesso di ricompensa che genera piacere é il risultato della evoluzione che garantisce la nostra sopravvivenza, che ci orienta nella vita quotidiana e che ci fa andare avanti. Piú siamo capaci di produrre dopamina (l’ormone del piacere e della ricompensa), piú siamo in grado di generare sensazioni piacevoli in modo naturale e avremo perció meno bisogno di ricorrere a comportamenti eccessivi che possono portare a dipendenze.

Tuttavia, la situazione che stiamo vivendo da circa un anno ha influito e influisce sulla motivazione e l’autocontrollo. Non riusciamo piú a generare piacere in modo naturale e dobbiamo ricorrere a mezzi diversi per provare a migliorare la nostro condizione. La mancanza improvvisa di dopamina si traduce in un cortocircuito di sensazioni piacevoli che ci spinge quindi a cercare piacere in altro modo.

E’ importante stare attenti che questi comportamenti non si trasformino in dipendenze. Per fortuna solo poche persone si lasciano andare fino al punto di diventare dipendenti da queste nuove abitudini nocive.

Per prevenire la dipendenza occorre mettere in atto delle strategie che favoriscano l’autocontrollo, soprattutto strategie anti-stress. Praticare esercizio fisico, camminare nella natura, cercare di non isolarsi ma di mantenere i contatti anche a distanza, sono solo alcuni suggerimenti.

Tu hai delle strategia anti-stress? Fammelo sapere!

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5 segreti per dormire bene

Conosciamo tutti qualcuno che si lamenta di non dormire o di dormire male. In Europa, circa un terzo della popolazione adulta ha difficoltà ad addormentarsi e tra il 10% e il 15% soffre di insonnia cronica. Io stessa ho sofferto d’insonnia per un lungo periodo. Si tratta di un problema che può avere origini diverse (dall’utilizzo eccessivo dei dispostivi digitali che emettono luce blu – computer, tablet, TV, ecc. – a questioni biologiche). Ma tra le cause c’è anche l’ossessione di dormire bene.

Che cos’é questa ossessione? E’ un fenomeno chiamato ortosonnia (dal greco ortho, “perfetto”, e dal latino somnia, “riposo”) e, secondo gli esperti, sebbene non sia ancora considerato un disturbo, è sempre più comune. Consiste nel ripresentarsi continuamente di quelli che io chiamo “pensieri circolari”, cioè pensieri che entrano in un circolo vizioso proprio perché sono sempre gli stessi e si ripresentano di continuo. Le cause principali di questi pensieri sono, indovina un po’, lo stress e l’ansia. Non riuscendo a dormire, la tua mente non smette pensare sempre alle stesse cose (da qui pensieri circolari, cioè pensieri che ritornano). Piú vuoi dormire, meno ci riesci. Ecco l’ossessione.

Se soffri di insonnia, anche non grave, sarebbe bene fare uno studio completo del sonno (polisonnografia) per trovare una soluzione efficace. Io l’ho fatto, sono stata in una clinica del sonno per una notte, con elettrodi attaccati in tutto il corpo compresa, ovviamente, la testa. Ho scoperto che, durante il sonno, ho delle incursioni di onde Alfa, le onde cerebrali tipiche del periodo di veglia.

La soluzione più ovvia sarebbe cercare di eliminare o almeno ridurre lo stress. Lo so, non è facile. Perciò, ti propongo di provare a seguire questi cinque consigli.

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  1. Impara a respirare bene e profondamente, praticando una disciplina come lo Yoga, il Pilates o facendo meditazione.
  2. Crea un ambiente rilassante. Una casa tranquilla è la chiave di una notte riposante. Se hai delle difficoltà ad addormentarti, mantiene pulita e sgombera la tua camera dagli oggetti inutili, riordina le cose che hai lasciato in giro e vedrai che passerai una notte più serena.
  3. Utilizza degli oli essenziali particolarmente adatti a conciliare il sonno, come la lavanda o la camomilla.
  4. Crea una playlist che ti aiuti a rilassarti e ad addormentarti.
  5. Prova a utilizzare i fiori di Bach e melatonina. White Chestnut contro i pensieri circolari e Rescue Remedy notte per aiutarti ad addormentarti. Li ho usati per diversi mesi, poi progressivamente ho smesso e ora soffro decisamente meno di questi pensieri che ritornano e dormo anche molto meglio. Adesso uso solo la melatonina e trovo che sia una buona soluzione per combattere la mia insonnia.

E tu, soffri d’insonnia? Hai dei pensieri circolari che ti assillanno? Proverai uno di questi suggerimenti?

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6 modi per riscaldarsi le mani (senza avere un termosifone vicino)

Sei come me che in inverno hai sempre le mani fredde? Ecco qui sei rimedi che puoi facilmente utilizzare per scaldarti le mani (senza metterle sul termosifone) durante quest’inverno che è piuttosto freddo.

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  1. Quando esci mettiti i guanti, di qualsiasi tipo essi siano: tradizionali, in materiale termico, con la batteria. Per evitare l’artrite dovresti mettere dei guanti in fibra naturale, come cotone o lana ma è vero che fanno più caldo i guanti in materiale termico, tipo quelli che si usano per andare a sciare. In tutti i casi, devi metterteli con le mani già calde, quindi prima di uscire di casa, altrimenti ci metteranno più tempo a scaldarsi. Io uso due paia di guanti: un paio sottile che metto sotto ad un paio di guanti di montone. Forse ti sembra esagerato?
  2. Usa crema per le mani. Ti aiuta a formare una barriera protettiva che quindi diminuisce la sensazione di freddo. Una crema densa è sicuramente più utile di una crema fluida. Inoltre, ti aiuta anche a prevenire la formazione di screpolature causate dal lavaggio frequente, che in tempi di pandemia è assolutamente necessario.
  3. Evita di fumare (anche i tuoi polmoni saranno più contenti). Non solo per non dover uscire sul balcone (se vivi in ​​una casa con altre persone che non fumano), ma anche perché il tabacco ostacola il flusso sanguigno, creando una vasocostrizione che provoca l’abbassamento della temperatura corporea.
  4. Dai un caldo abbraccio. Il contatto con il corpo è il modo migliore per trasmettere calore. Molte persone mettono le mani sotto le braccia per stare più caldi dell’ambiente dove stanno. Certo, abbracciarsi ai tempi del Covid è sconsigliato, quindi abbraccia solo chi vive con te.
  5. Metti le mani in acqua tiepida. Questo rimedio viene usato per il trattamento dei sintomi da congelamento. Bisogna però stare attenti perché, con la perdita di sensibilità delle mani causata dal freddo, si corre il rischio di ustioni se la temperatura dell’acqua non è quella raccomandata (massimo 40/42 gradi).
  6. Dai addio all’aperitivo alcolico. Anche se si pensa che l’alcol faccia venire caldo, la verità è che si tratta di una sensazione temporanea. Infatti, l’alcol facilita la vasocostrizione delle arterie che provoca un rallentamento del flusso sanguigno, esattamente come il fumo. Molto meglio bere una bevanda calda come una tisana, un thè o un caffé d’orzo.

Quando hai le mani fredde prova a usare uno di questo metodi e dimmi se funziona! Io metto sempre i guanti e la crema per le mani e funziona!

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Come diminuire la stanchezza causata dal Covid

Da circa un anno stiamo affrontando una crisi sanitaria che non ci dà tregua e anzi comincia a fare vedere i suoi effetti psicologici.

Se ti senti stanco/a e hai poca energia per fare una qualsiasi cosa, sappi che non sei solo/a.

La stanchezza è una delle conseguenze più comuni di questa pandemia. Siamo esausti. E lo siamo per diversi motivi. Uno di questi è causato direttamente dalla malattia. Ovviamente se hai preso il Covid, dopo sei più stanco/a, ti ci vuole un po’ di tempo per rimetterti in forma. Ma anche se non hai preso il Covid puoi sentirti al limite delle tue forze.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito “fatica pandemica” la stanchezza derivante dall’essere sempre super attenti alle misure di precauzione che dobbiamo rispettare per non prendere il virus.

Sempre più persone soffrono di nervosismo, ansia e si sentono spinte al limite della loro capacità di sopportazione.

Questo stato di iper vigilanza per evitare di prendere il Covid, rappresenta uno sforzo costante del nostro sistema ormonale o endocrino che si traduce in maggiore ansietà e, a volte, può trasformarsi in depressione.

La situazione economica e l’incertezza per il futuro che viviamo ora stanno creando logoramento.

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A questo, si aggiunge anche la privazione della libertà causata dal lockdown.

Sapendo di essere vulnerabili all’affaticamento pandemico, dobbiamo mettere in pratica misure che ci aiutino a ritrovare un certo benessere.

Ecco 3 idee:

  1. Normalizzare quello che provi. È normale che tu ti senta stressato/a o triste. Questi ultimi mesi sono ancora più duri perché siamo in inverno e non vediamo la via d’uscita (durante la prima ondata avevamo l’estate davanti).
  2. Il tuo benessere deve diventare la tua priorità. Così come fai attenzione a metterti la mascherina, a rispettare le distanze di sicurezza e a lavarti spesso le mani, deve prenderti cura del tuo benessere. Cerca di mangiare sano, fai attività fisica anche in casa, parla con amici o con i tuoi cari anche se non puoi farlo di persona. Se le regole in vigore te lo permettono, esci, soprattutto quando c’è il sole. La vitamina D fa bene non solo al corpo ma anche allo spirito. Trova un hobby, o, se ne avevi uno, ricomincia a praticarlo.
  3. Riposa la tua mente. Smetti di ascoltare le ultime notizie sul Covid. Prenditi una pausa dal telegiornale. Datti il permesso di disconnetterti. Se perdi l’ultimo aggiornamento sui dati del contagio, non succede niente. Quando parli con qualcuno cerca di evitare l’argomento Covid. Non si tratta di voler far finta di niente, ma semplicemente di evitare un ulteriore logoramento.

Fammi sapere quali tra questi consigli trovi più utile!

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5 modi per affrontare l’inverno e restare in forma

L’inverno, che ormai é alle porte, si presenta come una stagione difficile per il freddo che porta con sé malattie come il raffreddore, la tosse, l’influenza e quest’anno ci si mette pure il Covid.

Per proteggersi in modo adeguato è necessario rafforzare il nostro sistema immunitario e condurre uno stile di vita sano.

Ecco 5 fattori essenziali da mettere in pratica per avere un’immunitá efficiente.

  1. Alimentazione sana e equilibrata. L’alimentazione corretta fornisce l’energia necessaria per essere in forma e produrre anticorpi. Dovrai perciò fare attenzione a consumare frutta e verdura di stagione, limitando i prodotti industriali e troppo zuccherati. L’ideale è prepararsi da soli i pasti, limitare le bevande gassate, i prodotti di pasticceria e le bevande alcoliche perché possono ostacolare il sistema immunitario. Alcune verdure, come i funghi (come ad esempio i shiitaki), l’aglio, la cipolla, lo scalogno e lo zenzero hanno delle proprietà antibatteriche. Per stimolare le nostre difese immunitarie, devi anche includere dei grassi nella tua alimentazione, privilegiando i grassi monosaturi o polisaturi (pesce come le sardine o lo sgombro e oli vegetali come l’olio EVO). Sarebbe meglio evitare invece grassi saturi come il burro. Forse sai che il 70% del nostro sistema immunitario si trova proprio nel nostro intestino e i probiotici rafforzano la mucosa intestinale, soprattutto in inverno oppure se si è affetti da una malattia grave o cronica. Questi micro-organismi si trovano nello yoghurt e nel latte fermentato. Perció, sarebbe anche importante fare una cura di probiotici per rafforzare il tuo intestino. Altra parte importante per l’alimentazione invernale sono gli oligoelementi, come lo zinco e il selenio, che contribuiscono anch’essi a stimolare il sistema immunitario e si trovano in alimenti ricchi in proteine come i crostacei, il tuorlo d’uovo, il pollame e il formaggio.
  2. Vitamine. La vitamina A é una preziosa alleata dell’immunitá perché stimola la produzione di anticorpi. I prodotti di origine animale come la carne, il pesce, il latte intero e i prodotti derivati dal latte in genere, sono ricchi in vitamina A. La vitamina C, che si trova nella frutta e nella verdura, aiuta la formazione delle cellule immunitarie. La vitamina E è naturalmente presente nei semi di girasole e negli oli vegetali. Deve essere parte importante nell’alimentazione delle persone anziane perché compensa la perdita di difese immunitarie dovute all’invecchiamento. Per quanto riguarda la vitamina D, la sua efficacia è dimostrata nella regolazione dell’immunità. Svolge anche un’azione di contrasto contro lo sviluppo di alcune malattie autoimmuni come la sclerosi a placche. La principale fonte di vitamina D è la luce del sole. Se abiti come me in Belgio, o nel Nord Europa in generale, dove il sole scarseggia durante l’inverno, l’assunzione di vitamina D è raccomandata, soprattutto se sei una donna in menopausa o una persona di una certa età. E’ vero che la puoi trovare anche nel pesce grasso, ma in piccole quantità.
  3. La qualità del sonno. I disturbi del sonno interessano molte persone. È noto che i benefici di una notte piacevole sono molti. Vengono eliminati lo stress e le tossine, i tessuti si riparano, le cellule si rigenerano e ci si sveglia di buon umore. Un buon sonno, oltre ad avere questi effetti, rafforza anche il tuo sistema immunitario e ti protegge dalle infezioni. Per essere ben riposati, bisogna dormire abbastanza, tra le 6 e le 8 ore. Se hai delle difficoltà ad addormentarti, instaura un rituale per svuotare la mente, evita di bere caffè, di mangiare troppo pesante e non bere troppo alcol la sera. Per prepararti ad una notte serena, allontana dalla tua stanza tutti gli elementi che stimolano troppo a tua attenzione e emettono luce blu (TV, cellulare, computer). Pratica, invece, prima di dormire, un’attività rilassante come la meditazione e la lettura. Una tisana a base di melissa, passiflora o tiglio potrebbe aiutarti.
  4. Esposizione alla luce. La luce ha un impatto sulla regolazione dell’orologio biologico. La mancanza di luce, o una luce sbagliata (la luce artificiale, la luce blu degli schermi LED di cui parlavo prima, il lavoro notturno, o un’alimentazione troppo ricca), potrebbe provocare delle conseguenze sul sonno e sul sistema immunitario. Per regolare il tuo orologio biologico, cerca di esporti al massimo alla luce del sole, lasciandola entrare in casa tua e sul tuo posto lavoro. In caso di disturbi importanti, puoi acquistare una lampada di luminoterapia che simula la luce solare per intensità e spettro luminoso. Ne puoi trovare in ogni fascia di prezzo.
  5. Infine, l’attività fisica. La pratica regolare di un’attività fisica ha un effetto diretto sull’immunità. Migliorando la circolazione del sangue, l’esercizio fisico permette alle diverse componenti del sistema immunitario di propagarsi meglio nel corpo. Nelle persone anziane aiuta a prevenire il declino delle funzioni immunitarie. Attenzione però a non muoverti troppo intensamente perché questo potrebbe avere un effetto controproducente. È abbastanza facile mettere in pratica delle buone abitudini per fare un po’ di attività fisica quotidianamente. Ad esempio, puoi fare le scale anziché prendere l’ascensore o camminare 30 minuti al giorno. Se vuoi andare in palestra (un po’ difficile in questi tempi di Covid), vacci piano e ascolta i consigli del tuo coach o usa un app.

Allora, sei pronto/a per affrontare l’inverno?

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Perché ammirare un’opera d’arte fa bene al morale.

Durante la seconda guerra mondiale il direttore della National Gallery di Londra, Kenneth Clark, leggendo il giornale, scopre un articolo a lui destinato. Si tratta della lettera di un lettore che gli lancia un appello. “Potrebbe riaprire le porte del museo, chiuse a causa dei bombardamenti tedeschi?”

Certo, sarebbe molto pericoloso per le opere ma il direttore è colpito da questa richiesta. “È proprio a causa della guerra che abbiamo bisogno di vedere delle belle cose”, pensa il direttore.

Come fare? La National Gallery, come gli altri musei, ha svuotato le sale d’esposizione. Ha poi nascosto le sue opere in una miniera abbandonata nel Galles. Questa precauzione si è rivelata efficace perché dal 1940 nove bombe sono cadute sull’edificio della National Gallery. Di fronte al pericolo, il museo non può ovviamente essere riaperto.

Foto di Lori Leidig da Pixabay

Ma i londinesi hanno bisogno di conforto e Kenneth Clark prende una decisione inedita: fa arrivare tutti i mesi un’opera di nascosto. Questa operazione è svolta seguendo dei criteri di massima sicurezza, in modo che il “quadro del mese” non rischi nulla. Due assistenti restano in prossimità e al minimo segnale di allerta sono pronti a evacuarla. Tutte le notti, l’opera viene messa in una stanza sotterranea chiusa con porta di acciaio e con combinazione.

Con grande stupore di Clark, il pubblico si presenta all’appuntamento mensile e questa iniziativa dura fino alla fine della guerra. Dei quadri di Tiziano, Velázquez, Renoir e molti altri pittori, fanno andata e ritorno per scaldare l’animo dei londinesi. Come dice l’autore della lettera, “è rischioso, ma ne vale la pena!”

Cosa ne pensi? Credi anche tu che l’arte faccia bene al morale?

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Come il coprifuoco ha cambiato le tue abitudini?

Quando sento parlare di coprifuoco mi vengono in mente tempi oscuri, tempi di guerra. Ma in effetti quella contro il Covid é una guerra. Non ci sono le bombe, non dobbiamo essere evacuati, possiamo mangiare tutti i giorni perché ci sono scorte alimentari che non finiscono. Ma il coprifuoco ha cambiato le nostre abitudini, probabilmente proprio quelle legate agli orari dei pasti.

Da nord a sud dell’Europa si mangia ad orari diversi. Presto al nord, piú tardi al sud. Magari sei invitato a cena da qualcuno e il coprifuoco ti costringe a mangiare prima perché poi devi rientrare a casa. Oppure mangi piú tardi perché finisci di lavorare tardi e non hai il tempo di fermarti fuori a cena. I ristoranti sono chiusi, effettuano solo servizio da asporto e devi rientrare entro l’orario previsto dal coprifuoco.

Un’amica di Parigi, prima che la cittá venisse messa in lockdown totale, doveva rientrare a casa per le 21. Parigi lo sappiamo é una grande cittá e la gente usa spesso i mezzi pubblici, peraltro molto efficienti. Per essere a casa alle 21, doveva prendere la metro al massimo entro le 20:30 e quindi si trovava a mangiare piú tardi rispetto alle sue abitudini precedenti. E ha cominciato a dormire male.

Se prendi un appuntamento prima che cominci il coprifuoco, potresti sentirti stressato a causa della fretta che hai per tornare a casa in tempo. Forse sarebbe meglio starsene a casa e rispettare le indicazioni del governo che ci dice di limitare i nostri contatti sociali. Ma a volte hai voglia di stare un po’ fuori, di incontrare qualche amico.

Gli effetti del coprifuoco non sono solo sulla nostra vita sociale, ma anche sulla nostra salute a causa dell’adattamento a un nuovo ritmo di vita e del cambiamento della nostra routine.

Foto di Jan Vašek da Pixabay

Il nuovo orario imposto dal coprifuoco puó presentare dei vantaggi, ad esempio, si smette di lavorare prima, si rientra a casa prima e si cena prima. Per esempio, si arriva a casa alle 19:00, si cena tra le 20:00 e le 20:30, si va a letto verso le 23 e ci si alza alle 7 il giorno dopo.

Questo sarebbe ottimale per la nostra salute. In effetti, ci si sincronizzerebbe meglio con il nostro orologio biologico (tempo) interno, esterno ambientale e esterno sociale.

Il tempo interno é quello che segna il nostro ritmo endogeno, che ci aiuta a dormire di notte, stare svegli di giorno e mangiare alle ore giuste per noi.

Il tempo esterno ambientale é determinato dall’alternanza delle fasi di luce e di buio generati del ciclo solare.

Il tempo esterno sociale puó alterare questi equilibri. Se gli orari di lavoro, di pranzo, cena e svago non sono adatti al nostro tipo biologico (cronotipo) potremmo entrare in una fase di rottura temporale che potrebbe causare diversi problemi di salute, uno su tutti l’insonnia.

I nostri antenati si alzavano con il sole e andavano a dormire con il buio. Questo ritmo permetteva una produzione adeguata di melatonina (l’ormone che regola il sonno), che consentiva un perfetto equilibrio tra il tempo interno e il tempo esterno.

L’abitudine di mangiare verso le 21:30 o addirittura piú tardi va contro questi cicli naturali e rende piú difficile riposare bene. Una cena copiosa che termina verso mezzanotte potrebbe causare una digestione difficile in un orario in cui il corpo dovrebbe invece riposare.

E’ consigliato perció finire di cenare almeno due ore prima di andare a letto per evitare un sonno di scarsa qualitá e un risveglio contraddistinto da fatica, irritabilitá e basso rendimento cognitivo.

Se segui il ritmo biologico del tuo corpo, avrai un miglioramento netto della tua salute generale!

Pensi che il coprifuoco ti abbia fatto cambiare alcune abitudini?

Foto di Daria Yakovleva da Pixabay

6 benefici meno conosciuti dello zenzero

Lo zenzero é una pianta originaria del Sud Est asiatico. E’ tra le spezie piú salutari e deliziose del mondo.

Il rizoma (la parte che sta sotto allo gambo) é la parte che si usa generalmente come spezia. E’ questo che noi chiamiamo zenzero.

Lo zenzero si puó usare fresco, secco, in polvere, come olio o succo o in infusione. E’ un ingrediente che sta diventando sempre piú comune e talvolta viene aggiunto anche al cibo preparato industrialmente e ai cosmetici.

Lo zenzero ha una storia molto lunga riguardo all’uso in medicina tradizionale. Le principali proprietá medicinali dello zenzero sono dovute al gingerolo, il costituente attivo principale dello zenzero. Il gingerolo, infatti, é un efficace antinfiammatorio e anche un antiossidante, cioé combatte l’eccesso di radicali liberi nel corpo.

Uno degli usi piú conosciuti delle zenzero é in infusione con miele e limone come terapia per combattere l’influenza e il raffreddore. Ma ci sono altri usi meno conosciuti.

Vediamoli.

1. Puó aiutare a calmare molte forme di nausea, soprattutto la nausea mattutina.

Lo zenzero é anche molto efficace contro la nausea.

Puó aiutare le persone che hanno subito interventi chirurgici, anche in casi di chemioterapia, ma l’effetto piú evidente é quello contro la nausea mattutina durante la gravidanza.

Sei sei incinta parlane comunque con il tuo dottore prima di iniziare ad assumere qualsiasi cosa, anche se lo zenzero é un prodotto naturale e considerato assolutamente sicuro.

2. Puó aiutarti a perdere peso

Studi recenti hanno dimostrato che lo zenzero contribuisce a ridurre il peso, la circonferenza del girovita e l’indice di massa corporea (BMI – Body Mass Index).

La capacitá dello zenzero di contribuire alla perdita di peso sembra essere correlata al fatto che lo zenzero fa aumentare il numero di calorie bruciate.

3. Puó aiutare a combattere l’artrosi

L’artrosi é un problema di salute molto comune. Si tratta della degenerazione delle giunture del corpo che causano dolori e rigiditá degli arti.

Se abbinato ad altre sostanze, come la cannella e l’olio di sesamo, puó diventare ancora piú efficace.

4. Puó abbassare in modo significativo lo zucchero nel sangue.

Questa scoperta é relativamente nuova ma sembra davvero che lo zenzero abbia proprietá contro alcuni tipi di diabete.

Trattandosi di un problema cosí importante, consulta il tuo medico prima di assumerne grandi quantita.

5. Puó aiutare nel trattamento delle indigestioni croniche.

Le indigestioni croniche sono caratterizzate da dolore e disagio ricorrente nella parte alta dello stomaco.

Una delle principali cause delle indigestione sembra essere il ritardo nello svuotarsi dello stomaco. E’ stato riscontrato che lo zenzero velocizza lo svuotamento dello stomaco.

6. Puó ridurre il dolore mestruale

La dismenorrea é il nome medico del dolore provato durante il ciclo mestruale.

Uno degli usi tradizionali dello zenzero é proprio la riduzione del dolore, incluso quindi anche il dolore mestruale.

Conclusioni

Lo zenzero è ricco di sostanze nutritive e composti bioattivi che hanno potenti benefici per il tuo corpo.

È uno dei pochissimi supercibi davvero degno di questo termine.

Io adoro lo zenzero candito e in infusione abbinato al limone e il miele, che é, come detto all’inizio, un rimedio molto utile per combattere le malattie da raffreddamento.

Adesso che si avvicinano le feste di fine anno, puoi provare a fare dei biscottini allo zenzero, tipici della tradizione svedese, e assolutamente deliziosi!

Ti piace lo zenzero? Lo hai mai provato?

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Come e perché la sincronicitá é magica

Perdi il treno e sulla banchina incontri l’amore della tua vita. Ti arrivano dei soldi proprio nel momento in cui ne avevi bisogno. E’ questa la magia delle sincronicità. Sono delle coincidenze felici che ti lasciano a volte senza parole e ti fanno intravedere un nuovo cammino.

Che cos’è la sincronicità

Il principio della sincronicità è stato messo in evidenza da Carl Gustav Jung e sviluppato da Wolfgang Pauli, uno dei padri fondatori della meccanica quantistica, premio Nobel della fisica nel 1945.

Si tratta della comparsa simultanea di due eventi indipendenti, che non sono in rapporto causa effetto, ma sono legati da un significato.

Leggi questa storia raccontata da Jung per capire di cosa si tratta.

Una giovane donna di buona educazione e classe sociale entrò nell’ufficio di Jung. Jung vide che il cambiamento psicologico per la donna sarebbe stato difficile a meno che lui non fosse stato in grado di ammorbidire il suo guscio razionalista con un po’ più di umanitá. Jung aveva bisogno della magia della coincidenza e cercava di trovarla attorno a sé. Così osservó con attenzione la giovane donna, sperando che qualcosa d’inaspettato e irrazionale venisse fuori.

Mentre lei descriveva uno scarabeo dorato – un costoso pezzo di gioielleria – che aveva sognato la notte prima, Jung sentì picchiettare sulla finestra. Quando guardò vide un luccichio verde-oro. Jung aprì la finestra e prese lo scarabeo che volteggiava nell’aria. Il coleottero, molto simile a quello d’oro, era proprio quello di cui aveva bisogno, oppure ciò di cui lei aveva bisogno.

«Ecco il tuo scarabeo», disse alla donna, mentre le porgeva il legame tra i suoi sogni e il mondo reale. Questo provocò uno choc nella donna che le sbloccò la mente e la aiutò moltissimo nella sua terapia.

Un evento sincronico va oltre la semplice coincidenza perché la presa di coscienza ha un potere trasformatore, che segna un prima e un dopo nella storia personale.

Per poter notare le sincronicità dobbiamo sviluppare attenzione e spirito d’osservazione.

Se cominciassi a notare con curiosità quello che ti accade durante la giornata, la tua quotidianità diventerebbe uno spazio gioioso di possibilità e di opportunità.

Nascosti o evidenti, questi messaggi effimeri sono così preziosi che meritano tutta la nostra attenzione. Vedrai che allora, più noti queste coincidenze significative, piú queste si moltiplicano e ti aiuteranno ad uscire dalla tua routine per farti dirigere verso qualcosa di nuovo. Cambiando prospettiva, riuscirai anche a far muovere la realtà oggettiva.

Prova a fare uno di questi giochi e vedere che sensazioni ti lasciano.

Il gioco del libro. Scrivi una domanda, poi apri un libro a caso e fermati su una pagina a caso. Lascia scorrere le tue dita ad occhi chiusi sulla pagina e quando ti fermi apri gli occhi per scoprire il testo che hai scelto casualmente. Quali sono le tue sensazioni e i primi pensieri? Scrivili e cerca i collegamenti con la tua domanda.

Anche il gioco del marciapiede può farti arrivare un messaggio inaspettato mettendoti in contatto con un simbolo o una situazione. Cammina con i sensi in massima allerta e nota tutti i dettagli. Per esempio, cogli alcuni elementi di una conversazione fra due persone che incroci, leggi una pubblicità, guarda un graffito oppure un giornale lasciato su una panchina. Sono segnali che possono aiutarti a trovare la risposta a una tua domanda.

Anche i lapsus o le disgrafie possono essere un indizio da esplorare. Per esempio, spesso mi capita di scrivere massaggio al posto di messaggio. Credo di avere bisogno di farmi fare un massaggio…

Questi suggerimenti arrivano per farti aprire le porte e non per chiuderle. Ti offrono la possibilità di vivere con entusiasmo e divertimento delle esperienze ricche di senso e di abbandonare i piani stabiliti da un ego che ti costringerebbe a seguirli.

In questo modo hai la possibilità di connetterti all’inconscio collettivo perché aderisci a delle credenze positive e non bloccanti. Più fai attenzione a queste sincronicità, più i tuoi circuiti neurologici ed emotivi sono stimolati positivamente e questo crea dei nuovi schemi comportamentali, installa delle abitudini benefiche che ti mettono in collegamento con la coscienza dell’universo.

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Il tempo della sincronicità

Come le radici greche di questa parola lo mostrano, le sincronicità fanno riferimento al tempo (syn riunione e chronos tempo). Gli antichi greci le concepivano secondo tre modalità distinte: il chronos, che corrisponde allo scorrimento lineare; l’aion, ovvero i cicli senza fine; il kairos, cioè il momento giusto per agire.

Nella mitologia greca esiste il dio alato Kairos. Quando Kairos ti passa vicino hai tre possibilità:

  1. non lo vedi;
  2. lo vedi ma non fai niente;
  3. nel momento in cui passa gli tendi la mano per cogliere l’opportunità offerta.

 In pratica, le sincronicità ti stanno dicendo: cogli l’attimo.

Tu cosa fai quando Kairos ti passa vicino?

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