Come e perché la determinazione e l’impegno possono cambiarti la vita

Parigi, 2004. Un ragazzo esce da un ufficio con il sorriso sulle labbra. Candidato a uno stage, ha appena fatto un colloquio che non si è svolto come previsto.

Il ragazzo, del quale riporto solo il suo nome, Héritier, ha 22 anni ed è arrivato dall’Angola in Francia all’etá di 8 anni, scappando da una guerra civile. Non parlava francese ma fece di tutto per andare bene a scuola, aiutato anche dai suoi familiari e amici. Si lancia poi alla ricerca di lavoretti, per contribuire al bilancio familiare.

Si candida quindi per uno stage presso un’impresa di pulizie. I datori di lavori, pur trovando che Héritier abbia un profilo atipico, sono molto interessati al dinamismo e alla motivazione del ragazzo e il colloquio dura circa 5 ore!

Alla fine del colloquio, Héritier esce senza stage ma con il suo primo contratto di lavoro. L’impresa era appena nata e stava cercando giovani talenti come Héritier, che in pochi anni arriva al top della sua carriera all’interno di quell’azienda.

Decide quindi di andare più lontano e vuole realizzare il suo sogno: fondare la sua propria impresa, un’azienda di pulizie che utilizza esclusivamente prodotti biologici.

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In quegli anni, il suo percorso interessa i media, perché descrive una realtá ancora poco conosciuta: il contributo economico prodotto dai migranti nel paese che li ha accolti.

Con la sua azienda, Héritier ha generato 100.000 euro di fatturato durante il primo anno, cifra che è triplicata nei successivi tre anni.

Héritier è riuscito a trovare la sua strada grazie al suo impegno e alla sua determinazione verso il successo.

Che cosa hai imparato dalla storia di Héritier?

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Bee-Beep ovvero il paradosso della tranquillitá

In pieno deserto un coyote un po’ stupido corre dietro a un uccello molto furbo. I due animali vanno a velocitá elevata.

Ma, all’improvviso, l’uccello si ferma davanti a un precipizio. Il coyote, al contrario, continua a correre senza guardare fino a quando si rende conto di stare correndo nel vuoto.

Questa scena é un classico di Bee Beep e il coyote.

Ma é anche l’illustrazione perfetta di una teoria economica molto seria: l’ipotesi di instabilitá finanziaria.

Secondo Hyman Minsky, tutti i periodi di prosperitá economica contengono gli elementi di una crisi futura. Come? E’ semplice. Quando tutto va bene, gli agenti economici (famiglie, imprese, lo Stato) hanno fiducia e chiedono denaro in prestito per fare dei progetti, investire, sviluppare attivitá.

In questo ambiente ottimale, gli investitori rischiano di piú, la banche prestano piú facilmente soldi, senza fare troppa attenzione al pericolo di non essere rimborsarti. Minsky chiama questo fenomeno il “paradosso della tranquillitá”.

Ma ad un certo punto, é tutta l’economia che vive a credito. Succede allora che degli altri fenomeni, piú preoccupanti, si presentano: disoccupazione, rallentamento delle attivitá, abbassamento delle entrate, difficoltá a rimborsare. Nonostante questo, gli agenti economici continuano a comportarsi come se niente fosse. Esattamente come quando il povero coyote corre nel vuoto!

Basta allora un brutta notizia per innescare il “momento Minsky”: tutti si svegliano all’improvviso e si spaventano. Ci si rende conto che non si possono piú affrontare i rischi, che non si possono rimborsare i prestiti, e le banche smettono di fare credito.

E’ la crisi generale: il coyote é troppo occupato per rendersi conto che sta per cadere nel vuoto. Ed é troppo tardi per evitare la caduta, esattamente come accade nel mondo reale.

E tu, hai mai vissuto un “momento Minsky” nella tua vita?

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Come migliorare le relazioni al lavoro

Lo scrittore francese della Martinica Patrick Chamoiseau ha detto: «Quando si esce dalla relazione si entra nella barbarie».

Se vogliamo un mondo migliore dovremmo puntare su relazioni efficaci e riscoprire il valore non solo etico della relazione, senza limitarsi a quella tra persone, ma considerando anche quelle tra l’uomo e gli animali, l’uomo e gli oggetti, tra l’uomo e la natura per finire con quella tra l’uomo e l’ambiente.

In questo breve articolo mi riferisco solo a come migliorare le relazione in ambito lavorativo.

Ecco alcune idee per promuovere le tue relazioni, dalle quali puoi trarre ispirazione:

  • Laboratori “Lunch & Learn”: durante un pasto, un collega a turno presenta un argomento che lo affascina, che puó essere una sua lettura recente, un film che ha visto o una sua passione.
  • Riunioni… mentre si cammina! Uscire e camminare rende più facile esprimersi perché si respira dell’aria fresca e ci si muove. Non aver paura di invitare i tuoi colleghi, soci o persino clienti a unirsi a te per una chiacchierata mentre cammini.
  • Esci con il tuo team, per trascorrere del tempo libero con i colleghi e conoscerli meglio, lasciando da parte il lavoro.
  • Se hai a disposizione una piccola palestra nel posto dove lavori, organizza delle brevi sedute di allenamento con i tuoi colleghi.
  • Approfitta della pausa caffè, tè o quello che ti piace bere, per condividere un momento insieme ai tuoi colleghi.

Quali altri momenti speciali ti vengono in mente per coltivare le relazioni con chi ti circonda quotidianamente nella tua attività?

Sentiti libero di condividere le tue idee con me inviandomi un messaggio o lasciando un commento.

5 idee per sentirsi bene al lavoro (senza pretendere la perfezione)

Ci sono alcuni problemi da risolvere per sentirsi bene al lavoro, senza voler essere perfetti, anche perché vorremmo evitare che perseguire la perfezione sul lavoro, ma anche nelle vita privata, diventi un’ossessione.

Problema n. 1

Non mi sento riconosciuta per il mio valore – Chi non si è mai sentito così al lavoro? A chi non fa piacere ricevere un apprezzamento, del tipo “Lavoro ben fatto”? Però, onestamente, non ê un po’ rischioso basare la nostra motivazione sull’apprezzamento ricevuto dagli altri? Prova a fare questo esercizio: tutti i giorni prendi nota di una cosa positiva che hai fatto al lavoro. Una relazione scritta bene, una riunione gestita in modo efficace, una pausa caffè produttiva…poi celebra questo successo. Esci a cena con dei colleghi, o degli amici, o il tuo partner, ma se nessuno ha tempo, esci anche da sola o preparati una cenetta con i fiocchi. Il successo non è necessariamente avere una villa in Costa Smeralda o una Ferrari. Il successo si misura nelle piccole cose quotidiane e va celebrato sempre. Comprati dei fiori e portali al lavoro. Se ti chiedono perché, rispondi perché sei brava e simpatica. Poi, osserva come reagiscono i colleghi.

Problema n. 2

La mia vita gira intorno al mio lavoro.

In francese si dice “Metro, boulot, dodo”, che significa “Metro, lavoro, nanna”. Non è entusiasmante, vero? Spesso, purtroppo, è così. Cosa fai per cambiare questo? Ti prendi mai del tempo da dedicare a te stessa? Non deve passare un giorno senza che tu abbia dedicato del tempo a te stessa. Leggere quell’articolo sulla tua rivista preferita o sul blog della tua amica (che potrebbe essere il mio…), andare in palestra o a fare una passeggiata nel giardino vicino a casa, chiamare tua madre o quell’amica che da tanto tempo non senti…dovresti dedicare a te stessa almeno mezz’ora al giorno. Se ci pensi, non è molto.

Problema n. 3

Non imparo più niente di nuovo.

Se fai un lavoro da molto tempo, ad un certo punto è normale che tu ti senta come se non imparassi niente di nuovo. Ti annoi e non sei soddisfatta, anche se riesci a lavorare molto bene, sapendo esattamente quello che devi fare. Ma non ti basta per motivarti, allora cosa puoi fare? Devi uscire dalla tua zona di confort, devi accettare nuove sfide. Parlane al tuo capo, magari lui (o lei) ha delle idee.

Problema n. 4

Non mi promuoveranno mai

Dunque, in tutta la mia carriera sono mai stata promossa una sola volta, l’anno scorso. E lavoro da più di vent’anni! Perché? In alcuni casi sicuramente perché non ho passato molto tempo nello stesso posto di lavoro. Sì, lo ammetto, non sono quella persona che si attacca al suo datore di lavoro. Anzi, quasi sempre mi viene voglia di andarmene presto. Ho bisogno di aria nuova.

Ma perché? Probabilmente perché non ho ancora trovato la mia strada e quindi me ne vado perché devo rimettermi in cammino per trovarla.

Anche tu se ti senti “costretto” nel tuo posto di lavoro, chiediti quale sarebbe il tuo lavoro ideale, il lavoro dei tuoi sogni. Se non lo trovi nel posto dove stai lavorando, comincia a guardarti intorno. E fai un piano d’azione (se non sai come fare un piano d’azione, ti posso aiutare a farlo). Oppure, chiedi di poter lavorare part-time, cosí potrai coltivare quella passione o quel hobby che da troppo tempo stai trascurando.

Problema n. 5

Non ho il tempo di fare niente.

Ecco, questo è il problema più diffuso al giorno d’oggi. Abbiamo la sensazione, che a volte sconfina nella realtà, di non riuscire a gestire il nostro tempo. Tra famiglia, lavoro e tempo perso nel traffico, non ne resta molto per noi. Ma non è una scusa? Fai un’analisi della tua giornata, vedi le cose inutili che fai e comincia ad eliminarle. Poi, ci sono senz’altro delle cose che puoi rimandare, ad esempio, non è necessario passare l’aspirapolvere tutte le sere anche se hai un gatto in casa come me (che passo l’aspirapolvere al massimo due volte la settimana).

È una questione di scelta e di priorità, non si può fare tutto: ci sono delle cose che devi fare assolutamente, altre che puoi evitare e rimandarle (saper rimandare le cose è una scienza, anche se non esatta…).

Io, ad esempio, pur lavorando a tempo pieno, mi dedico alla scrittura di questo blog perché esco poco la sera, ma quando si presenta l’occasione non esito ad uscire. Quindi, prendo al decisione di rimandare la scrittura del mio articolo.

Concludendo, la scelta è la base del cambiamento, l’azione è la base del pensiero positivo. Prendi la vita nelle tue mani. Agisci ora, non aspettare!

Perché il concetto di felicitá al lavoro é un po’ forzato

“Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell’Occidente è che perdono la salute per fare i soldi, poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente e in tale maniera non riescono a vivere né il presente né il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto.”

Dalai Lama

Questa citazione mi fa pensare che il concetto di felicitá al lavoro sia sopravvalutato. Io mi trovo bene al lavoro, ma non sono sicura di potermi dire felice. Non credo che smetterei di lavorare nel senso che starei a pancia all’aria, ma se avessi soldi a sufficienza, mi dedicherei a una delle mie passioni, per esempio scrivere, andare a Pilates, e probabilmente farei anche qualche attivitá di volontariato.

Insomma, continuerei più o meno a vivere la vita che sto facendo senza dover lavorare per guadagnare a sufficienza per mantenere me stessa e la mia famiglia. È questo in realtà il nocciolo della questione: nella stragrande maggioranza dei casi lavoriamo per mantenerci e non perché ci sentiamo felici. Quindi parlare di felicità al lavoro è una forzatura almeno in certi casi. Chiedi a un operaio sottopagato che lavora alla catena di montaggio, se è contento di andare a lavorare. Oppure a un insegnante vessato dai suoi alunni, se la sua professione lo soddisfa. O a un infermiere che fa turni stressanti di notte e riceve uno stipendio basso.

Il concetto di felicità al lavoro mi sembra un po’ forzato eppure tanti ne parlano, senza considerare che molti lavoratori dipendenti non amano il lavoro che fanno ma non hanno altra scelta, soprattutto in congiunture economiche come quella attuale. Mi sembra un po’ una corsa verso una meta che non si riesce a raggiungere.

Guardiamo poi all’aumento dei casi di burn-out. In Europa, la Francia detiene il primato con il suo 10% di popolazione attiva affetta da burn-out. Negli altri paesi europei si sta meglio? In realtà la domanda chiave da porre sarebbe se c’è un buon equilibrio tra vita privata e vita lavorativa, cioè si sta meglio dove sono attuate politiche volte a bilanciare il lavoro con la vita. Il problema del lavoro è dunque lo spazio che occupa nella nostra vita. Attenzione, lo spazio non il tempo. Lo spazio non significa il tempo effettivamente passato sul luogo di lavoro, ma quanto tempo dedichi a pensare al tuo lavoro, il famoso lavoro che si porta a casa e che disturba la nostra vita privata. Quindi lo spazio che il lavoro occupa nella tua vita.

Cosa fare dunque per cambiare questo pensiero costante che rivolgiamo al lavoro? Prova a leggere uno di questi articoli:

5 consigli per cominciare la giornata senza ansia

5 ragioni per cui fare un’escursione fa bene

Come rilassarti in 10 passi: crea spazio dentro di te

5 idee per sentirsi bene al lavoro (senza pretendere la perfezione)

Prova anche a ringraziare per quello che hai senza pensare che questo significhi mancanza d’ambizioni. Significa semplicemente smettere di inseguire una chimera e cercare il tuo benessere in quello che hai. Il benessere, non la felicità, perché il benessere è uno stato che può diventare permanente, mentre la felicità é un momento, o un insieme di momenti, passeggeri.

Perseguire il benessere significa cominciare un percorso fatto di piccoli passi che potrebbero portarti alla felicità, e pazienza se non ti conducono a questa meta ambita, perché l’importante è stare bene ed avere un buon equilibrio tra la vita privata e quella lavorativa.

Ma dimmi di te, sei contento di lavorare? Se vincessi un paio di milioni di Euro, continueresti ad andare a lavorare?

Sei consigli per fare attività fisica (e continuare a farla)

Tutti ci raccomandano di fare più attività fisica, di muoverci almeno mezz’ora o di camminare almeno 10.000 passi al giorno. Ma se abbiamo già giornate super piene, come troviamo il tempo per un’attività fisica o sportiva che sia?

Chiariamo innanzitutto che cosa si intende per attività fisica: si tratta semplicemente di mettersi in movimento, di alzarci dalla sedia su cui siamo costretti a stare almeno otto ore al giorno, perché “sitting is the new smoking”.

Quindi, poco importa se si tratta di eseguire lavori domestici o fare dello sport. Per muoversi basta svolgere un’attività che facciamo quotidianamente, come ad esempio, fare le scale, camminare, andare in bicicletta o fare le pulizie.

Ecco ora alcuni suggerimenti su come restare attivi.

  1. Guarda la tua agenda e individua il momento migliore per praticare sport. Scrivilo e non te ne dimenticherai. Dopo un po’ di tempo farà parte della tua routine quotidiana. Se poi qualcuno viene con te, é ancora meglio perché sarai più motivato.
  2. Crea un calendario delle tue attività. Prendi un calendario e scrivi i giorni che sei riuscito a raggiungere i tuoi obiettivi in termini di minuti d’attività fisica. Alla fine del mese potrai constatare i tuoi progressi e sarai più motivato e soddisfatto! Il tempo ideale per settimana é di 150 minuti d’attività moderata. Per attività moderata si intende un’attività che ci permette di parlare con qualcuno e che ci fa sudare leggermente. Un esempio di questa attività potrebbe essere anche portare a spasso il proprio cane.
  3. Distribuisci la tua attività. Da tre a cinque volta la settimana sarebbe ideale. 30 minuti d’attività quotidiana sarebbero ancora meglio. Puoi distribuire le attività durante tutta la giornata, così per esempio:
  • Cammina 10 minuti per andare in ufficio con un mezzo di trasporto pubblico salendo una fermata dopo o scendendo una fermata prima;
  • Passeggia 10 minuti nel quartiere dove lavori durante la pausa pranzo;
  • Cammina 10 minuti per rientrare a casa con il mezzo pubblico anche in questo caso salendo una fermata dopo o scendendo una fermata prima.

4. Trova l’attività che ti piace davvero. Se non l’hai ancora trovata, provane alcune e vedrai che prima o poi la trovi. Corsa, camminata nordica, crossfit, danza o nuoto sono solo alcuni esempi di attività che potresti praticare.

5. Metti da parte i sensi di colpa. L’obiettivo a lungo termine é quello di far diventare la tua attività un abitudine. Se una sera rientrando dal lavoro ti senti stanco e vuoi restare a casa solo o con la tua famiglia, fallo senza sentirti in colpa. Rilassarsi è altrettanto importante che fare movimento. In più se hai già seguito la distribuzione giornaliera della tua attività sei a posto, puoi prenderti una pausa.

6. Rinforza i tuoi muscoli. Non devi fare necessariamente sollevamento pesi. Una seduta di Pilates o di yoga ti aiuteranno a tonificare e rafforzare i tuoi addominali, ad esempio.

Allora, che dici, si può fare?

Come sviluppare 5 competenze per sentirti meglio e trovare la tua motivazione

“Come va il lavoro?” è una domanda che ci viene posta frequentemente dai nostri cari e quando rispondiamo probabilmente pensiamo alle difficoltà che attraversiamo o al disagio che sentiamo verso il nostro lavoro. Le persone che lavorano cercano una motivazione e un senso per il lavoro che svolgono.

L’ambiente di lavoro si è molto trasformato negli ultimi anni ed è diventato fonte di stress e ansia. Mancanza di obiettivi futuri, cambiamenti frequenti all’interno dell’organizzazione con conseguente cambiamento dei capi, concorrenza esterna e interna, digitalizzazione che trasforma i modi di lavoro e richiede l’acquisizione di nuove competenze, manager a volte incompetenti ma sotto pressione per gli obiettivi aziendali, stress e carico di lavoro eccessivo possono provocare dei comportamenti tossici.

Noi tutti abbiamo delle aspettative per quanto riguarda il nostro benessere e la nostra crescita personale. Facciamo attenzione alla salute, all’equilibrio tra vita privata e vita professionale, alla qualità dei rapporti con il manager e con i colleghi.

Sai come la penso riguardo alla felicità sul lavoro, ma puoi cercare di sviluppare queste 5 competenze per sentirti meglio e trovare la tua motivazione.

  1. Accettare l’imperfezione: la propria, quella degli altri e quella ambientale. Il perfezionismo è una fonte importante delle nostre sofferenze. Essere coerenti al 100%, rifiutare i propri fallimenti, porsi degli obiettivi troppo ambiziosi, tutto questo ci porta a una situazione di insoddisfazione permanente. Un passo verso la serenità sarebbe quello di accettare gli ostacoli della quotidianità, fare delle scelte e dei compromessi, chiedersi quale sarebbe il miglior percorso futuro piuttosto che pensare a quello che avrebbe potuto essere (post-occupazioni, ovvero inquietarsi per qualcosa che é già avvenuto e che quindi non possiamo cambiare né influenzare).
  2. Stimolare la propria iniziativa e la propria capacità di agire. Sul lavoro possiamo decidere di essere pro-attivi o reattivi. La persona reattiva si sente colpita da quello che le succede intorno e si lascia guidare dai segnali dell’ambiente siano essi negativi o positivi. La persona pro-attiva prende l’iniziativa e sceglie come rispondere agli eventi. Di fronte ad una difficoltà, la persona reattiva dirà “non posso farci niente” oppure “non posso farlo” mentre quella pro-attiva dirà “esaminiamo le opzioni” oppure “potremmo fare così”. Per la persona reattiva, “loro” hanno l’ultima parola, mentre la pro-attiva è colei che conclude. Sviluppare la propria pro-attività, significa essere propensi all’azione e mettere la propria creatività, la propria intelligenza ed energia al servizio di quello che posso fare qui e ora.
  3. Rafforzare l’amor proprio e la stima di sé. Noi siamo i primi responsabili di noi stessi e i primi garanti del nostro benessere. Questo può sembrare evidente, ma è fondamentale per stare bene con sé stessi, amarsi, ascoltare i propri bisogni (del corpo e dello spirito) e cercare di soddisfarli. E’ altrettanto importante rispettarsi, avere stima di se stessi nonostante i propri difetti, le proprie fragilità ed imperfezioni, apprezzare e riconoscere i propri valori e qualità, celebrare i successi e i traguardi. Inoltre, nelle situazioni difficili, è essenziale proteggersi, saper dire no, comunicare i propri limiti e quello che non ci convince, cercare al massimo di non mettersi in pericolo.
  4. Sviluppare empatia e imparare a comunicare efficacemente con gli altri. La maggior parte delle nostre difficoltà al lavoro sono legate agli altri. Siano essi un capo, un collega, un cliente o un fornitore, il rapporto con l’altro può essere fonte di frustrazione e a volte di vera e propria sofferenza. Affinché questa relazione diventi più sana, più efficace e più serena, bisogna sviluppare empatia e imparare a comunicare in modo più efficace. Innanzitutto, bisogna rispettare gli altri ed evitare di giudicarli. Non conosciamo la loro storia e gli altri potrebbero avere gli stessi nostri problemi, o perfino più gravi. Prova quindi ad entrare in contatto con l’altro che hai di fronte cercando di capire la sua esperienza, i suoi sentimenti, i suoi bisogni ma cercando allo stesso tempo di individuare i punti in comune con questa persona. Comunica con sincerità le tue emozioni, i tuoi bisogni e le tue esigenze mantenendo uno spirito aperto al suo riguardo.
  5. Coltivare un’attitudine all’apprendimento e esercitare la capacità ad imparare. Per affrontare con serenità gli imprevisti e le numerose difficoltà che la vita ci presenta, per crescere e evolvere, è indispensabile imparare continuamente. L’attitudine della persona che vuole imparare consiste nell’accettare che il percorso di apprendimento passi sempre da una fase di incompetenza e di confusione. Prima di impadronirsi di una materia o trovare una soluzione a un problema, è normale sentirsi persi nell’incertezza e nel dubbio. Dobbiamo quindi imparare a gestire questi momenti nel modo più tranquillo possibile. Ricordiamoci che impariamo dai nostri errori, che essi fanno parte del nostro apprendimento e che anzi forse ne sono la base principale. Un fallimento non è una sentenza o un giudizio, ma piuttosto un risultato, una risposta a un tentativo che abbiamo fatto. Da questo risultato imprevisto, possiamo imparare delle lezioni che serviranno da base per fare altri tentativi che ci condurranno poi alla soluzione del nostro problema. Ricordiamoci anche che possiamo imparare da tutti e che è importante ricevere dei feedback per migliorare. Non esitare a metterti in discussione, cercando di trovare l’informazione importante o utile dallo scambio con gli altri. La persona propensa all’apprendimento considera tutte le esperienze come un’opportunità di evoluzione.

Pensi di essere motivato al lavoro?

Finestre

Le finestre sono soglie per la mente umana. 

Le finestre sono soglie per la mente umana perché spesso sono una risorsa indispensabile per ogni sognatore. Oppure per quella persona che ha bisogno di riposare dopo una giornata di stress e appoggia la testa contro il finestrino ghiacciato di un vetro di una carrozza di un treno.

È in questo momento che lo sguardo si rilassa e la nostra immaginazione inizia a correre. E’ in questo momento che iniziamo a sognare ad occhi aperti e il nostro cervello trova finalmente sollievo, libertà, e benessere.

Guardare fuori dalla finestra, lasciare lo sguardo sospeso oltre una lastra di vetro non è sinonimo di perdita di tempo.  A volte, chi guarda oltre questa soglia non cerca di vedere il mondo esterno. Vuole semplicemente attraversare le sue frontiere per navigare attraverso le onde dell’introspezione e raggiungere mondi interiori alla ricerca di nuove possibilità.

In realtà, ci sono pochi esercizi mentali che possono essere più utili di questo.

Guardare attraverso una finestra permette di sognare ad occhi aperti.

Esperti psicologi nel mondo della creatività come Scott Barry Kaufman e Jerome L. Singer, spiegano che oggi, sognare ad occhi aperti è considerato quasi uno stigma. Chi sceglie di guardare fuori dalla finestra per mezz’ora invece di continuare a lavorare sul suo computer non è altro che un pigro.

In effetti, uno studio condotto da questi psicologi dimostra che l’80% dei leader aziendali ritiene che la creatività possa essere migliorata dal lavoro e dall’attività continua. Così, la persona che sta lavorando ma a un certo punto va a prendere un caffè davanti a una finestra, viene considerata una persona che non sopporta la stress, e potrebbe addirittura essere improduttiva.

Oggi continuiamo ad associare il movimento alla produttivitá e la passività alla pigrizia. E’ necessario cambiare questo punto di vista, dobbiamo cambiare queste idee vecchie e arrugginite. Sognare ad occhi aperti è l’arte di ricercare le meraviglie nascoste nel nostro cervello. 

Se sogni ad occhi aperti, stai allenando la tua mente e stai sviluppando la tua introspezione, la tua curiosità, e la tua immaginazione.

Come direbbe un amico che scrive su Wise and Shine “Dare to Dream”.

Tu sogni ad occhi aperti?

Idee per migliorare la tua produttività

Guardando le abitudini di alcune delle persone di maggior successo, ho scoperto che sembrano avere tutte una cosa in comune: alzarsi presto. Ma cosa fanno al mattino? Qual é la loro routine per essere più produttivi? Ecco alcune idee da copiare per migliorare la tua produttivitá.

Alzandosi presto al mattino si possono fare molte più cose in un giorno e quindi nella vita.

Non tutti, peró, riescono a svegliarsi presto. Dipende anche da che cronotipo sei. C’é chi ritiene, per esempio, che sia meglio svegliarsi naturalmente, cioé senza sveglia. Ovviamente non devi avere niente in programma. Io non programmo mai riunioni prima delle 9:30, perché mi piace fare colazione tranquillamente, e in generale preferisco il pomeriggio per le riunioni. A volte peró bisogna adeguarsi, soprattutto quando sei invitato/a ad una riunione.

Più vigili e attivi grazie all’attivitá fisica

Per prima cosa dopo che ti sei svegliato/a, fai sport. Allenarsi ti rende più vigile e attivo/a, risveglia il metabolismo e, soprattutto, dopo non ti devi preoccupare di fare attivitá fisica per il resto della giornata.

Fai una doccia fredda.

Potresti rabbrividire solo a pensarci (io sí, rabbrividisco e non la faccio, ma se ci riesci, otterrai solo benefici). Questo momento di ristoro mattutino ha ogni sorta di virtù: migliora la circolazione, riduce lo stress e può anche aiutarti a perdere peso.

Leggi, guarda video, partecipa a corsi, insomma migliora la tua conoscenzaa

Le persone di successo sono, ovviamente, persone intelligenti. Non è quindi molto sorprendente che considerino importante far lavorare il loro cervello. C’é chi legge circa 50 libri all’anno e chi trascorre l’80% della sua giornata a leggere. Ci sono persone che preferiscono guardare video o partecipare a corsi per mantenersi aggiornati e sviluppare le loro competenze. L’importante é imparare continuamente.

Meditazione per il rilassamento

Tu mediti? Io sí, almeno 10 minuti al giorno. La maggior parte delle persone di successo medita e conferma che la meditazione li aiuta a rilassarsi, a dormire meglio, ridurre lo stress e migliorare la loro qualità della vita.

Ovviamente per avere successo nel lavoro non bastano questo consigli: bisogna anche impegnarsi molto. Ma sicuramente questa routine puó aiutarti a stabilire una certa regolaritá nelle tua vita, che ti aiuterá a migliorare la tua produttivitá al lavoro.

Hai una routine particolare per migliorare la tua produttivitá?

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Successo – Photo by Jill Wellington on Pexels.com

Chiuso per sciopero

Irlanda, maggio 1970.  Le banche del paese stanno chiudendo una dopo l’altra. Il motivo? Gli impiegati chiedono aumenti. Iniziano uno sciopero che durerà 6 mesi!
Come faranno le persone a prelevare denaro, ricevere gli stipendi o semplicemente fare compere?

Bene, vanno al pub! In effetti, questi bar tipici del paese hanno un sacco di soldi in contanti. Inoltre, i proprietari dei pub conoscono bene i loro clienti e tra di loro esiste un rapporto di fiducia reciproca.

Gli irlandesi si rivolgono quindi ai gestori di pub che scambiano assegni contro contanti. I proprietari quindi potranno incassarli quando le banche riapriranno. In questo modo la vita si svolge piú o meno come prima.

Per l’antropologo David Graeber, questo fatto tenderebbe a mostrare che il lavoro di cassiere di banca non ha “utilità sociale”. Infatti, quando gli impiegati sono assenti tutto continua a funzionare quasi normalmente. La prova é che durante i sei mesi di sciopero, l’economia irlandese continua a crescere.

Graeber contrappone questa ad altre professioni che, al contrario, hanno una forte utilità sociale. Se qualcuno smette di lavorare in ospedale, per esempio, l’assenza del personale diventa evidente e provoca gravi conseguenze! Pensa se durante il Covid il settore medico avesse scioperato!

In verità, in quel periodo gli irlandesi non potevano fare proprio tutto. Per esempio, non potevano chiedere prestiti, né fare investimenti sul mercato azionario o creare una società.

Quindi, quando le banche riaprirono tutti brindarono di gioia (al pub ovviamente) e i proprietari poterono finalmente incassare tutti gli assegni ricevuti!

Al di lá dell’utilitá sociale, oggi assistiamo alla scomparsa di professioni a causa del sempre piú diffuso utilizzo dell’intelligenza artificiale (IA) che causa, e causerá sempre piú, un cambiamento radicale del mondo del lavoro.

Quando ho aperto il mio primo conto corrente, sono dovuta andare allo sportello per firmare una quantitá di carte. L’ultimo che ho aperto, sono andata in banca solo per depositare la mia firma.

Quali professioni socialmente utili pensi potranno cambiare in un prossimo futuro? Fammelo sapere!

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Intelligenza artificiale – Photo by Alex Knight on Pexels.com