Una lezione da un cavallo

Da qualche parte, nella campagna di un paese in questo mondo, c’era un ricco contadino che possedeva un cavallo eccellente e di grande valore. Un giorno un operaio gli disse che il suo adorato cavallo, un esemplare forte e davvero molto bello, era caduto in un pozzo abbandonato.

L’operaio che riportò la notizia al contadino era molto dispiaciuto, poiché sapeva che il pozzo era davvero profondo e stretto e infatti non vi fu alcuna possibilità di far uscire l’animale, nonostante tutti i tentativi effettuati dai vari lavoratori della tenuta.

Il contadino andò a vedere il pozzo, osservò bene la situazione e si rese conto che non c’era più nulla da fare, benché l’animale non fosse ferito.

Non pensava che valesse la pena salvarlo, poiché avrebbe sprecato tempo prezioso e speso più di quanto avrebbe speso per comprare un altro cavallo.

“Giacché si trova nel pozzo” disse l’agricoltore agli operai “gettategli addosso della terra e sotterratelo.”

Poi il contadino se ne andò preso dai proprio affari e gli operai si misero subito all’opera per eseguire i suoi ordini.

Alcuni uomini cominciarono a lanciare terra dentro al buco e sul cavallo. Ad ogni palata il cavallo scuoteva il corpo e la terra cadeva al suolo.

Gli uomini rimasero stupiti dell’intelligenza dell’animale: la terra stava iniziando a riempire il pozzo, mentre il cavallo ci camminava sopra per risalire!

Un paio d’ore più tardi l’animale aveva già la testa fuori dal pozzo, giusto un paio di altre palate, e saltò fuori dal pozzo tutto felice.

Benché talvolta sembri che alcune persone vogliano solamente lanciarci addosso della terra per farci crollare e desistere, ricorda che anche tu hai la stessa intelligenza e forza di volontà di andare avanti, proprio come il cavallo.

Quando una persona tenta di  infangarti, scuotiti, cammina sopra la terra ed esci fuori da quel pozzo immaginario.

Fermati, pensa al motivo per il quale questo sta succedendo e ricordati delle cose buone della tua vita. Liberati da coloro che vogliono lasciarti in fondo al pozzo. Ricordati del cavallo!

Come prendere decisioni allineate con il tuo scopo di vita

Prendere decisioni può essere difficile, sia per tua vita privata che per il tuo lavoro.

Ci sono molte cose delle quali tenere conto.

Primo, devi valutare se la decisione è allineata allo scopo della tua vita. Devi chiederti: ne va la pena? È utile al tuo sogno? O alla tua visione, se si tratta di business?

Per avere una visione più chiara, puoi usare la tecnica dei cinque perché, che ti connetterà con il tuo scopo di vita principale e che ti farà agire di conseguenza nella tua vita di tutti i giorni.

La tecnica dei cinque perché funziona così. Prendi qualcosa che ti è difficile fare. Come esempio userò andare in palestra. Tutti sappiamo che andare in palestra fa bene, ma a volte è più facile uscire a bere qualcosa o buttarsi sul divano.

Quindi, la prima domanda potrebbe essere: perché dovrei andare in palestra? La risposta potrebbe essere perché ne guadagnerò in salute.

Seconda domanda: perché è importante essere in buona salute? Perché avrò più energia.

Terza domanda: perché avere più energia è importante? Perché potrei fare più cose e potrei farle meglio.

Quarta domanda: perché dovrei fare più cose e farle meglio? Perché raggiungerei risultati importanti più velocemente.

Quinta domanda: perché è importante raggiungere risultati più velocemente? Perché mi avvicinerò più velocemente allo scopo principale della mia vita.

Ora che il perché devi prendere una decision è chiaro, puoi chiederti: Cosa potrebbe succedere se non prendo questa decisione? Che impatto avrà sulla mia vita se decido in questo modo? Che cosa mi trattiene? Ho le competenze necessarie per prendere questa decisione? Posso fare un’analisi costi benefici? Ho le risorse finanziarie necessarie?

Il processo decisionale comprende l’utilizzo di tante competenze personali, come la creatività e l’intuizione, l’entusiasmo e il coraggio, la determinazione e la persistenza.

Non è necessario averle tutte, posso aiutarti io!

Il successo appreso dai gatti.

È probabile che ti stia chiedendo “ma cosa possono insegnarci i gatti?” Bene, se hai mai vissuto con un gatto sai che questi piccoli animali pelosi, che a volte se ne stanno lì seduti a fissarci, hanno molte cose da insegnarci.

Sono tranquilli, riservati e conoscono un piccolo segreto che li aiuta a sopravvivere nell’affrontare i problemi e che gli ha fatto guadagnare la reputazione di avere 7 vite.

Come saprai, un gatto cammina anche per passaggi elevati e stretti, salta da un luogo all’altro con molta agilità, come farebbe un acrobata.

Quando questi comportamenti fanno parte della tua vita, probabilmente il tuo problema più frequente sarà la caduta.

Sapendo che la possibilità di cadere è molto probabile nella loro vita, i gatti hanno sviluppato una capacità che permette loro di cadere in piedi, non importa il modo in cui cadono.

Cadendo, infatti, mandano le zampe posteriori di lato in modo che quelle anteriori ruotino nel lato opposto e tocchino il suolo per prime.

Dunque, non importa il modo in cui cadono perché saranno le loro zampe anteriori a toccare il suolo per prime, non la schiena o la testa.

I gatti hanno risolto un problema rendendolo irrilevante.

Hanno reso la caduta irrilevante accettando che essa sia parte della loro vita e quindi non si preoccupano del perché e di come ciò accada.

Hanno accettato che cadere è qualcosa che capita quando non si fa altro che saltare per tutto il tempo. La sola cosa su cui si concentrano è assicurarsi che le loro zampe anteriori tocchino il suolo per prime.

Quale lezione possiamo imparare?

I contrattempi possono verificarsi, ma, in ogni caso, devi sempre concentrarti sui tuoi obiettivi e sui tuoi desideri, non dilungandoti sugli ostacoli: cadrai in piedi ogni volta. La vita ti offre quello che cui hai bisogno in quel momento, anche se non ti sembra. Come dice Fiorella Mannoia in una sua canzone: “…Per quanto assurda e complessa ci sembri, la vita è perfetta. Per quanto sembri incoerente e testarda, se cadi ti aspetta…”

Questo è ciò che fanno le persone di successo. Cadono e si rialzano, senza fare drammi. Saltano e camminano su passaggi alti e stretti come fanno i gatti, ma considerano la caduta e i contrattempi irrilevanti.

Allora quale è la lezione? 

Impara a cadere e ti saprai rialzare senza esserti fatto/a male. 

Si tratta di cambiare la mentalità e di credere nelle tue capacità. Col tempo, vedrai che questa mentalità si rivelerà efficace perché riuscirai a rendere gli ostacoli irrilevanti e a cadere sempre in piedi‎.

Potrebbe sembrare difficile, ma questo è il più grande segreto delle persone di successo.

5 competenze da sviluppare per sentirsi bene al lavoro

“Come va il lavoro?” è una domanda che ci viene posta frequentemente dai nostri cari e quando rispondiamo probabilmente pensiamo alle difficoltà che attraversiamo o al disagio che sentiamo verso il nostro lavoro.

Se questo è il tuo caso, non preoccuparti perché non sei sola/o.

L’ambiente di lavoro si è molto trasformato negli ultimi anni ed è diventato fonte di stress e ansia. Mancanza di obiettivi futuri, cambiamenti frequenti all’interno dell’organizzazione con conseguente cambiamento dei capi, concorrenza esterna e interna, digitalizzazione che trasforma i modi di lavoro e richiede l’acquisizione di nuove competenze, manager a volte incompetenti ma sotto pressione per gli obiettivi aziendali, stress e carico di lavoro eccessivo possono provocare dei comportamenti tossici.

Noi tutti abbiamo delle aspettative per quanto riguarda il nostro benessere e la nostra crescita personale. Facciamo attenzione alla salute, all’equilibrio tra vita privata e vita professionale, alla qualità dei rapporti con il manager e con i colleghi.

Le persone che lavorano oggi cercano una motivazione e un senso per il lavoro che svolgono.

Sai come la penso riguardo alla felicità sul lavoro, ma possiamo cercare di sviluppare queste 5 competenze per sentirci meglio e trovare la nostra motivazione.

  1. Accettare l’imperfezione: la propria, quella degli altri e quella ambientale. Il perfezionismo è una fonte importante delle nostre sofferenze. Essere coerenti al 100%, rifiutare i propri fallimenti, porsi degli obiettivi troppo ambiziosi, tutto questo ci porta a una situazione di insoddisfazione permanente. Un passo verso la serenità sarebbe quello di accettare gli ostacoli della quotidianità, fare delle scelte e dei compromessi, chiedersi quale sarebbe il miglior percorso futuro piuttosto che pensare a quello che avrebbe potuto essere (post-occupazioni, ovvero inquietarsi per qualcosa che é già avvenuto e che quindi non possiamo cambiare né influenzare).
  2. Stimolare la propria iniziativa e la propria capacità di agire. Sul lavoro possiamo decidere di essere pro-attivi o reattivi. La persona reattiva si sente colpita da quello che le succede intorno e si lascia guidare dai segnali dell’ambiente siano essi negativi o positivi. La persona pro-attiva prende l’iniziativa e sceglie come rispondere agli eventi. Di fronte ad una difficoltà, la persona reattiva dirà “non posso farci niente” oppure “non posso farlo” mentre quella pro-attiva dirà “esaminiamo le opzioni” oppure “potremmo fare così”. Per la persona reattiva, “loro” hanno l’ultima parola, mentre la pro-attiva è colei che conclude. Sviluppare la propria pro-attività, significa essere propensi all’azione e mettere la propria creatività, la propria intelligenza ed energia al servizio di quello che posso fare qui e ora.
  3. Rafforzare l’amor proprio e la stima di sé. Noi siamo i primi responsabili di noi stessi e i primi garanti del nostro benessere. Questo può sembrare evidente, ma è fondamentale per stare bene con sé stessi, amarsi, ascoltare i propri bisogni (del corpo e dello spirito) e cercare di soddisfarli. E’ altrettanto importante rispettarsi, avere stima di se stessi nonostante i propri difetti, le proprie fragilità ed imperfezioni, apprezzare e riconoscere i propri valori e qualità, celebrare i successi e i traguardi. Inoltre, nelle situazioni difficili, è essenziale proteggersi, saper dire no, comunicare i propri limiti e quello che non ci convince, cercare al massimo di non mettersi in pericolo.
  4. Sviluppare empatia e imparare a comunicare efficacemente con gli altri. La maggior parte delle nostre difficoltà al lavoro sono legate agli altri. Siano essi un capo, un collega, un cliente o un fornitore, il rapporto con l’altro può essere fonte di frustrazione e a volte di vera e propria sofferenza. Affinché questa relazione diventi più sana, più efficace e più serena, bisogna sviluppare empatia e imparare a comunicare in modo più efficace. Innanzitutto, bisogna rispettare gli altri ed evitare di giudicarli. Non conosciamo la loro storia e gli altri potrebbero avere gli stessi nostri problemi, o perfino più gravi. Prova quindi ad entrare in contatto con l’altro che hai di fronte cercando di capire la sua esperienza, i suoi sentimenti, i suoi bisogni ma cercando allo stesso tempo di individuare i punti in comune con questa persona. Comunica con sincerità le tue emozioni, i tuoi bisogni e le tue esigenze mantenendo uno spirito aperto al suo riguardo.
  5. Coltivare un’attitudine all’apprendimento e esercitare la capacità ad imparare. Per affrontare con serenità gli imprevisti e le numerose difficoltà che la vita ci presenta, per crescere e evolvere, è indispensabile imparare continuamente. L’attitudine della persona che vuole imparare consiste nell’accettare che il percorso di apprendimento passi sempre da una fase di incompetenza e di confusione. Prima di impadronirsi di una materia o trovare una soluzione a un problema, è normale sentirsi persi nell’incertezza e nel dubbio. Dobbiamo quindi imparare a gestire questi momenti nel modo più tranquillo possibile. Ricordiamoci che impariamo dai nostri errori, che essi fanno parte del nostro apprendimento e che anzi forse ne sono la base principale. Un fallimento non è una sentenza o un giudizio, ma piuttosto un risultato, una risposta a un tentativo che abbiamo fatto. Da questo risultato imprevisto, possiamo imparare delle lezioni che serviranno da base per fare altri tentativi che ci condurranno poi alla soluzione del nostro problema. Ricordiamoci anche che possiamo imparare da tutti e che è importante ricevere dei feedback per migliorare. Non esitare a metterti in discussione, cercando di trovare l’informazione importante o utile dallo scambio con gli altri. La persona propensa all’apprendimento considera tutte le esperienze come un’opportunità di evoluzione.

Un racconto somalo

Una donna si recò da uno sciamano per chiedere una pozione d’amore. La donna spiegò allo sciamano che suo marito, prima di partire per la guerra, era dolce con lei, la amava e rideva facilmente. Da quando era tornato, però, era arrabbiato e distante. Più lei cercava di riconquistarlo, abbracciandolo e cercando di farlo ridere, più lui si allontanava. Lo sciamano era la sua ultima speranza.

Lo sciamano ascoltò con interesse e pazienza la storia della donna. Quando la donna terminò, lo sciamano le disse che poteva aiutarla. Le avrebbe preparato una pozione d’amore, però lei stessa avrebbe dovuto procurarsi un ingrediente.

La donna acconsentì, si sarebbe procurata quell’ingrediente. Allora lo sciamano le disse che la pozione doveva contenere un baffo di una tigre. La donna si disperò. Come avrebbe potuto procurarsi un baffo di una tigre, una bestia così feroce e forte? Lo sciamano si strinse le spalle e la lasciò in lacrime.

Il giorno dopo la donna si recò in un posto dove una volta aveva visto una tigre. La donna non vide nient’altro che una scimmia che giocava e alcuni uccelli che volavano. Quindi, ritornò il giorno successivo e trovò un posto confortevole dove sedersi e si fermò un po’ più a lungo. Ma anche quel giorno non vide la tigre.

I giorni passavano e una mattina la donna sentì la presenza della tigre ancora prima di vederla. Non si mosse, ma la tigre quando la vide scappò via.

Dopo una settimana, la donna rivide la tigre, che questa volta non scappò. La donna aveva portato con sé del cibo per lei. La tigre lo mangiò e se ne andò. Quindi la donna cominciò a portare cibo alla tigre tutti i giorni, per diversi mesi e un giorno la donna riuscì ad avvicinarsi alla tigre e ad accarezzarla. La donna si accovacciò e la tigre appoggiò la testa sulle sue ginocchia. Restarono così a lungo e la tigre si addormentò. La donna prese quindi un coltello affilato e taglio dolcemente un baffo alla tigre.

Il giorno dopo, la donna portò il baffo allo sciamano e gli chiese di preparare la pozione. Lo sciamano disse: “Non hai bisogno di una pozione. Butta via il baffo, usa quello che hai imparato dall’esperienza con la tigre e tuo marito tornerà ad amarti come prima”.

Cosa hai imparato da questa storia? Scrivilo qui!

Come rilassarti in 10 passi: crea spazio dentro di te

Creare spazio dentro di te è un esercizio per diventare cosciente di quello che ti sta succedendo e mettere distanza tra te e le tue preoccupazioni. Questo ti può aiutare a rilassarti un po’ e a sviluppare buone basi prima di iniziare a fare qualcosa di diverso.

Questo esercizio è semplice ma efficace, devi solo seguire queste istruzioni:

  1. Siediti in un posto confortevole e metti via, meglio ancora spegni il cellulare e ogni dispositivo che potrebbe distarti. Se vivi con qualcuno, digli che hai bisogno di stare un po’ di tempo da sola e in silenzio per fare questo esercizio.
  2. Cerca di essere una buona compagna di te stessa. Abbracciati, accogli te stessa come se accogliessi una cara amica che non vedi da tanto tempo.
  3. Se vuoi, chiudi gli occhi per un attimo e concentrati sul tuo respiro. Osserva la tua pancia che va su e giù mentre respiri e non cercare di cambiare questo ritmo, respira come sempre.
  4. Sposta l’attenzione al tuo corpo, cominciando dai piedi, salendo verso le gambe, poi concentrandoti sulle braccia e sulle mani. Cerca di sentire il contatto con la superficie sulla quale sei seduta. Non dimenticare di percorrere anche il tuo viso, in tutte le sue componenti. Dopo, sposta l’attenzione sulla parte centrale del tuo corpo, senti la gola, lo stomaco, la pancia. Resta qui per un po’ di tempo e cerca di rilassarti.
  5. Chiediti una di queste domande: “Come mi sento ora” oppure “Come sta andando la mia vita” o anche “Quali sono le principali preoccupazioni della mia vita ora?”
  6. Osserva i pensieri che arrivano nella tua mente e le sensazioni che ti manda il tuo corpo, senza giudicare. Non approfondire niente per adesso. Riconosci solamente quello che arriva quando arriva. Semplicemente, puoi dire “Sì, questo è quello che sento, lo sento ora”. Ricordati di non giudicare, prendi quello che arriva così com’é.
  7. Scrivi su un pezzo di carta alcune parole sugli argomenti che sono arrivati alla tua attenzione. Prenditi tutto il tempo che ti serve.
  8. Poi metti via queste cose, letteralmente. Metti i fogli lontano da te, alla distanza che senti adatta. Continua a fare così fino a quando non hai scritto tutte le cose che sono affiorate e non hai trovato la giusta distanza per ognuna di esse. La distanza può essere vicina o lontana, a seconda di quello che ti suggerisce la tua intuizione. Cambia posto fintanto che non trovi quello giusto.
  9. Osserva le tue sensazioni dopo che hai disposto i tuoi foglietti lontano (o vicino) da te. Cerca di capire se ora hai creato dentro di te uno spazio vuoto.
  10. Adesso, se ti va, puoi scrivere una parola, una frase o un’immagine che ti aiuti a catturare l’esperienza che hai appena concluso. Prenditi del tempo per rilassarti.

Sei pronta ora a concentrarti su cose diverse? Se non sei ancora pronta, prosegui con questo esercizio.

Fammi sapere se sei riuscita a creare questo spazio!

Come mantenere le risoluzioni per il 2019

Siamo ancora in gennaio e molti di noi hanno stabilito degli obiettivi da raggiungere nel 2019, le cosiddette risoluzioni.

Il nuovo anno porta con sé la voglia di cambiamento, di rinnovamento. Vorremmo passare più tempo in famiglia, fare quel viaggio che sogniamo da tanto tempo, cambiare lavoro, iscriversi in palestra, dimagrire, smettere di fumare…con l’obiettivo principale di sentirsi meglio con sé stessi e con gli altri.

Perché succede che strada facendo e man mano che passa il tempo ce ne dimentichiamo o li abbandoniamo?

Ecco alcune domande che puoi porti.

I tuoi obiettivi sono troppo ambiziosi, vaghi o semplicemente troppi? In questo caso ti stai mettendo troppo sotto pressione. Se hai deciso di smettere di fumare o di perdere 10 chili, devi chiederti perché fumi e perché hai sempre fame. Non sono questi dei modi per allievare le tante tensioni giornaliere?

Sei positiva rispetto al raggiungimento dei tuoi obiettivi? Se pensi che non ce la farai mai, è sicuro che non ce la farai mai. Henry Ford diceva: “Che tu creda di farcela o di non farcela avrai comunque ragione”.

Il tuo obiettivo è allettante? Hai deciso di dimagrire o di smettere di fumare. In sé sono degli obiettivi grandiosi. Trova un motivo per cui vuoi raggiungere questi obiettivi. Ad esempio, vuoi smettere di fumare per poter recuperare fiato più velocemente quando corri oppure vuoi dimagrire per tornare a metterti quei bellissimi pantaloni che ti piacciono tanto.

Le cattive abitudini sono difficili da perdere, soprattutto ci vuole del tempo. Come dicevo prima, se le hai prese, avrai avuto i tuoi buoni motivi (proteggerti dallo stress, per esempio). Non credere di cambiare abitudine in alcune settimane. Una volta si pensava che per cambiare un’abitudine bastassero 21 giorni. Ora, nuove ricerche neuro-scientifiche hanno stabilito che ce ne vogliono almeno 60! Quindi prenditi il tuo tempo, introduci la nuova abitudine con calma, non mettere fretta al tuo corpo, che è comodamente adagiato sulla vecchia abitudine e non ha nessuna voglia di sostituirla. Devi fargli capire, passo dopo passo, che un altro modo di funzionare è possibile anzi è persino salutare!

Inoltre, sappi che il cammino non sarà sempre lineare ma potrai incontrare degli ostacoli. Ricordati che ci saranno dei momenti più facili di altri e che perdere una battaglia non significa perdere la guerra. Anzi, accetta gli alti e i bassi: il corpo avrà modo di adattarsi lentamente.

Scegli un obiettivo che non sia un’imposizione, nel senso che deve rappresentare veramente una scelta, una cosa che vuoi fare, non che devi fare.

Controlla i tuoi pensieri, ricorda quello che diceva Henry Ford. Non concentrarti su quello che resta da fare, ma celebra quello che hai già fatto. Elenca le piccole vittorie e fatti i complimenti. Resta positiva!

Pensa alla forza che ha un seme per diventare un filo d’erba. Deve bucare la terra per vivere. Lavora lentamente sotto terra, fino a quando un giorno buca la terra e vede la luce! Per te è un po’ la stessa cosa. Lavora lentamente e un giorno vedrai il risultato, perché sei più forte di quello che credi.

E ora i quattro consigli:

  1. Programma un solo obiettivo alla volta, ma definiscilo bene, seguendo il modello SMART (specifico, misurabile, raggiungibile, rilevante e circoscritto nel tempo) che, anche se si riferisce ad un ambito aziendale, risulta ugualmente efficace.
  2. Adotta la politica dei piccoli passi dividendo il tuo obiettivo in tanti piccoli obiettivi.
  3. Celebra i successi: il primo chilo che hai perso, il primo giorno intero senza fumare. Metti dei post-it un po’ per tutta la casa con scritto quanto sei stata brava.
  4. Annuncia ai tuoi cari che hai questo obiettivo e chiedegli di aiutarti in questo percorso. Avere il loro sostegno ti aiuterà nel cammino verso la riuscita. Cerca dei gruppi su Facebook che hanno il tuo stesso obiettivo, partecipa a dei forum su Internet. Ricordati che non sei sola, ci sono altre migliaia di persone che hanno il tuo stesso obiettivo e scambiare delle idee con loro può esserti d’aiuto. Puoi creare tu stessa il tuo blog, che può diventare il tuo diario (ma un diario su carta va benissimo).

Ricorda: sei più forte di quanto credi!

6 consigli per meditare camminando

Camminare e meditare sono due potenti rimedi anti-stress. Praticarli insieme porta dei benefici fisici e psichici enormi.  Dieci minuti al giorno sono sufficienti e si può praticare la meditazione camminando in un qualsiasi momento della giornata e in qualsiasi luogo. Nessuna scusa dunque! Vuoi provare?

La camminata meditativa, sia in piena natura che nel caos cittadino, permette di liberarci dallo stress quotidiano.

Camminare di per sé fa bene alla salute. Permette di prevenire le malattie cardiovascolari e il male alla schiena, per esempio. Siccome normalmente quando si cammina non si fa altro che camminare, perché non combinare questa pratica con la meditazione? Ecco 6 consigli su come fare.

  1. Mantieni la schiena dritta.
  2. Sincronizza il respiro sui tuoi passi, mantenendo un ritmo di camminata tranquillo.
  3. Prendi coscienza del tuo corpo: concentrati sui tuoi piedi, sulle tue gambe, sul movimento, sul contatto con la terra. Cerca di eliminare le tensioni e di concentrarti sui passi.
  4. Concentrati sulle sensazioni che questa pratica ti procura. Sono piacevoli? Il tuo corpo si rilassa? La tua mente si distende?
  5. Sposta quindi la tua attenzione sulle tue emozioni. Che cosa senti? Non giudicare le emozioni che provi, lasciale andare, osservale da spettatore.
  6. Finisci la pratica restando in piedi, contemplando la sensazione di pienezza e ringrazia il corpo e la mente per questa bella passeggiata meditativa.

Non cercare di non pensare. Pensare é l’attività del cervello, é impossibile fermarlo! Cerca piuttosto di approfittare del momento di distensione che stai vivendo, di prendere coscienza del tuo corpo e delle tue emozioni senza che questo influisca sul tuo umore e senza giudicare.

Praticando regolarmente la passeggiata meditativa, ti sentirai sempre più equilibrata e in pace con te stessa.