Cosa significa mangiare in modo sostenibile

Oggi piú che mai le questioni ambientali e di salute sono sempre più intrecciate, e l’alimentazione sostenibile è diventata un modo essenziale e personale per sostenere il futuro del pianeta. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’alimentazione sostenibile va oltre la scelta di cibi per il benessere personale: è un modo per abbracciare scelte alimentari che contribuiscono anche alla salute ambientale, all’equità sociale e alla sostenibilità economica. Ma cosa significa davvero mangiare in modo sostenibile, e come le nostre scelte influenzano sia il nostro corpo che il pianeta?

Principi fondamentali dell’alimentazione sostenibile

I principi guida dell’OMS sull’alimentazione sostenibile enfatizzano un equilibrio che considera la salute, l’impatto ambientale e i fattori socio-economici. Ecco alcuni principi fondamentali da tenere a mente:

  1. Priorità agli alimenti di origine vegetale
    Una dieta ricca di frutta, verdura, cereali integrali, noci e semi è la base dell’alimentazione sostenibile. Le diete a base vegetale richiedono generalmente meno risorse naturali rispetto a quelle ricche di prodotti animali, riducendo le emissioni di gas serra, l’uso del suolo e il consumo di acqua. Ponendo le piante al centro della nostra alimentazione, allineiamo le nostre abitudini alimentari a un’impronta ambientale più bassa.
  2. Preferire i prodotti locali e di stagione
    Scegliere prodotti stagionali e locali sostiene la biodiversità e riduce l’impronta di carbonio associata al trasporto di alimenti a lunga distanza. L’OMS suggerisce di mangiare una varietà di alimenti per mantenere l’equilibrio nutrizionale ed evitare una dipendenza eccessiva da colture specifiche, che possono degradare gli ecosistemi nel tempo. Questo approccio non solo promuove una dieta sana, ma rafforza anche le economie e i sistemi alimentari locali.
  3. Minimizzare i cibi processati e lo spreco
    I cibi processati richiedono un maggiore consumo di energia durante la produzione e il confezionamento. Chi mangia in modo sostenibile è attento agli sprechi alimentari e cerca di consumare alimenti freschi e integrali per quanto possibile. Riducendo gli sprechi e dando priorità agli ingredienti freschi, riduciamo il nostro impatto ambientale e conserviamo risorse preziose.
  4. Scegliere proteine di origine responsabile
    La scelta delle proteine è un fattore importante nell’alimentazione sostenibile. Le proteine animali, soprattutto la carne rossa, hanno un impatto ambientale considerevole. Mangia preferibilmente proteine di origine vegetale, come legumi, tofu e noci, o pesce e pollame provenienti da fonti sostenibili, se proprio devi. Questo equilibrio può aiutare a ridurre il peso ambientale della produzione di carne, dal consumo di acqua alla deforestazione.

Come le nostre scelte influenzano la nostra salute e quella del pianeta

L’alimentazione sostenibile è a doppio senso: i cibi che consumiamo influenzano il nostro benessere e, allo stesso tempo, l’ambiente intorno a noi. Scegliere alimenti ricchi di nutrienti e di origine vegetale non solo aiuta a ridurre il rischio di malattie croniche come malattie cardiache, obesità e diabete, ma contribuisce anche a ridurre l’inquinamento, a preservare gli habitat naturali e a promuovere la biodiversità. Una dieta sostenibile per il pianeta favorisce anche il miglioramento della nostra salute.

Ad esempio, frutta e verdura sono tipicamente ricchi di fibre, vitamine e minerali essenziali per la salute generale. E poiché le diete a base vegetale tendono a essere più povere di grassi saturi rispetto a quelle ricche di carne, riducono il rischio di malattie cardiovascolari.

Perché le proteine sono al centro del dibattito sull’alimentazione sostenibile

Le proteine, in particolare quelle di origine animale, sono al centro del dibattito sulla sostenibilità. L’allevamento di bestiame rappresenta una quota significativa delle emissioni di gas serra (14,5%) e richiede ampie quantità di terra, acqua e alimenti che potrebbero essere destinati al consumo umano. Al contrario, le proteine vegetali come lenticchie, ceci e fagioli richiedono meno risorse e contribuiscono meno alle emissioni di carbonio. Per questo molte persono stanno ripensando la loro dieta a base di fonti tradizionali di proteine, e si stanno indirizzando verso opzioni a base vegetale.

Per chi proprio non puó fare a meno di consumare carne, sarebbe opportuno optare per porzioni più piccole. Se vuoi mangiare pesce, scegli quello proveniente da fonti sostenibili.

Concludendo, mangiare in modo sostenibile implica piccoli e consapevoli cambiamenti che si trasformano in un impatto significativo. Scegliere prodotti locali, ridurre il consumo di carne e pesce, minimizzare gli sprechi alimentari, sono azioni che possono contribuire a un mondo più sostenibile influenzando la salute degli ecosistemi, degli animali e delle comunità in tutto il mondo.

L’alimentazione sostenibile non è semplicemente una moda; è una risposta consapevole alle sfide urgenti della nostra epoca. Adottando i principi dell’OMS, ci rendiamo partecipi al cambiamento positivo del pianeta e di noi stessi.

Ricorda: le scelte che facciamo contano. Ogni singola azione contribuisce alla costruzione di un mondo migliore e ti aiuta a stare in salute.

Cosa ne pensi di una dieta a base vegetale?

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Un email insolita. Una storia da Rotterdam

2009, Olanda. Alcuni abitanti di un quartiere di Rotterdam ricevono un’email strana: sono stati visti mentre guidavano e gli si chiede di non farlo più. Si tratta di una minaccia o di un ricatto?

Assolutamente no! Il messaggio arriva dal comune di Rotterdam e dalla società autostradale locale che si sono alleati per ridurre il traffico stradale che avvelena sempre più le città. Non sarebbe più facile, invece, ingrandire le autostrade e addirittura costruire una nuova autostrada?

Qui entra in gioco il “paradosso di Braess”. Secondo questa teoria, aumentare la capacità stradale per decongestionare le città non fa altro che peggiorare la situazione.

In effetti, con una nuova strada, la gente che aveva rinunciato all’auto, ricomincia ad utilizzarla nuovamente, e coloro che evitavano le ore di punta, riprovano a mettersi in strada durante gli orari più critici.

Photo by Iwona Castiello D’Antonio

Al contrario, sopprimendo delle strade, si può ridurre il tempo del tragitto, perché alcuni automobilisti saranno propensi ad abbandonare l’auto. E questo è il paradosso.

La città di Rotterdam anche prova un’altra cosa: il pedaggio positivo, chiamato anche il pedaggio inverso.

Se i cittadini lasciano l’auto in garage nelle ore di punta ricevono una piccola somma di denaro. Ovviamente saranno dotati di un dispositivo capace di controllare se davvero hanno lasciato l’auto in garage.

E funziona: in qualche anno i volontari aumentano e gli ingorghi stradali diminuiscono. Anche quando il compenso monetario cessa, la gente mantiene la buona abitudine. E Rotterdam comincia a respirare un po’ meglio!

Tu lasceresti a casa la macchina se ricevessi dei soldi per farlo?

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Idee da adottare per proteggere la biodiversità

Che si tratti di animali o insetti con i quali conviviamo in città o della vegetazione che si trova in campagna, possiamo adottare delle piccole abitudini che aiutano la loro conservazione. Ecco una lista non esaustiva, anzi da completare secondo le tue idee.

Non è più un segreto che le api siano minacciate costantemente. Sappiamo che si tratta di insetti impollinatori particolarmente utili e essenziali. Per proteggerle, potresti mettere dei vasi d’acqua sui balconi o nel giardino, in modo che possano bere in periodi di forte calore.

Con l’arrivo della bella stagione, le erbacce si ripresentano in giardino. È importante sapere che non dovremmo strapparle tutte frequentemente perché favoriscono la proliferazione della biodiversità. Inoltre, non usare prodotti chimici per estirparle perché sono estremamente dannosi. Esistono delle alternative naturali che sono meno invasive, come ad esempio l’aceto.

Anche se ti sembra di fare una buona azione, non dare da mangiare agli uccelli, alle anatre e ai cigni, perché non gli fa bene. Prima di tutto, il pane bagnato nell’acqua si gonfia nel loro stomaco e provoca dei disturbi digestivi. Se poi il pane è ammuffito, può provocare delle infezioni. Infine, la presenza eccessiva di pane nell’acqua può alterare l’equilibrio ecologico dell’acqua stessa favorendo la proliferazione di alghe che a volte si rivelano tossiche o mortali.

Se hai la fortuna di avere un giardino o un orto, prova a renderli più ospitali per sostenere la biodiversità. Non usare concimi chimici, taglia solo se necessario le erbe invasive, e diversifica le piante.

Hai delle altre idee per proteggere la biodiversità?

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Alimentazione sostenibile: come nutrirci senza divorare l’ambiente

Quando parliamo di sostenibilità, ci troviamo di fronte a molteplici ambiti in cui questo concetto viene applicato, e a volte si crea confusione. Per questo oggi farò una breve riflessione sull’alimentazione sostenibile.

Cos’è l’alimentazione sostenibile?

L’alimentazione sostenibile si riferisce alla selezione accurata di cibo, che rispetti la stagionalità e la qualità, e si integri in una dieta bilanciata volta al miglioramento delle condizioni attuali del nostro pianeta.

A tal proposito, la FAO ha fornito linee guida internazionali con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale nel campo dell’agricoltura e degli allevamenti. Questi principi fondamentali si traducono anche in una maggiore attenzione verso quello che mangiamo.

Principi dell’alimentazione sostenibile

L’alimentazione sostenibile si basa su tre principi fondamentali da seguire per salvaguardare non solo la salute dell’ambiente ma anche la nostra:

  1. Consumare meno: L’eccessivo sfruttamento del suolo e del territorio porta a un carico eccessivo sui ritmi naturali, con un impatto significativo sull’ambiente.
  2. Minimizzare lo spreco alimentare: Le ricerche indicano che circa 88 milioni di tonnellate di cibo vengono sprecate ogni anno.
  3. Ridurre il consumo di prodotti di origine animale: La sovrapproduzione di alimenti di origine animale, unita a un consumo eccessivo, è associata a un aumento dei rischi di ictus, cancro e altre malattie. Eliminare il consumo di carne rossa, mangiare pesce pescato in modo sostenibile, aumentare l’assunzione di frutta e verdura è fondamentale sia per noi che per l’ambiente.

Ostacoli per l’applicazione di queste semplici raccomandazioni

Il problema fondamentale risiede nel vasto business che ruota intorno all’alimentazione con grandi industrie incentrate sulla produzione a basso costo per raggiungere mercati più ampi. Ciò compromette spesso la qualità dei prodotti e la nostra salute, e rappresenta una sfida fondamentale dei nostri tempi.

Cosa possiamo fare per migliorare la nostra alimentazione

Un modo per migliorare la nostra dieta e fare scelte più sostenibili per l’ambiente e noi stessi, è fare acquisti nei mercati locali, specialmente da agricoltori le cui pratiche sono riconosciute come ecologiche e rispettose dell’ambiente, che per esempio evitano l’uso di pesticidi nella coltivazione.

Si possono poi preparare i pasti per la settimana, conservarli in contenitori e metterli in freezer. In questo modo si è sicuri di ridurre gli sprechi. Inoltre, fare la spesa mirata avendo in mente un menù settimanale garantisce un frigorifero ben fornito e non si rischia che gli alimenti vadano a male.

Un altro consiglio è bere acqua del rubinetto invece di acquistare acqua minerale in bottiglia di plastica o rifornirsi presso stazioni di rifornimento di acqua portando le proprie bottiglie di vetro.

Consumare prodotti di stagione, evitare cibi eccessivamente processati, mangiare pesce pescato in modo sostenibile e eliminare il consumo di carne rossa sono ottime scelte verso pratiche alimentari sostenibili.

Una domanda sorge spontanea: tutti possono adottare questo stile di vita?

Certamente, non tutti hanno i mezzi finanziari per sostenere determinate spese, poiché i prodotti biologici o a km 0 spesso hanno un costo più elevato rispetto al cibo che si trova nei supermercati. Tuttavia, bisognerebbe chiedersi perché certi prodotti costano così poco.

Un altro ostacolo potrebbe essere la mancanza di tempo causata dal lavoro e dagli impegni quotidiani, che rendono più difficile recarsi al mercato biologico lontano da casa rispetto al supermercato dietro l’angolo.

Quindi, cosa si può fare?

Anche i grandi cambiamenti cominciano un passo alla volta, quindi ciascuno di noi potrebbe adottare una di queste misure e poi continuare nel tempo. Piccole azioni collettive possono contribuire a preservare l’ambiente. L’importante è iniziare!

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I Segreti della Resilienza: Riflessioni dalla Vita Segreta degli Alberi di Peter Wohlleben

Recentemente ho letto il libro affascinante di Peter Wohlleben “La vita segreta degli alberi”. L’autore nel suo libro ci parla di come gli alberi interagiscono, comunicano, si aiutano a vicenda, si muovono e si difendono, e definisce i loro modelli di crescita. Insomma, gli alberi sono esseri sociali.

Non è interessante tutto questo? Il mondo delle foreste ci svela i straordinari meccanismi al suo interno.

Dalle sue parole, scopriamo una verità profonda: gli alberi silenziosi e nascosti che passano anni all’ombra coltivano una resilienza che resiste alle prove del tempo. Come segreti sussurrati condivisi tra gli antichi boschi, questi alberi ci insegnano pazienza e forza, mentre quelli piú esposti alla luce del sole sono piú vulnerabili e decadono piú in fretta. La loro crescita fugace non riesca a resistere alle difficoltá poste dall’esistenza.

Nella natura, troviamo saggezza – un promemoria senza tempo che la resilienza spesso risiede nell’ombra. La luce solare limitata comporta una crescita lenta, che porta allo sviluppo di legno denso che dura per generazioni.

Al contrario, gli alberi costantemente esposti al sole crescono rapidamente, producendo legno poroso suscettibile a funghi, lieviti, e muffe. Un albero che cresce rapidamente marcisce più velocemente e non ha mai la possibilità di invecchiare.

Possiamo trovare conforto nei profondi insegnamenti echeggiati da “La vita segreta degli alberi”. Questo libro illuminante rivela l’equilibrio intricato della natura, dove gli alberi sopportano pazientemente nell’ombra, coltivando una forza che trascende le generazioni. Mentre cerchiamo con urgenza soluzioni sostenibili per la nostra sopravvivenza su questo pianeta, ci viene ricordato che la vera resilienza non risiede nella crescita rapida, ma nella silenziosa forza coltivata nel tempo. Forse, abbracciando la saggezza del bosco, possiamo scoprire percorsi piú saggi e utili per mitigare la nostra impronta di carbonio e cominciare una relazione più armoniosa con il mondo.

Possiamo imparare molto dalla natura su come applicare i suoi principi e le sue strategie per un successo e una resilienza duraturi. La maestria narrativa di Peter Wohlleben porta il bosco alla vita, offrendo preziosi approfondimenti sui segreti della forza immensa che si trova nei boschi e nelle foreste.

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Alla scoperta delle ricchezze dell’Italia

Viaggiare all’estero é bello. Ma hai veramente bisogno di attraversare una frontiera per approfittare delle vacanze? Non ne sono certa. Ogni paese ha i suoi siti storici e culturali unici, ma vogliamo parlare del patrimonio culturale e artistico dell’Italia?

Ecco qui quattro ragioni in piú per restare in Italia quando vai in vacanza:

Sostieni l’economia. Viviamo in tempi di continua crisi, che erode il nostro potere d’acquisto e, d’altro lato, abbiamo bisogno di sostenere la nostra economia. Quando fai il turista nel tuo paese sostieni attivamente la tua economia. Tutti i soldi che spendi rafforzano e aiutano l’economia locale.

Risparmia denaro. Un grande viaggio puó essere costoso, perché invece non fare piccoli viaggi? Risparmia sui voli e sulle sistemazioni e usa il denaro rimasto in attivitá divertenti. Magari vai piú spesso al ristorante, la gastronomia italiana é unica al mondo (e secondo me pure la migliore!).

Impara di piú sul tuo paese. Tutti i paesi hanno la propria storia ed il proprio patrimonio. Viaggiando nel tuo paese puoi imparare qualcosa che prima non sapevi. E magari, svilupperai una maggiore connessione con la tua terra!


Photo by Rana Sawalha on Unsplash

Infine, fai un gesto positivo per l’ambiente. Sapevi che il l’intero settore aereo è responsabile di circa il 5% del riscaldamento globale?

Allora, sei pronto a considerare le meraviglie ancora inesplorate che ti aspettano all’interno del tuo paese?

Lascia che la tua prossima avventura sia una testimonianza dello splendore che l’Italia puó offrire.

Un cambiamento sostenibile: lavorare meno potrebbe salvare il pianeta?

Uno studio dell’Università del Massachusetts afferma che “lavorare meno fa bene all’ambiente”. Se passassimo il 10% in meno del nostro tempo al lavoro, la nostra impronta sulla terra sarebbe ridotta del 14,6%, soprattutto grazie alla diminuzione degli spostamenti e delle spese giornaliere.

Ci sono due correnti di pensiero contraddittorie su questa idea:

  1. quelli che pensano che gli stipendi possano rimanere invariati e che l’economia continuerebbe a crescere grazie ai miglioramenti tecnologici ed energetici nonostante le riduzione del tempo di lavoro; questa teoria ci spiega che l’inquinamento potrebbe ridursi grazie al cambiamento delle abitudini quotidiane, come ad esempio la preparazione dei propri pasti a casa anziché l’acquisto di cibo già preparato o preparato da altri;
  2. quelli che pensano che solamente riducendo gli stipendi si potrà raggiungere una significativa riduzione dell’impronta ecologica entro il 2050. Questa è la teoria della decrescita che poggia sul fatto che solamente con meno soldi a disposizione si può ridurre il consumo di beni materiali e quindi l’inquinamento e l’esaurimento delle risorse. Quindi, lavorando quattro giorni si riceverebbe un salario equivalente a quattro giorni.

Vorrei concentrarmi sulla decrescita perché sostengo questo approccio. Mi sembra evidente che continuando così l’umanità vada incontro a un esaurimento veloce delle risorse disponibili che causerà un declino improvviso e incontrollabile della popolazione e della capacità produttiva delle industrie. La teoria della decrescita è sicuramente radicale e ad alcuni pare eretica. Tuttavia, un rapporto dell’OCSE afferma che il consumo è aumentato del 50% negli ultimi 30 anni e che questo va di pari passo con un aumento della nostra impronta ambientale. La teoria della decrescita sostiene che si dovrebbe cominciare una progressiva diminuzione del consumo, cominciando proprio dalla riduzione del tempo di lavoro.

Serge Latouche, economista tra i padri fondatori della teoria della decrescita, spiega che: “Decrescita non significa indebolimento o sofferenza. Significa piuttosto trasformare il concetto di consumo in quello di uso: compro una cosa perché mi serve, se si rompe la faccio riparare (o la riparo da me) e alla fine della sua vita la riciclo. Significa anche spostare l’attenzione dalla quantità alla qualità. Il risultato sarà una società materialmente responsabile.

La decrescita è anche elogio della lentezza e della durata; rispetto del passato; consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione; indifferenza alle mode e all’effimero; attingere al sapere della tradizione; non identificare il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato; non chiamare consumatori gli acquirenti, perché lo scopo dell’acquistare non è il consumo ma, come dicevo prima, l’uso.

Perché quindi lavorare meno e guadagnare meno? Se il consumo di attività di divertimento o di piacere aumentasse grazie ad una settimana di lavoro più corta, si avrebbe un aumento significativo dell’impronta ecologica. Ecco quindi perché la riduzione del tempo di lavoro deve essere accompagnata dalla riduzione dello stipendio. Avremo comunque più tempo per noi, da dedicare alla nostra crescita personale, che non significa solamente attività di divertimento o di piacere.

La scelta cruciale dei nostri tempi dunque è tra impegnarsi urgentemente ad intraprendere il cammino della sobrietà a tutti i livelli o andare a tutta velocità verso l’esaurimento delle risorse e il crollo globale del nostro sistema, cosa che nessuno auspica.

In questo tempi difficili, con la minaccia dell’aumento di piú di 1,5 gradi della temperatura del pianeta, potremmo seriamente cominciare a riflettere su un futuro diverso per l’umanità, impegnandoci in una seria riduzione dei nostri consumi, senza aspettare che altri prendano decisioni per il futuro quando i cambiamenti devono avvenire ora.

Cosa ne pensi? Saresti disposto a lavorare meno, guadagnando meno e consumando meno (ma usando di più), iniziando così un percorso verso una società diversa da come la conosciamo oggi?

Alcune vecchie e buone abitudini dei nostri nonni farebbero bene all’ambiente

La crisi climatica è una delle maggiori sfide che l’umanità deve affrontare. Sempre più persone cercano di vivere responsabilmente e stanno diventando consapevoli che anche piccoli cambiamenti possono avere un impatto positivo sul futuro del nostro ambiente.

È giunto il momento di cambiare. Cambiare drasticamente le tue abitudini e attenersi ad esse può essere difficile. Ma questo è l’unico modo per far rifiorire il nostro pianeta (e anche il genere umano).

Ho trovato il contributo di Smelly Socks and Garden Peas  – Return to Past Habits – alla serie gestita dal Climate Change Collective, del quale faccio parte, molto interessante.

Ecco qui il mio adattamento del post di Smell.

Ci sono molte lezioni e abitudini che possiamo imparare dai nostri antenati quando si tratta di come vivere in modo sostenibile, riducendo al minimo il nostro impatto nell’ambiente. Molte delle azioni dannose di oggi sono intrinsecamente legate alla vita moderna. Guardare indietro a un’era meno tecnologica, può aiutarci a fare scelte più sostenibili. Per i nostri nonni e bisnonni, la mentalità del riutilizzo e del riciclo (arrangiarsi e riparare) non era guidata dalla consapevolezza dell’impatto ambientale, ma da questioni economiche e di disponibilità.

Ecco alcune buone, vecchie abitudini che potresti introdurre nella tua vita.

Coltiva i tuoi prodotti (se puoi)

Sempre più persone coltivano le proprie verdure come e dove possono. Che si tratti di pomodori ed erbe aromatiche sul davanzale della finestra, o delle fragole sul balcone, ogni passo é buono verso il raggiungimento del cosiddetto chilometro 0.  

Indossa un maglione

Questo è un po’ un mantra a casa mia. Ogni volta che mio marito si lamenta che fa freddo, la mia prima reazione è quella di dirgli di mettersi un maglione in piú. Quest’inverno siamo stati bravissimi perché comparando i consumi del primo trimestre 2022 con quelli del 2023, abbiamo scoperto di aver consumato decisamente meno. Così, non solo abbiamo speso meno, ma abbiamo pure ridotto le nostre emissioni di CO2, facendo del bene all’ambiente.

Riutilizzo dell’acqua

Quando lavi le verdure, o cuoci la pasta o il riso, perché non conservi l’acqua? Potresti riutilizzarla per lo sciacquone del WC.

Porta i tuoi elettrodomestici rotti a riparare

Ormai questi laboratori sorgono un po’ dappertutto. Generalmente un gruppo di volontari si rende disponibile una o due volte al mese, o anche a settimana, per aiutare a sistemare gli elettrodomestici che non funzionano più. Piuttosto che sostituire un tostapane perché un filo fa contatto, portalo in uno di questi laboratori e lo sistemeranno.

Usa i vestiti fino a quando non sono consumati

L’opposto del fast fashion, vero? Chiediti: “Ho davvero bisogno di un altro paio di jeans? Sono rovinati a tal punto da non poterli più mettere?”

Su Internet trovi tanti consigli per dare nuova vita a un abito vecchio, ma se proprio quei jeans non li vuoi più perché non te li vedi più bene addosso, non buttarli via, portali piuttosto in un negozio di beneficenza o di seconda mano, dove potresti comprarne un altro paio per te.

Allora sei pronto per tornare indietro nel tempo, adottando qualche buona vecchia abitudine?

Climate Action: The Urgent Need For A Sustainability Mindset – transatlantic | notes

A sustainability mindset is one that focuses on the long-term goals of environmental justice and progressive climate action. It’s thinking and acting in a way that promotes and supports beneficial practices that protect and conserve the health and future prosperity of our planet.
— Leggi su transatlanticnotes.com/2023/02/08/climate-action-the-urgent-need-for-a-sustainability-mindset/

Come risparmiare soldi aiutando l’ambiente

Dall’inizio della guerra contro la Russia, in Europa stiamo vivendo una crisi senza precedenti. I governi ci hanno consigliato di ridurre il nostro consumo energetico e anch’io sto cercando di adeguarmi a queste indicazioni, anche se, devo ammetterlo, a volte è difficile.

Tuttavia, ho scoperto che facendo piccoli passi, non solo si puó risparmiare energia (e denaro) ma si contribuisce anche a proteggere l’ambiente riducendo le emissioni.

Le famiglie generano circa un quarto di tutte le emissioni dirette di CO2 prodotte oggi nell’UE. E lo sapevi che tre quarti dell’energia utilizzata dalle case in tutta l’UE è destinata al riscaldamento e al condizionamento?

Vediamo quindi come è possibile ridurre il consumo energetico contribuendo alla riduzione delle emissioni nello stesso tempo.

Riscaldamento e Condizionamento
  • Non surriscaldare l’acqua.  Imposta la tua caldaia a una temperatura massima di 60°C per farla funzionare in modo efficiente.
  • Usa il termostato con saggezza.  Sapevi che la tua casa non si riscalda più velocemente se alzi il termostato? Aumentare la temperatura fa alzare la temperature massima nella tua casa.
  • Chiudi le tende o le persiane nelle giornate calde per ridurre la luce del sole che entra nella tua casa.
  • Quando fa caldo usa un ventilatore.  I ventilatori consumano molta meno energia rispetto ai condizionatori d’aria.
Isolamento
  • Sostituisci le finestre con vetri singoli con quelle con doppi vetri. Le finestre con doppi vetri perdono il 50-70% in meno di calore. Oggi poi esistono anche a triplo vetro.
  • Non puoi installare i doppi vetri?  Tende spesse o pannelli isolanti rimovibili ridurranno il flusso di aria fredda nella tua casa.
  • Gli spifferi possono causare una grande fonte di perdita di calore.  È possibile risparmiare energia sigillando gli spazi vuoti intorno alle finestre e mettendo anti-spifferi sotto le porte. Anche chiudere i buchi della serratura può fare la differenza!
  • Isola i serbatoi dell’acqua calda, i tubi di riscaldamento centralizzato e le cavità delle pareti.  Se non è possibile isolare in questo modo, monta riflettori isolanti sulla parete dietro i radiatori.
In cucina
  • Acquista elettrodomestici ad alta efficienza energetica.  Quando acquisti un elettrodomestico controlla che sia ad alta efficienza energetica leggendo la valutazione del produttore.  La valutazione varia da A+++ (più efficiente) a G (meno efficiente). Una lavastoviglie A+++ utilizza solo la metà dell’energia utilizzata di una lavastoviglie di classe D.
  • Controlla che il tuo forno sia sigillato correttamente.  Se devi sostituire il forno, scegli un modello di classe A: questo potrebbe farti risparmiare circa € 200 nel corso della sua vita rispetto a uno di classe D.
  • Evita di lavare i piatti a mano se hai una lavastoviglie.  Le lavastoviglie moderne consumano meno acqua ed energia – e la maggior parte ha una modalità “Eco” – ma usala solo quando è piena!
  • Fai bollire solo una volta l’acqua di cui hai bisogno.  Se hai lasciato l’acqua calda in un bollitore solo per pochi minuti, non è necessario metterlo in funzione un’altra volta. L’acqua sarà ancora calda.
Lava in modo intelligente
  • Riempi la lavatrice.  Non fare un lavaggio se hai solo pochi capi di abbigliamento. Aspetta fino a quando hai un carico completo, ma non superare il peso massimo consentito.
  • Scegli la temperatura più bassa. Oggi i detergenti sono così efficienti che puliscono la maggior parte dei vestiti anche a basse temperature.
  • Seleziona l’opzione “riduci tempo”, se disponibile nella tua lavatrice.
  • Salta il ciclo di prelavaggio se i tuoi vestiti non sono molto sporchi.
  • Evita l’uso di un’asciugatrice, se possibile.  Un ciclo di asciugatrice può utilizzare il doppio dell’energia rispetto a un ciclo medio di lavatrice.
Risparmia energia elettrica
  • Sostituisci le lampadine a incandescenza o alogene con quelle a LED, più efficienti dal punto di vista energetico.  Una lampadina a LED ti fa risparmiare perché dura circa 20 anni.
  • Spegni i tuoi dispositivi. I dispositivi connessi a Internet come smart TV, stampanti e console di gioco del 2016 o prima possono utilizzare fino a 80 watt di elettricità quando sono in modalità standby. È possibile utilizzare una singola ciabatta multi-presa per spegnerli tutti insieme.
  • Chiedi al tuo fornitore di energia informazioni sull’installazione di un contatore intelligente.  I sistemi di misurazione intelligenti per gas ed elettricità potrebbero ridurre del 3% il tuo consumo di energia.
  • Scegli l’energia verde. La maggior parte dei fornitori di energia offre tariffe elettriche “verdi”, che supportano l’espansione delle fonti di energia rinnovabile come l’eolico e il solare. Se sei proprietario del tetto di casa tua, potresti considerare l’installazione di pannelli solari o fotovoltaici per generare acqua calda e parte dell’elettricità.

Cosa sei pronto a a fare per ridurre il tuo consumo energetico, risparmiando soldi e aiutando l’ambiente?