The Power of Intuition

Intuition has always been a fascinating subject of study. It is generally associated with genius, because the greatest scientific discoveries happened thanks to moments of intuition.

Einstein wrote:

Intuition is a sacred gift of which reason is a faithful servant. We have created a society that honours the servant and forgets the gift.

In addition, we all know that it is thanks to our intuition that we make some of the decisions of our lives, even if we consider ourselves rational and Cartesian beings.

From the point of view of the Eastern religions (Buddhism, Hinduism, Taoism) there is no mystery. In the traditional languages of these millennial wisdoms, the terms designating knowledge, consciousness, lucidity are often identical.

Attachment to mental constructions, beliefs, and concepts, as well as the mental agitation that accompanies it, are seen by them as a veil over primordial intelligence. Buddhists explain it like that:

if we do not stir water, it will become clear by itself. In the same way, if we leave unchanged the nature of the spirit, and we do not manipulate it, it will find peace and clarity on its own.

But let’s go back to the West and see that to make a decision we will evaluate three elements:

  1. rational analysis,
  2. emotional aspect,
  3. intuitive wisdom.

However, if we practise meditation, thoughts and emotions would calm down, and intuition would manifest. In fact, there are several testimonies from practitioners who tell that the most creative ideas came at the end of their meditation.

In a linear, predictable, and orderly environment, a rational analysis is often more effective for deciding and planning an action.

On the contrary, in a volatile, unpredictable, or chaotic environment, when the human element predominates, intuitive intelligence becomes useful.

Therefore, meditation is more and more used in our times, as we live in an ever-increasing insecurity and instability.

How intuition works

Intuition draws on three main resources.

  1. Like a tree, the first source is the ramification of its roots. It is the entirety of information, of experiences lived in the past and stored in the unconscious.
  2. The second source is comparable to the leaves of a tree. These are the strong or weak signals, picked up in the present instant.  All these signals are undefined and cannot be evaluated by rational analysis.
  3. The third source is collective intelligence. In fact, our personal intuition can go beyond temporal and spatial limitations. Intuitive intelligence can tap into a nearly unlimited source, outside the limits of time, space, and the individual. All this is normal according to Buddhist philosophy where, for example, the individual, time, and space are conceptual categories created by the mind.
two brown trees
Trees – Photo by Johannes Plenio on Pexels.com
How do you synthesize these sources of information?

Cognitive science researchers have tried to answer.

Just before an intuition, there is a “letting go” moment, a descent within us. Then, suddenly, the presence increases, there is a kind of awakening, a feeling of unity and inner agreement. There is also a feeling of evidence, of surprise, of amazement and wonder.

These are the elements that we also find in a meditative experience: letting go, increased presence, awakening, unity.

It is necessary to emphasize the essential place occupied by the body in intuitive intelligence.

How many times have you made rational or emotional decisions while your body opposed it? Did you regret this decision a few days, months or years later? It happened to me several times in my life. I should have listened to the signals that my body sent me and taken them into account when making my decision.

In this regard, body scan meditation can help to develop this sixth sense of intuition. We shall also consider that if we constantly ignore the body’s messages, we might experience illness, pain, or disorder. Which is what happened to me.

Intuition, beyond the help it provides us in making decisions, is our deep inner voice, our wisdom, our most precious guide. It is important to learn to listen to it and to look after it.

To conclude if you hesitate to follow your intuition, try asking yourself these two questions, which will help you clarify what is at stake:

  1. What do I risk following my intuition?
  2. What do I not risk following my intuition?

What do you think about intuition? Do you agree with me that it is powerful?

This article has been previously published on Wise&Shine magazine.

Il potere dell’intuizione

Da sempre l’intelligenza intuitiva affascina l’uomo. Viene associata in genere al genio, perché le grandi scoperte scientifiche sono avvenute grazie a degli istanti di intuizione, al di fuori dell’analisi razionale.

Il potere dell’intuizione

Einstein ha scritto:

“L’intuizione è un dono sacro del quale la ragione è un servitore fedele. Abbiamo creato una società che onora il servitore e che dimentica il dono.”

D’altro canto, noi tutti sappiamo che è grazie all’intuizione che prendiamo le decisioni della nostra vita, piccole o grandi che siano, anche se ci proclamiamo esseri razionali e cartesiani.

Dal punto di vista delle grandi religioni orientali (Buddismo, Induismo, Taoismo) non c’è nessun mistero. Nelle lingue tradizionali di queste religioni millenarie, i termini che designano conoscenza e coscienza sono spesso identici.

L’attaccamento alle costruzioni mentali, alle credenze e ai concetti, così come l’agitazione mentale che l’accompagna, sono visti da queste religioni come un velo sull’intelligenza primordiale. Il seguente aforisma buddista si rivela in modo decisamente pertinente per la vita quotidiana:

“se non rimescoliamo l’acqua essa diventerà limpida. Allo stesso modo la natura dello spirito è tale che, se lo lasciamo, se non lo manipoliamo, troverà da solo la pace e la chiarezza originali.”

Ma torniamo in Occidente per vedere cosa è successo da quando è stata introdotta la Mindfulness (meditazione in piena coscienza) negli anni ’90.

Si è parlato del tema di come prendere le decisioni. Per prendere una decisione, dobbiamo valutare tre elementi:

  1. l’analisi razionale,
  2. l’aspetto emotivo
  3. l’intelligenza intuitiva.

Praticando la meditazione, i pensieri e le emozioni si calmano, e l’intuizione si manifesta. In effetti, ci sono diverse testimonianze di praticanti che raccontano che le idee più creative sono arrivate alla fine della loro meditazione.

In un ambiente lineare, prevedibile e ordinato è spesso più efficace un’analisi razionale per decidere e pianificare un’azione. Al contrario, in un ambiente volatile, imprevedibile o caotico, quando predomina l’elemento umano, l’intuizione diventa utile.

È per questo che la meditazione è sempre più usata ai nostri tempi, dove viviamo con un’insicurezza e un’instabilità sempre in aumento.

Il meccanismo dell’intuizione

L’intuizione va ad attingere a tre risorse principali.

  1. Come un albero, la prima fonte è la ramificazione delle sue radici. Si tratta della totalità delle informazioni, delle esperienze vissute in passato e immagazzinate nell’inconscio.
  2. La seconda fonte è paragonabile alle foglie di un albero. Si tratta dei segnali forti o deboli, captati nell’istante presente. Tutti questi segnali sono indefiniti e non possono essere valutati dall’analisi razionale.
  3. La terza fonte è l’intelligenza collettiva. Infatti, la nostra intuizione personale può andare al di là delle limitazioni temporali e spaziali. L’intelligenza intuitiva ha la facoltà di attingere a una fonte virtualmente illimitata, fuori dai limiti del tempo, dello spazio e dell’individuo. Tutto questo è normale secondo la filosofia buddista dove, per esempio, l’individuo, il tempo e lo spazio non sono che categorie concettuali creati dalla mente.
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Meccanismo – Photo by Ej Agumbay on Pexels.com

Come si sintetizzano queste fonti di informazioni?

I ricercatori di scienze cognitive hanno provato a rispondere.

Poco prima di un’intuizione, avviene un “lasciar andare”, una discesa dentro di noi, un’assenza di controllo e di attività mentale. Poi, all’improvviso, la presenza aumenta, si ha una specie di risveglio, un sentimento di unità e accordo interiore. Si prova una sensazione di sorpresa, di stupore e di meraviglia.

Questi sono gli elementi che troviamo anche in un’esperienza meditativa: lasciare andare, assenza di attività mentale, presenza aumentata, risveglio, unità. Ed è anche questo che ci ricollega all’approccio buddista.

Bisogna anche sottolineare il posto essenziale occupato dal corpo nell’intelligenza intuitiva.

Quante volte abbiamo preso delle decisioni razionali o emotive mentre il nostro corpo si opponeva con tutte le sue forze? Ci siamo pentiti di questa decisione qualche giorno, mese o anno dopo?

Per quanto mi riguarda, mi è successo diverse volte nella vita. Avrei dovuto ascoltare i segnali che il corpo mi mandava e tenerne conto nel prendere la mia decisione.

A questo proposito, la meditazione cosciente sulle diverse parti del corpo può aiutare a sviluppare il “sesto senso” dell’intuizione.

Dobbiamo anche considerare che se ignoriamo costantemente i messaggi del corpo, la nostra verità interiore potrà poi manifestarsi sotto forma di malattia, dolori, o disordini di diverso tipo.

L’intelligenza intuitiva, al di là dell’aiuto che ci fornisce nel prendere decisioni, è la nostra voce interiore profonda, la nostra saggezza, la nostra guida più preziosa. È nostro compito imparare a ascoltarla e ad accudirla.

Per concludere, se esiti a seguire la tua intuizione, prova a chiederti queste due domande, che ti aiuteranno a chiarire quello che c’è in gioco:

  1. Che cosa rischio se seguo la mia intuizione?
  2. Che cosa non rischio se seguo la mia intuizione?

Tu ti affidi alla tua intuizione?

Una versione piú lunga di questo articolo é stato pubblicato in precedenza sul sito Igea Notizie.

Cultivating Trust in Life

In life it happens sometimes that the difficulties are transformed into problems and that the efforts necessary to solve the complexities that life presents to us are important and sometimes last a long time. Sometimes we feel discouraged, and we feel like saying “Enough, I can’t take it any longer, when will it end?”. That’s how we lose trust in life.

Those who know the universal law of alternation continue to have confidence in life, whatever happens because they know that everything is change, renewal and impermanence. They were able to observe that an expansion necessarily follows a contraction and that after dark the light returns.  They are aware that one day things will change, and that life will make them smile again.

The guides who accompany the great expeditions in Kilimanjaro, one of the highest mountains in the world, use a Swahili expression to comfort fatigued walkers: “Polé, polé”, which means “slowly, slowly, one step at a time”.

Without interpreting what happens to us or projecting ourselves into a future that we do not know, we are left with only the concrete possibility of welcoming our moments of misfortune, without resisting them, because all the efforts will only cause loss of energy.

So, go ahead, keep on with trust in life, and slowly, slowly, one step at a time, you will find the light at the end of the tunnel.

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Light – Photo by Ksenia I on Pexels.com

Coltivare fiducia nella vita

A volte nella vita succede che le difficoltà iniziali possano trasformarsi in veri e propri problemi e che gli sforzi necessari per risolvere le complessità che la vita ci presenta sono veramente importanti e a volte durano anche a lungo. Per questo potremmo sentirci scoraggiati e ci verrá da dire “Basta, non ne posso più, quando finirà?”. E’ cosí che perdiamo fiducia nella vita.

Coloro che conoscono la legge universale dell’alternanza continuano, invece, a mantenere fiducia nella vita, qualsiasi cosa succeda perché sanno che tutto è cambiamento, rinnovamento e impermanenza. Hanno potuto osservare che ad un’espansione segue necessariamente una contrazione e che dopo il buio torna la luce.  Sono consapevoli che un giorno o l’altro le cose cambieranno e che la vita tornerá a farli sorridere.

Le guide che accompagnano le grandi spedizioni nel Kilimangiaro, una delle montagne più alte del mondo, utilizzano un’espressione swahili per confortare i camminatori affaticati: “Polé, polé”, che significa “piano, piano, un passo alla volta”.

Senza interpretare quello che ci accade, né proiettarci in un futuro che non conosciamo, ci resta solo la possibilità concreta di accogliere i nostri momenti di sfortuna, senza opporci ad essi, perché ogni sforzo sarebbe inutile e ci causerebbe solo una grande perdita di energia.

Perciò, vai avanti, piano, piano, un passo alla volta, e continua ad avere fiducia nella vita, perché alla fine del tunnel ritroverai la luce.

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Luce – Photo by Ksenia I on Pexels.com