Perché vale la pena essere curiosi

Tutti nasciamo curiosi. Perché vale la pena essere curiosi? La curiosità offre dei grandi vantaggi: dal mantenere giovane e aperta la nostra mente all’aiutarci ad affrontare con successo i cambiamenti.

Ma non tutti la viviamo allo stesso modo. C’è chi è affascinato da Instagram per curiosare nella vita degli altri mentre altri concentrano il loro interesse sulla conoscenza di cose materiali, come ad esempio il funzionamento del motore di una macchina.

In entrambi i casi si tratta di persone curiose, ma alcune ricerche hanno dimostrato che ad essere diverso diverso é il tipo di curiosità che abbiamo, ed é questo che contribuisce a definire le nostre abilità.

Diamo un’occhiata alla tipologia individuata dalla ricerca svolta da Kashdan insieme ad altri autori.

Esplorazione gioiosa

Questo è il classico tipo di curiosità. Stai cercando qualcosa relativo a nuove conoscenze o informazioni, dall’imparare a cucinare un piatto che ti è piaciuto al sapere chi ha costruito un determinato edificio. Questa curiosità, come indica il nome, è legata alla gioia di apprendere qualcosa che non conoscevi prima.

Ansia per la mancanza di informazioni

Questa dimensione ha un tono emotivo diverso. Mentre la precedente ti dà gioia, in questo caso si entra in tensione o ansia per sapere come risolvere un problema durante un esame o per ricordare un dato, che non ti viene in mente, per esempio.

Tolleranza allo stress

Si attiva quando si accetta il dubbio o l’ansia di fronte a eventi nuovi, complessi o sconosciuti. In qualche modo ti aiuta a ridurre la resistenza ai cambiamenti. Ti permette di chiederti cosa ci può essere oltre la paura, ad esempio quando ti trovi davanti ad un cambiamento sul lavoro.

Curiosità sociale

Qui vengono inquadrate le situazioni in cui vogliamo sapere cosa pensano e fanno gli altri quando osservano, parlano o ascoltano conversazioni. È il desiderio di conoscere la vita degli altri attraverso la stampa, la televisione o i social network.

Ricerca di emozioni

E’ la dimensione che ti porta ad affrontare rischi di qualsiasi tipo per cercare nuove esperienze. Per esempio, ci sono persone che praticano sport estremi o che si recano in un paese rischioso per il piacere dell’avventura.

Secondo una ricerca condotta nel 2018 su oltre 3.000 lavoratori negli Stati Uniti, in Germania e in Cina, l’84% ha riconosciuto che la curiosità consente di generare nuove idee e il 64% che li aiuta a ottenere una promozione lavorativa. Inoltre, secondo le conclusioni dello studio, le prime quattro dimensioni della curiosità migliorano i risultati sul lavoro mentre le persone con un’elevata curiosità sociale riescono a risolvere meglio di altri i conflitti e riescono anche ad ottenere fiducia piú facilmente.

In conclusione, ognuno può avere sviluppate tutte o alcune delle dimensioni precedenti. C’é chi ne avrá quattro o cinque, chi sará piuttosto un “esploratore gioioso”, chi invece sará piú propenso a risolvere problemi, e chi infine, grazie alla sua curiositá sociale risulterá piú empatico.

Tu in quale categoria ti riconosci?

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La curiositá é tipica dei bambini – Photo by Pixabay on Pexels.com

Proverbi di settembre

Eccoci qua in settembre, il mese che segna la fine delle vacanze estive per la maggior parte di noi. C’é anche, peró, chi come me ne approffitta per prendere un altro po’ di sole e farsi un ultimo bagno prima della lunga pausa invernale.

Ho pensato di raccogliere alcuni proverbi tipici del mese di settembre. Eccoli qui:

A settembre che è esperto non viaggia mai scoperto.

Di settembre e d’agosto, bevi il vin vecchio e lascia stare il mosto.

Di settembre l’uva rende e il fico pende.

Di settembre la notte col dì contende.

A settembre pioggia e luna, è dei funghi la fortuna.

Aria settembrina fresco la sera e fresco la mattina.

Ne conosci degli altri? Quali?

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Photo by Tijana Drndarski on Pexels.com

Buon Ferragosto!

Sai perché il 15 di agosto si chiama Ferragosto?

Oggi, Ferragosto, é una festa religiosa, ma la più famosa festa estiva deriva dalla festività romana Feriae Augusti (riposo di Augusto), istituita appunto dall’imperatore Augusto nel 18 a.C. per concedere un periodo di riposo e celebrazioni successivi ai Consalia, le feste di fine del lavoro agricolo. I giorni delle Feriae Augusti servivano proprio a riprendersi dalle fatiche dei campi e a celebrare il raccolto.

E’ consuetudine passare questa giornata facendo una scampagnata, al mare o in montagna, magari portando con sé il cestino per un pic nic e forse farsi qualche gavettone, se il tempo lo permette. A volte, infatti, nonostante sia una festa nel mese tradizionalmente piú caldo dell’estate, puó capitare qualche temporale.

Non lasciarti influenzare dal tempo e passa comunque una bella giornata!

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Photo by Laker on Pexels.com

Cosa ho imparato da Leonardo da Vinci

Leonardo da Vinci è stato il genio più creativo della storia. Certo dire che io ho imparato delle cose da Leonardo è forse un po’ azzardato, perché in effetti Leonardo è l’incarnazione stessa del genio.

Come sappiamo, Leonardo ha vissuto in un’epoca particolare per l’umanità, il Rinascimento, quando la letteratura, la filosofia, le scienze e le belle arti hanno conosciuto uno splendore senza precedenti. L’Italia era in pieno slancio economico e Firenze era diventata la capitale dell’arte.

Leonardo nasce non lontano da Firenze, a Vinci nel 1452. A Firenze impara la pittura, la scultura, l’architettura, la musica, la natura, la scienza, la geografia, la poesia e chi più ne ha più ne metta, perché Leonardo non si è fatto mancare nulla. Del resto abbiamo detto che è un genio, no?

Vediamo alcuni dei suoi principali capolavori:

  1. L’ultima cena, dipinto mitico di difficile conservazione perché Leonardo utilizzò una tecnica di sua invenzione che però nel tempo si rivelò poco adatta.
  2. L’uomo vitruviano, il famoso disegno che illustra le proporzioni del corpo umano.
  3. La Gioconda, ovvero la Monna Lisa, una delle opere più famose e viste al mondo.
Photo by Markus Baumeler on Pixabay

Altre opere sono meno famose ma non meno importanti:

  1. Il Codice Atlantico, che raggruppa la più ampia collezione di scritti e disegni di Leonardo.
  2. Le sue invenzioni futuriste come l’elicottero, l’aereo e il sottomarino.
  3. L’immensa statua raffigurante un cavallo: 70 tonnellate di bronzo e 7 metri d’altezza.

Cosa spingeva Leonardo a fare queste opere, così diverse tra loro? Io penso che sia stato mosso principalmente dalla curiosità di sperimentare e scoprire nuovi orizzonti. Adorava creare e fare delle cose con le sue mani. Amava sognare, progettare, costruire e mettere gambe alle sue idee.

Occuparsi di tutti i suoi progetti, uno dopo l’altro e a volte anche in parallelo, rappresentava per Leonardo lo scopo della sua vita.

La lezione che Leonardo mi ha insegnato è che nella vita bisogna provare, sbagliare e ricominciare per andare avanti. Non importa quante difficoltà incontri. Sicuramente Leonardo è dovuto passare attraverso una serie di sconfitte per arrivare dove é arrivato, ma con determinazione e impegno si é guadagnato il titolo di genio di tutti i tempi. Non ci si dimentica delle sconfitte, ma per potere progredire bisogna imparare da esse.

Quali lezioni hai imparato nella tua vita?

Photo by Bessy on Pixabay

Perché fare le vacanze in Italia

Viaggiare all’estero é bello. Ma hai veramente bisogno di attraversare una frontiera per approfittare delle vacanze? Non ne sono certa. Ogni paese ha i suoi siti storici e culturali unici, ma vogliamo parlare del patrimonio culturale e artistico dell’Italia?

Ecco qui quattro ragioni in piú per restare in Italia quest’estate:

Sostieni l’economia. Specialmente negli ultimi tempi, con la diffusione della pandemia del COVID-19, abbiamo bisogno di sostenere la nostra economia. Dobbiamo farlo adesso. Quando fai il turista nel tuo paese sostieni attivamente la tua economia. Tutti i soldi che spendi rafforzano e aiutano l’economia locale.

Risparmia denaro. Un grande viaggio puó essere costoso, perché invece non fare piccoli viaggi? Risparmia sui voli e sulle sistemazioni e usa il denaro rimasto in attivitá divertenti. Magari vai piú spesso al ristorante, la gastronomia italiana é unica al mondo (e secondo me pure la migliore!).

Impara di piú sul tuo paese. Tutti i paesi hanno la propria storia ed il proprio patrimonio. Viaggiando nel tuo paese puoi imparare qualcosa che prima non sapevi. E magari, svilupperai una maggiore connessione con la tua terra!


Photo by Rana Sawalha on Unsplash

Infine, parli la tua lingua. Un’altro vantaggio dello stare nel proprio paese é che non devi comunicare in una lingua diversa dalla tua.

Allora, dove andrai in vacanza? Starai in Italia?

Scambio di prodotti, ovvero ritorno al baratto

Estate 1959, Mosca. Durante una riunione ufficiale, il capo dell’Unione sovietica, Nikita Chruščëv, beve una Pepsi Cola. Yes, vittoria! Si rallegra discretamente un membro della riunione.

L’uomo contento è un rappresentante della famosa marca americana di bibite, Donald Kendall.  Quella sera, Kendall aveva un obiettivo: convincere i russi a vendere la loro bibita in quel paese immenso.

Però Kendall ha gridato vittoria troppo presto. Se a Chruščëv piace la Pepsi, siamo ancora ai tempi della “guerra fredda”. Non se ne parla proprio di consumare un prodotto proveniente dall’America capitalista!

Ma qualche anno dopo, quando le relazioni tra i due paesi migliorano, Pepsi tenta di nuovo il colpo. E questa volta i russi ci vedono anche un loro interesse perché potranno vendere vodka agli americani.

L’affare si potrà fare solo senza utilizzare la moneta: la Russia rifiuta i dollari dei capitalisti americani e non può far uscire i rubli dal paese.

Quindi si ritorna alla forma più antica di scambio: il baratto. I russi autorizzano gli americani a vendere la loro bibita sul loro suolo, in cambio della vendita di vodka sul suolo americano.

Questo scambio Pepsi contro vodka continua per degli anni, ma nel 1979 gli USA non vogliono più scambiare Pepsi per vodka.

Quindi Pepsi trova un’alternativa. Anziché regolare gli scambi in vodka, i russi potranno pagare con le loro vecchie navi di guerra. Pepsi rivende così la vecchia ferraglia per ottenere un buon profitto.

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Cosa ne pensi? Hai mai scambiato degli oggetti personali con dei tuoi amici? Ti piacerebbe farlo, come quando eri bambino/a e scambiavi le figurine?

Sai che esistono delle reti di scambio locale, non solo per prodotti ma anche per servizi? In Italia, ad esempio, abbiamo la Banca del tempo.

Oggi si sente anche parlare di “sharing economy“, cioé quel tipo di modello in cui gli individui affittano o “condividono” cose come la propria auto, casa e/o tempo con altri. Per anni abbiamo scambiato casa per le nostre vacanze estive tramite la piattaforma Home Based Holidays, ed ha sempre funzionato benissimo. Niente paura se lasci la tua casa in mani di sconosciuti, per loro é la stessa cosa!

In tempi di crisi non sarebbe male cominciare ad usare nuovi modelli economici, scambiarci le cose che abbiamo, affittarle o venderle per pochi soldi. Qualche anno fa, ad un mercatino dell’usato comprai per 2 euro un maglioncino di una famosa marca francese. Di fronte alla mia faccia stupita, la signora mi disse: “Quello che non piace più a me, piace a te.” E’ proprio questo il principio: anziché continuare a comprare cose delle quali ci stanchiamo presto, un po’ come i bambini con i giocattoli, potremo iniziare a scambiarcele. Faremo così un passo verso un’economia più sostenibile, riducendo la nostra impronta ecologica perché si produrrebbero meno beni e logicamente si userebbero meno risorse, che sappiamo essere limitate. Di conseguenza, si ridurrebbe l’inquinamento, anche perché potremmo riciclare di piú. Se poi abbiamo bisogno di una cosa solo una volta, perche comprarla quando la possiamo chiedere in prestito? Tutto questo é anche nell’ottica della teoria della decrescita. Non dimentichiamo poi che questo modello rafforzerebbe anche la nostra appartenenza alle comunitá locale.

A proposito, quel maglioncino lo uso ancora oggi!

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