10 azioni eco-responsabili

Ci sono tante azioni eco-responsabili che puoi incorporare nella tua vita quotidiana. Sempre più persone stanno cercando di vivere responsabilmente e di prendere coscienza dei piccoli cambiamenti che si possono apportare per avere un impatto positivo sul futuro del nostro pianeta.

È arrivato il momento del cambiamento. Si tratta di introdurre alcuni possibili e significativi aggiustamenti nella tua vita quotidiana. Tutti dovremmo provare a mobilitarci. Per aiutarti a iniziare, ti propongo di provare queste 10 azioni eco-responsabili.

1 – SCEGLI BENE DOVE VESTIRTI

Oggi, purtroppo, molti articoli di moda sono ancora prodotti in fabbriche con condizioni di lavoro deplorevoli. Prima di correre in negozio per comprare dei vestiti, fai qualche ricerca e scegli i marchi che vendono abbigliamento prodotto eticamente. Fai del bene al pianeta e a te stesso/a.

2 – RICARICARE, RIDURRE, RIUTILIZZARE

Scegliere la sostenibilità non significa non poter più godere di momenti di benessere, si tratta semplicemente di adottare comportamenti quotidiani sostenibil. Acquista le ricariche per un gran numero di prodotti, come creme per il viso o saponi liquidi, così potrai continuare a prenderti cura di te stesso/a e goderti momenti di benessere contribuendo a ridurre gli sprechi inutili. Puó sembrarti ovvio, ma acquista solo i prodotti che usi. Assicurati di finirli prima di acquistarne altri. Quando consideri l’acquisto di una ricarica, dai un’occhiata ai numeri che mostrano le riduzioni dell’impatto. Ti renderai conto degli sforzi che stai facendo per la salvaguardia dell’ambiente.

3 – USA LA BICI

L’anidride carbonica e altri gas serra emessi dalle automobili contribuiscono all’inquinamento e quindi al riscaldamento globale. Se lavori lontano da casa, prendere la bici ogni mattina può sembrarti difficile. Se non ce la fai a pedalare fino al lavoro, perché non andare almeno fino alla stazione degli autobus, della metropolitana o dei treni? Ci sono solo vantaggi: lasciare respirare il pianeta per pochi istanti, risparmiare un po’ di denaro, e mantenerti in forma.

4 – MANGIA MENO CARNE E ZUCCHERO

Secondo gli scienziati, il modo più efficace per proteggere il futuro del nostro pianeta è adottare una dieta a base di verdure su base più regolare e limitare l’assunzione di zucchero. L’industria alimentare consuma molta energia. Consumando cibi di stagione, idealmente verdure e frutti prodotti localmente, anche tu puoi agire per il pianeta. I cibi vegani e vegetariani possono essere incredibilmente gustosi. Puoi provare a fare la spesa presso il fruttivendolo vicino a casa invece che al supermercato. Forse c’è una fattoria vicino a te, o anche un orto locale dove i tuoi vicini coltivano e vendono frutta e verdura? Oppure potresti coltivarli tu stesso/a? Ancora meglio, perché avrai contribuito alla riduzione dei chilometri percorsi per il trasporto.

5 – VIAGGIA CON DISCERNIMENTO

Nel 2020 molti di noi hanno viaggiato meno rispetto agli anni precedenti. Potresti cercare di limitare il più possibile i viaggi aerei non necessari. Trasforma il tuo prossimo viaggio all’estero in una vacanza a casa o considera un altro mezzo di trasporto, come il treno o la bicicletta. Pensa al viaggio come parte della tua vacanza. Non concentrarti solo sulla destinazione. Perché non andare in vacanza in treno leggendo un buon libro?

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Viaggiare in treno – Photo by Krivec Ales on Pexels.com
6 – SCEGLI L’ENERGIA RINNOVABILE

Quando si pensa all’energia rinnovabile, le prime cose che vengono in mente sono le auto elettriche e i pannelli solari. In effetti, potresti investire in queste soluzioni, ma non sempre è possibile. Un modo molto semplice per fornire energia sostenibile alla tua casa é quello di optare per un fornitore di energia verde. Queste aziende offrono gas o elettricità allo stesso modo delle aziende tradizionali, ma in modo più rispettoso dell’ambiente grazie all’energia da fonti rinnovabili, come vento, sole o acqua.

7 – PRENDI LE COSE IN PRESTITO

Opta per la condivisione, il prestito o l’affitto piuttosto che l’acquisto di oggetti. Prendi in prestito il trapano dal tuo vicino, rinfresca temporaneamente il tuo guardaroba con il noleggio di vestiti (perfetto per il fast fashion o per occasioni speciali) e scambia libri con gli amici, o guarda nei punti di book-crossing.

8 – OTTIMIZZA I PERCORSI QUOTIDIANI

A causa della pandemia, molti di noi hanno smesso di prendere i mezzi pubblici. Se preferisci andare al lavoro in macchina o stai pianificando una gita di un giorno, perché non suggerire ai tuoi colleghi o amici di venire con te?

Sapevi che la pressione dei tuoi pneumatici ha un impatto sulle emissioni di carbonio della tua auto? Controlla piú spesso la pressione dei tuoi pneumatici, lo puoi fare anche nelle stazioni di rifornimento di carburante.

9 – LAVA IN MODO INTELLIGENTE

In bagno, l’impatto maggiore sull’ambiente non viene dai prodotti per la cura, ma dall’energia utilizzata per riscaldare l’acqua della doccia. Ciò rappresenta circa il 77% dell’impatto ambientale del tuo bagno, se l’acqua che usi é riscaldata con il gas. Il gas libera CO2 e ossidi di azoto che danneggiano le vie respiratorie, la crescita delle piante e lo strato di ozono. Secondo una ricerca, i prodotti per la cura della pelle rappresentano solo il 5% dell’impatto della tua impronta ambientale complessiva. Prendi in considerazione l’acquisto di un soffione doccia economico a risparmio idrico. Risparmi molta acqua facendo la doccia allo stesso modo.

10 – PENSA FUORI DAGLI SCHEMI

Piccole azioni si sommano e, se sperimenti soluzioni creative, anche la tua mentalità cambierà in meglio. Un esempio? Riutilizza le scatole regalo per conservare piccoli souvenir, gioielli, lettere o foto.

Quale azione pensi di adottare subito?

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Pensare fuori dagli schemi – Photo by Andy Sutioso on Pexels.com

Il giro del mondo

Un po’ di tempo fa, in un negozio di vestiti, vedo un bel paio di jeans, che non sono neanche cari.

Però, dettaglio curioso, nessuna etichetta che ne indichi la provenienza, nessun “made in”. Decido di iniziare una piccola indagine, chiedendo per prima cosa al commerciante, che non ne ha la minima idea. Mi fingo allora membro di un’associazione di consumatori, gli elenco tutta una serie di normative che sta violando e quindi mi da l’indirizzo del magazzino dove li ha comprati.

Telefono a questo magazzino, sempre fingendomi un’esponente di un’associazione di consumatori. Non fanno una piega, ne hanno già parlato in precedenza con dei giornalisti e quindi mi raccontano la storia dei jeans. Innanzitutto, sono fatti con cotone proveniente dal Benin. I fili di cotone sono quindi tinti in Spagna, prima di essere spediti a Taiwan per essere tessuti in diversi pezzi separati (tasche, gambe, ecc.).

Cottono Flower – Foto di Jan Haerer da Pixabay

Questi pezzi sono successivamente inviati in Tunisia, per essere cuciti con dei fili in poliestere giapponese. La fabbrica aggiunge anche i bottoni, le chiusure lampo, i rivetti che sono fabbricati in Giappone con dei metalli australiani.

Quindi i jeans lasciano la Tunisia verso un deposito in Francia da dove verranno smerciati in tutta Europa. Insomma i jeans hanno percorso circa 65.000 chilometri: una volta e mezzo il giro della terra.

La produzione di questi jeans è decisamente “globalizzata”: per vendere i jeans al minor prezzo possibile, si cerca il costo più basso di produzione a tutti i livelli. Il produttore moltiplica le tappe per ottimizzare il suo costo globale di fabbricazione. La tintura è meno costosa qui, i bottoni sono meno cari là, ecc.

Questo pone diversi problemi: la cultura del cotone richiede molta acqua per dei paesi che non ne hanno molta, le condizioni di lavoro degli operai sono indegne, i trasporti consumano molto petrolio e rilasciano gas serra.

I jeans costano molto cari al pianeta, anche se sono venduti a un prezzo finale interessante per il consumatore.

Ci sono tanti altri esempi come questo. I gamberetti danesi vengono puliti in Marocco e poi rinviati in Danimarca per essere poi commercializzati. Peggio ancora i gamberoni scozzesi partono verso la Tailandia per essere decorticati alla mano in una grande multinazionale e ritornare in Scozia dove vengono cotti per poi essere rivenduti.

Ma ne vale pena? Non sarebbe meglio riportare la produzione vicino ai luoghi di vendita, riducendo il consumo di energia e di idrocarburi, facendo finalmente del bene al nostro pianeta? 

Cosa ne pensi? Scrivimi!

Photo by Jason Leung on Unsplash