Ti annoi al lavoro?

Hai finito il lavoretto della giornata in un’ora e ti dedichi al compito di ammazzare il tempo che ti resta per completare la tua giornata di lavoro. Potresti chiedere al capo qualcosa in piú da fare, ma preferisci uscire. Se hanno bisogno di te, ti chiameranno.

Sembra un piano invidiabile, ma mentre pubblichi qualcosa su Facebook, cerchi le migliori offerte di libri da comprare e mangi un panino, vorresti che arrivasse la chiamata. Non arriva, e ti rendi conto che la tua noia è già cronica, ha un retrogusto amaro di ansia e ti senti sottovalutato. Non è normale.

Questo tipo di noia è chiamato dagli specialisti sindrome del boreout o sindrome del lavoratore annoiato. Secondo gli psicologi, questa noia può essere dannosa quanto l’esaurimento da superlavoro, la più conosciuta sindrome del burnout. Si tende a pensare che un dipendente annoiato coglierà l’occasione per dedicare maggiore attenzione allo svolgimento di un determinato compito, ma non è così. Secondo uno studio dell’Università del Lancashire (Inghilterra), le persone annoiate in realtà hanno scarso rendimento lavorativo e commettono più errori.

Naturalmente, per evitare di farsi coinvolgere dalla fonte della loro noia, le persone con questa sindrome tendono a essere distratti dai social media e potrebbero persino sviluppare una dipendenza. Cibo, alcol e tabacco sono ottimi candidati per riempire il tuo tempo. Ti suona familiare?

È importante distinguere la noia normale, anche sana, dalla noia costante e cronica che finisce per farti sentire inutile. La noia cronica può generare ansia profonda e può influenzare negativamente tutti gli aspetti della vita, dalla famiglia alla vita sociale.

Sappiamo già che, normalmente, le cose che ci annoiano sono le stesse cose che non ci piacciono. I tuoi livelli di motivazione e coinvolgimento diminuiscono, il tuo livello di responsabilità si abbassa e il risultato é un atteggiamento passivo. Stai procrastinando. Ma c’è di più.

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Per cominciare, sappi che annoiarsi durante la giornata lavorativa non dipende dal tipo di lavoro che svolgi, ma dal tipo di interessi che hai. Puoi avere il miglior lavoro, persino essere il capo, ma sentirti profondamente annoiato e sottovalutato. In altre parole, lavorare su qualcosa che non corrisponde alla tua formazione o esperienza, e che non ti permette di svilupparti pienamente, è una bomba a orologeria. Altre cause di demotivazione sono anche la mancanza di comunicazione con gli altri, lo svolgimento di mansioni monotone che non rappresentano alcun tipo di sfida, e avere un contratto precario.

Tutti questi fattori aumentano quando devi accettare un lavoro perché non hai altra scelta o non puoi permetterti di cambiare. La situazione com’é noto sta peggiorando in questi tempi a causa della crisi economica provocata dalla pandemia. Le persone che accettano lavori che non amano corrono un rischio molto più elevato di soffrire di noia e esaurimento perché fanno qualcosa che sanno fin dall’inizio che non gli piace; l’unica motivazione è finanziaria e negli anni questo comincia a pesare molto. Si tratta di una situazione estremamente grave perché trascorriamo circa il 33% della giornata al lavoro, a volte di più.

Per cercare di arginare i danni, potesti cominciare a trovare piccole motivazioni da poter inserire durante la giornata di lavoro. Si tratta di rendere ogni giorno significativo e interessante. Tuttavia, trovare un’attività entusiasmante per colmare i tempi di inattività sul lavoro puó essere utile ma non é sempre possibile. In questi casi, potresti spostarla in momenti liberi, magari subito dopo l’orario di lavoro.

Se nonostante questo, la motivazione non aumenta, potrebbe essere meglio trovare un altro lavoro che piace di piú, magari qualcosa che si potrebbe fare mantenendo senza licenziarsi. Non sarebbe opportuno, infatti, sostituire l’ansia generata dalla mancanza di motivazione al lavoro con quella che nasce dalla disoccupazione. Oppure potresti considerare un lavoro part-time o fare attività di volontariato, se hai risorse sufficienti per vivere.

Come va il tuo lavoro? Ti senti sottovalutato/a, stressato/a o ti piace quello che fai?

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La pandemia ti ha fatto scegliere le tue amicizie?

Il colpo che la pandemia ci ha dato è evidente. Anche nella stessa città, le restrizioni ci costringono a selezionare chi vogliamo vedere e chi no. Una decisione difficile, ma che può avere il suo lato positivo: selezionare quelle amicizie che contribuiscono di più al nostro benessere.

Questa selezione può essere una buona cosa. È stato studiato che le relazioni qualitative sono limitate. E nel contesto attuale, non possiamo aspettarci che il numero di amici che abbiamo sia lo stesso di prima. La pandemia ci sta insegnando a dare delle priorità e a prenderci veramente cura delle persone che consideriamo importanti. Si tratta di un miglioramento che potrebbe compensare una possibile perdita.

Ma come scegliere? La risposta non è così difficile. Se ci fermiamo a pensare, ci accorgiamo che le persone che abbiamo smesso di vedere sono, principalmente, quelle persone che non che abbiamo mai visto con assiduità (ad esempio i colleghi che vedevamo solo al lavoro). Questa situazione è tornata utile per eliminare quelli con i quali dobbiamo incontrarci a favore di quelli con i quali vogliamo incontrarci. Sono la presenza e la dedizione a rendere soddisfacente un’amicizia.

Studi condotti hanno individuato quattro caratteristiche di un’amicizia autentica: fiducia, sincerità, fedeltà e reciprocità. Quando perdi uno di questi pilastri, dovresti dire ciao all’amico.

Ma la pandemia non solo ci ha fatto smettere di vedere alcune persone, ma ci ha anche fatto litigare con altre. Siamo tutti più ansiosi e stressati e anche il fatto di indossare in modo non corretto la mascherina può scatenare un conflitto. Quando ciò accade, è consigliabile interrompere i rapporti finché la tensione non si placa. Dobbiamo già sopportare tutto ciò che la pandemia comporta che non abbiamo bisogno di aggiungere altro stress.

Per gli amici che hanno superato la “selezione”, è tempo di trovare spazi di vita da condividere con loro per interagire senza distrazioni e che favoriscano una chiacchierata rilassata. Guardarsi negli occhi quando parliamo, curare la postura del nostro corpo rispetto alla persona con cui parliamo, usare le parole e il tono giusto, sono alcuni degli elementi fondamentali per una comunicazione efficace anche tra amici.

Mantenere e prendersi cura delle nostre buone amicizie, può anche migliorare la nostra salute e aumentare la nostra capacità di sopportare lo stress.

Per avere una vita piena e sana, si dovrebbe trascorrere più tempo con gli amici, anche se per adesso in modo solo virtuale. Con le difficoltà causate dalla pandemia dobbiamo trovare nuovi modi di relazionarci e continuare a trovare nuovi argomenti e modi di conversazione, ad esempio parlare di una serie che si sta guardando, stare su piattaforme per svolgere insieme attività online, bere qualcosa insieme in videochiamata.

Queste sono solo alcune idee per mantenere vive le tue amicizie durante la pandemia. Tu cosa fai per stare in contatto con i tuoi amici?

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10 idee per passare le vacanze a casa

In questo periodo di restrizioni alla mobilità causate dalla pandemia, ci sembra così lontano il tempo in cui si poteva viaggiare liberamente.

L’anno scorso per Pasqua avevo programmato un viaggio a Berlino e non mi sarei aspettata di doverlo annullare. Anche quest’anno avrei voluto fare un viaggetto per le vacanze di Pasqua, ma il virus è ancora tra di noi e ci dicono che è meglio non muoversi.

Il Covid ha cambiato molti aspetti della nostra vita e andare in vacanza è uno di questi.

È ovvio che andare in vacanza é molto importante per la salute fisica e mentale. Dovresti pensare a prendere dei periodi di riposo anche senza poter viaggiare.

Quando si lavora aspettiamo il weekend con impazienza ma non è abbastanza lungo per poter ricaricare completamente le batterie. Per poter staccare dal lavoro abbiamo bisogno di più tempo.

Le vacanze sono un periodo di tempo del quale abbiamo bisogno, ne abbiamo bisogno come di dormire, mangiare, bere, insomma sono una necessità. Se vogliamo restare in buona salute dobbiamo prenderci delle ferie.

Aspettare che passi la pandemia per poi prendere un lungo periodo di vacanza, non è una buona idea. È meglio fare delle ferie più brevi ma più spesso.

Certo adesso non possiamo viaggiare, è fortemente sconsigliato, ma ciò non significa che un periodo di riposo a casa o vicino a casa, dipende da quello che puoi fare nel luogo dove abiti, ci possa fare bene. Le ferie ci consentono di recuperare e al rientro spesso ci sentiamo meglio, pieni di energia e persino più creativi.

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Non importa dove vai in vacanza. La cosa principale è che tu ti possa riposare e mettere da parte le preoccupazioni quotidiane. Scegli cosa fare, con chi e quando farlo. Non a tutti piace viaggiare. Ad alcuni piace avere il tempo per leggere di più, fare più attività fisica, passare del tempo all’aperto. Ad altri piace fare delle piccole escursioni, senza allontanarsi troppo da casa. Ad altri ancora, invece, piace fare viaggi lungi, mentre ci sono persone a cui piacciono solo viaggi brevi.

Con la crisi sanitaria, molti di noi hanno dovuto passare le vacanze a casa. Ci sono alcuni aspetti positivi: meno inquinamento ambientale, sicuramente hai speso meno soldi e ti sei risparmiato lo stress del viaggio.

Tuttavia, ci sono persone alle quali non piace stare a casa. Non sanno cosa fare, si annoiano, non hanno voglia di riordinare casa (ma per questo si potrebbe chiamare un’agenzia di pulizie), i tuoi figli (se ne hai) fanno confusione, insomma devi pensare a tante cose, come se stessi lavorando. Oppure semplicemente hanno voglia di cambiare aria e conoscere posti nuovi, o ritornare in posti che hanno amato.

Se, però, sei obbligato a restare a casa a causa delle restrizioni di viaggio, prendi dei giorni di ferie e cerca di approfittare comunque del tempo libero, perché così facendo starai meglio. E pensa che, prima o poi, questa pandemia finirà.

Se ti trovi nelle condizioni di dover restare a casa, prova a seguire questi consigli:

  1. Non leggere le email professionali;
  2. Riduci al minimo i compiti casalinghi;
  3. Stabilisci delle regole e dei tempi per stare al computer o alla televisione (sia per te che i tuoi figli, se ne hai);
  4. Cerca dei posti nuovi da scoprire nelle vicinanze della tua abitazione;
  5. Passa del tempo in mezzo alla natura perché la natura è fonte di energia;
  6. Fai una lista di quello che faresti in vacanza normalmente, eliminando le cose che non puoi fare a causa delle regole anti-Covid. Ad esempio, in Belgio, dove abito, puoi andare in bicicletta ma non al ristorante;
  7. Organizza con amici una maratona di film e discuti con loro per scoprire quelli che sono piaciuti di più;
  8. La stessa cosa la puoi fare con un libro: tu e i tuoi amici scegliete un libro da leggere poi vi ritrovate (on-line se non é possibile diversamente) per commentarlo;
  9. Perché non iscriverti a un corso on-line per imparare qualcosa di nuovo? Ci sono tante possibilità anche gratuite!
  10. Concediti dei piccoli vizi: compra della cioccolata (tra un po’ é Pasqua, quale momento migliore?), una buona bottiglia di vino, oppure fatti consegnare un pasto di tre portate.

Tu che tipo di vacanziere sei? Preferisci viaggiare lontano o restare vicino?

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Come la pandemia influisce sulla nostra vita

E’ innegabile che le restrizioni imposte dalla pandemia in corso abbiano cambiato drasticamente le nostre abitudini e il nostro stile di vita. Non ci sono dubbi che lo stress prodotto dall’incertezza, dalle proibizioni e dal lockdown, parziale o totale che sia, ci abbiano spinto alla ricerca di distrazioni che ci possano dare un po’ di sollievo. Come diceva Ovidio, gli esseri umani cercano quello che é proibito e desiderano quello che viene loro negato.

C’é un filo che lega i comportamenti eccessivi (bere troppo, fumare troppo, mangiare troppo, passare troppo tempo al computer o guardando la televisione) allo stress.

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Chiaramente, la pandemia tiene i nostri desideri in sospeso ed é una cosa normale desiderare ció che non si puó fare. Solo quando tornemo a una vita piú o meno normale e i nostri desideri saranno soddisfatti, staremo meglio. La ricerca del piacere é un comportamento assolutamente umano, non c’é nulla di cui preoccuparsi.

Il nostro cervello identifica e rafforza i comportamenti benefici come mangiare bene, socializzare, divertirsi. Questo circuito complesso di ricompensa che genera piacere é il risultato della evoluzione che garantisce la nostra sopravvivenza, che ci orienta nella vita quotidiana e che ci fa andare avanti. Piú siamo capaci di produrre dopamina (l’ormone del piacere e della ricompensa), piú siamo in grado di generare sensazioni piacevoli in modo naturale e avremo perció meno bisogno di ricorrere a comportamenti eccessivi che possono portare a dipendenze.

Tuttavia, la situazione che stiamo vivendo da circa un anno ha influito e influisce sulla motivazione e l’autocontrollo. Non riusciamo piú a generare piacere in modo naturale e dobbiamo ricorrere a mezzi diversi per provare a migliorare la nostro condizione. La mancanza improvvisa di dopamina si traduce in un cortocircuito di sensazioni piacevoli che ci spinge quindi a cercare piacere in altro modo.

E’ importante stare attenti che questi comportamenti non si trasformino in dipendenze. Per fortuna solo poche persone si lasciano andare fino al punto di diventare dipendenti da queste nuove abitudini nocive.

Per prevenire la dipendenza occorre mettere in atto delle strategie che favoriscano l’autocontrollo, soprattutto strategie anti-stress. Praticare esercizio fisico, camminare nella natura, cercare di non isolarsi ma di mantenere i contatti anche a distanza, sono solo alcuni suggerimenti.

Tu hai delle strategia anti-stress? Fammelo sapere!

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5 segreti per dormire bene

Conosciamo tutti qualcuno che si lamenta di non dormire o di dormire male. In Europa, circa un terzo della popolazione adulta ha difficoltà ad addormentarsi e tra il 10% e il 15% soffre di insonnia cronica. Io stessa ho sofferto d’insonnia per un lungo periodo. Si tratta di un problema che può avere origini diverse (dall’utilizzo eccessivo dei dispostivi digitali che emettono luce blu – computer, tablet, TV, ecc. – a questioni biologiche). Ma tra le cause c’è anche l’ossessione di dormire bene.

Che cos’é questa ossessione? E’ un fenomeno chiamato ortosonnia (dal greco ortho, “perfetto”, e dal latino somnia, “riposo”) e, secondo gli esperti, sebbene non sia ancora considerato un disturbo, è sempre più comune. Consiste nel ripresentarsi continuamente di quelli che io chiamo “pensieri circolari”, cioè pensieri che entrano in un circolo vizioso proprio perché sono sempre gli stessi e si ripresentano di continuo. Le cause principali di questi pensieri sono, indovina un po’, lo stress e l’ansia. Non riuscendo a dormire, la tua mente non smette pensare sempre alle stesse cose (da qui pensieri circolari, cioè pensieri che ritornano). Piú vuoi dormire, meno ci riesci. Ecco l’ossessione.

Se soffri di insonnia, anche non grave, sarebbe bene fare uno studio completo del sonno (polisonnografia) per trovare una soluzione efficace. Io l’ho fatto, sono stata in una clinica del sonno per una notte, con elettrodi attaccati in tutto il corpo compresa, ovviamente, la testa. Ho scoperto che, durante il sonno, ho delle incursioni di onde Alfa, le onde cerebrali tipiche del periodo di veglia.

La soluzione più ovvia sarebbe cercare di eliminare o almeno ridurre lo stress. Lo so, non è facile. Perciò, ti propongo di provare a seguire questi cinque consigli.

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  1. Impara a respirare bene e profondamente, praticando una disciplina come lo Yoga, il Pilates o facendo meditazione.
  2. Crea un ambiente rilassante. Una casa tranquilla è la chiave di una notte riposante. Se hai delle difficoltà ad addormentarti, mantiene pulita e sgombera la tua camera dagli oggetti inutili, riordina le cose che hai lasciato in giro e vedrai che passerai una notte più serena.
  3. Utilizza degli oli essenziali particolarmente adatti a conciliare il sonno, come la lavanda o la camomilla.
  4. Crea una playlist che ti aiuti a rilassarti e ad addormentarti.
  5. Prova a utilizzare i fiori di Bach e melatonina. White Chestnut contro i pensieri circolari e Rescue Remedy notte per aiutarti ad addormentarti. Li ho usati per diversi mesi, poi progressivamente ho smesso e ora soffro decisamente meno di questi pensieri che ritornano e dormo anche molto meglio. Adesso uso solo la melatonina e trovo che sia una buona soluzione per combattere la mia insonnia.

E tu, soffri d’insonnia? Hai dei pensieri circolari che ti assillanno? Proverai uno di questi suggerimenti?

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Come il coprifuoco ha cambiato le tue abitudini?

Quando sento parlare di coprifuoco mi vengono in mente tempi oscuri, tempi di guerra. Ma in effetti quella contro il Covid é una guerra. Non ci sono le bombe, non dobbiamo essere evacuati, possiamo mangiare tutti i giorni perché ci sono scorte alimentari che non finiscono. Ma il coprifuoco ha cambiato le nostre abitudini, probabilmente proprio quelle legate agli orari dei pasti.

Da nord a sud dell’Europa si mangia ad orari diversi. Presto al nord, piú tardi al sud. Magari sei invitato a cena da qualcuno e il coprifuoco ti costringe a mangiare prima perché poi devi rientrare a casa. Oppure mangi piú tardi perché finisci di lavorare tardi e non hai il tempo di fermarti fuori a cena. I ristoranti sono chiusi, effettuano solo servizio da asporto e devi rientrare entro l’orario previsto dal coprifuoco.

Un’amica di Parigi, prima che la cittá venisse messa in lockdown totale, doveva rientrare a casa per le 21. Parigi lo sappiamo é una grande cittá e la gente usa spesso i mezzi pubblici, peraltro molto efficienti. Per essere a casa alle 21, doveva prendere la metro al massimo entro le 20:30 e quindi si trovava a mangiare piú tardi rispetto alle sue abitudini precedenti. E ha cominciato a dormire male.

Se prendi un appuntamento prima che cominci il coprifuoco, potresti sentirti stressato a causa della fretta che hai per tornare a casa in tempo. Forse sarebbe meglio starsene a casa e rispettare le indicazioni del governo che ci dice di limitare i nostri contatti sociali. Ma a volte hai voglia di stare un po’ fuori, di incontrare qualche amico.

Gli effetti del coprifuoco non sono solo sulla nostra vita sociale, ma anche sulla nostra salute a causa dell’adattamento a un nuovo ritmo di vita e del cambiamento della nostra routine.

Foto di Jan Vašek da Pixabay

Il nuovo orario imposto dal coprifuoco puó presentare dei vantaggi, ad esempio, si smette di lavorare prima, si rientra a casa prima e si cena prima. Per esempio, si arriva a casa alle 19:00, si cena tra le 20:00 e le 20:30, si va a letto verso le 23 e ci si alza alle 7 il giorno dopo.

Questo sarebbe ottimale per la nostra salute. In effetti, ci si sincronizzerebbe meglio con il nostro orologio biologico (tempo) interno, esterno ambientale e esterno sociale.

Il tempo interno é quello che segna il nostro ritmo endogeno, che ci aiuta a dormire di notte, stare svegli di giorno e mangiare alle ore giuste per noi.

Il tempo esterno ambientale é determinato dall’alternanza delle fasi di luce e di buio generati del ciclo solare.

Il tempo esterno sociale puó alterare questi equilibri. Se gli orari di lavoro, di pranzo, cena e svago non sono adatti al nostro tipo biologico (cronotipo) potremmo entrare in una fase di rottura temporale che potrebbe causare diversi problemi di salute, uno su tutti l’insonnia.

I nostri antenati si alzavano con il sole e andavano a dormire con il buio. Questo ritmo permetteva una produzione adeguata di melatonina (l’ormone che regola il sonno), che consentiva un perfetto equilibrio tra il tempo interno e il tempo esterno.

L’abitudine di mangiare verso le 21:30 o addirittura piú tardi va contro questi cicli naturali e rende piú difficile riposare bene. Una cena copiosa che termina verso mezzanotte potrebbe causare una digestione difficile in un orario in cui il corpo dovrebbe invece riposare.

E’ consigliato perció finire di cenare almeno due ore prima di andare a letto per evitare un sonno di scarsa qualitá e un risveglio contraddistinto da fatica, irritabilitá e basso rendimento cognitivo.

Se segui il ritmo biologico del tuo corpo, avrai un miglioramento netto della tua salute generale!

Pensi che il coprifuoco ti abbia fatto cambiare alcune abitudini?

Foto di Daria Yakovleva da Pixabay

Come e perché combattere lo stress

Sono sicura che usi spesso la parola stress nel corso della tua giornata.

Ci sentiamo tutti un po’ stressati a causa dei multipli impegni da incastrare, scadenze imminenti, mancanza di tempo da dedicare a noi stessi.

Il comune denominatore a tutte le forme di stress è una sensazione di malessere, stanchezza, irritabilità che ci rende più fragili di fronte alle malattie e meno tolleranti nei confronti degli altri e dei problemi quotidiani.

Lo stress in realtà è una risposta adattiva che ha permesso alla nostra specie di sopravvivere lungo tutta la sua evoluzione.

Hans Seyle, il primo teorico dello stress, lo ha concepito come una risposta adattiva che l’organismo mette in funzione per superare tutte le situazioni che i suoi sistemi d’allarme giudicano pericolose.

La reazione da stress è infatti caratterizzata dalla secrezione di ormoni quali il cortisolo e l’andrenalina che rendono i muscoli più forti e la persona più reattiva. In questo senso, lo stress ha una valenza non solo positiva ma addirittura necessaria alla sopravvivenza della specie.

L’uomo primitivo doveva affrontare pericoli che però erano di breve durata. Durante la caccia, ad esempio, poteva incontrare un animale e doveva decidere se scappare o affrontarlo (hai mai sentito parlare della reazionefight or flight“?), ma una volta presa una decisione e agito di conseguenza, aveva molto tempo per recuperare.

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Nell’età contemporanea, anche noi abbiamo questo tipo di reazione di fronte a quello che, a livello conscio o inconscio, percepiamo come pericoloso (stressor). Ma gli stressor di oggi sono decisamente diversi da quelli che dovevano affrontare i nostri antenati. Gli stressor moderni sono di tipo psico-sociale e non più fisico. Si tratta dell’ambiente di lavoro, di relazioni sociali, di preoccupazioni finanziarie, dell’enorme quantità di impegni che abbiamo e del tempo limitato per portarli a termine. Soprattutto questi stressor non sono momentanei ma possono persistere per molto tempo e abbiamo bisogno perció di piú tempo per recuperare.

Quindi, finché lo stress si limita a periodi molto brevi è una reazione positiva che ci consente di affrontare e superare le situazioni difficili e potenzialmente pericolose. Quando invece la fonte di stress persiste per un tempo eccessivo diventa causa di disturbi e malattie sempre più importanti.

I segnali che lo stress sta diventando una minaccia per la tua salute posso essere questi:

1. Fastidio nei confronti di suoni e luci

2. Dolori, contratture e crampi muscolari

3. Cefalea

4. Disturbi del sonno

5. Aritmia cardiaca

6. Ipertensione arteriosa

7. Difficoltà digestive

8. Ansia

9. Depressione

10. Irritabilitá

11. Stanchezza generale

Cosa puoi fare in concreto per combattere lo stress, quando le condizioni in cui ti trovi non ti permettono di evitarlo?

L’attività fisica, soprattutto aerobica, come la camminata veloce, il nuoto e la bici, è senz’altro uno dei rimedi migliori contro lo stress.

Il controllo della respirazione, inteso come l’abituarsi ad usare il diaframma e a rallentare la frequenza respiratoria, é un altro strumento utile contro lo stress.

Altri rimedi sono: lo yoga, il tai-chi e la meditazione. Negli ultimi anni ha preso piede la mindfulness, che aumentando il livello di consapevolezza personale, svolge un’azione anti stress.

Ovviamente un buon massaggio che ti aiuta a far aumentare il livello dell’ossitocina, un ormone in grado di contrastare il cortisolo, è sicuramente efficace.

A livello di integratore alimentare, il magnesio è il minerale anti stress per eccellenza, anche perché ne siamo cronicamente carenti. Ricordati che un integratore é tale perché deve essere complementare ad un’alimentazione corretta. Quindi, mangia sano!

Tu fai qualcosa per combattere lo stress? Che cosa?

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Come e perché adottare delle risoluzioni adesso.

Quando finiscono le vacanze e si ricomincia a lavorare o a studiare, vuoi mettere in pratica delle buone risoluzioni. Forse hai mangiato troppo e ti sei mosso poco? È normale, sei stato in vacanza!

Sarebbe anche una buona opportunità per rivedere le risoluzioni che avevi deciso all’inizio dell’anno per capire dove sei.

Spesso però, tra il lavoro o lo studio e le altre attività quotidiane, ti manca il tempo e la motivazione.

Come sarebbe se seguissi un programma che ti aiuta a raggiungere i tuoi obiettivi adesso?

Ecco qualche idea per aiutarti a seguire un programma facile da mantenere.

Piccoli sforzi quotidiani

È deciso, quest’anno cerca di usare meno la macchina, sia perché è un’azione super ecologica e quindi buona per il pianeta, e sia perché sarai costretto a trovare altri mezzi per spostarti. E rinforzerai il tuo corpo senza accorgertene.

Pronto per includere un po’ d’attività fisica nel tuo quotidiano?

  1. Non parcheggiare nello spazio più vicino all’entrata del negozio. Parcheggiati più lontano e fai due passi.
  2. Non prendere più l’ascensore (nei limiti del possibile).
  3. Spostati in bici o a piedi.
  4. Non farti consegnare la spesa, falla tu.
  5. Vai a comprare il panino per il pranzo a piedi. Ti permette di rilassarti un po’, di cambiare aria e di camminare.
  6. Fai delle passeggiate di almeno 30 minuti almeno una volta a settimana (io cammino almeno 30 minuti tutti i giorni, ma soffro della sindrome delle gambe senza riposo, altra storia). Puoi camminare in strada, in un bosco, sulla spiaggia, solo o con amici. L’importante è camminare.
  7. Compra una palla grande da Pilates e siediti sopra per guardare la tua serie televisiva preferita, un film, o quello che tu preferisci.

Come vedi, niente di strano e impossibile! Comincia a introdurre un’abitudine alla volta e presto ritroverai la forma con un minimo sforzo. Per aiutarti, puoi utilizzare un app o un braccialetto che monitora la tua attività come un vero coach.

Piccoli sforzi in casa

Sappiamo che a volte è difficile trovare il tempo per andare in palestra. Allora perché non fare dell’attività fisica a casa tua? Puoi comprare degli accessori che ti permettono di fare sport senza uscire di casa, come degli elettrostimolatori, piattaforme vibranti o cinture addominali, che tonificano i muscoli del corpo provocando delle contrazioni muscolari. Oppure puoi seguire degli esercizi on-line, YouTube ne propone per tutti i gusti. Puoi fare Yoga per distendere il corpo senza dimenticare i muscoli, meditazione e rilassamento, perfetti per imparare a respirare profondamente e a usare la respirazione come metodo per combattere lo stress e l’ansia. 10 minuti tutte le mattina al risveglio ti faranno benissimo. Trova un trainer che ti piace, abbonati al suo canale e riceverai le notifiche tutte le volte che carica un video nuovo.

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Piccoli sforzi nel piatto

Le vacanze a volte sono sinonimo di eccessi. Per ritornare in forma devi approfittare del rientro per fare il pieno di vitamine. Comincia la giornata con un frullato o un succo di frutta fresca. Poi continua con un pranzo sano e non grasso a base di verdura di stagione.

Puoi anche bere un bicchiere d’acqua tiepida al mattino a digiuno per stimolare il metabolismo, disintossicare l’organismo e facilitare la digestione. Aggiungi del limone e avrà un gusto gradevole.

Allora, sei pronto/a per questa piccola rivoluzione?

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Malinconia d’agosto

Aspetto agosto sempre con impazienza, perché agosto per me rappresenta l’estate. Luglio mi prepara ad agosto, il culmine dell’estate, che quest’anno sembra calda un po’ dappertutto.

Agosto arriva accompagnato da aspettative e buoni propositi ma alla fine dell’estate mi ritrovo a fare i conti con quanto ho effettivamente realizzato e non sempre il bilancio mi soddisfa.

Spesso le mie aspettative sono disallineate con la realtá e questo mi provoca uno stato d’animo di frustrazione e malessere che raggiunge il suo culmine al termine dell’estate. L’idea di non essermi goduta il periodo estivo, che é il mio periodo preferito dell’anno, come desideravo e il pensiero della ripresa dietro l’angolo rischia di trasformare gli ultimi giorni di vacanza in momenti di ansia e sofferenza.

Gli americani chiamano questa emozione “August Blues”, malinconia d’agosto, la noia e l’insoddisfazione che rischia di diventare un vero e proprio male di stagione.

Quindi quest’anno ho deciso di giocare d’anticipo e ho trovato quattro idee per evitare di rimanerne sopraffatta:

  1. stare all’aria aperta: la luce naturale, l’aria e la natura aiutano il benessere psicofisico e ci consentono di guardare alle situazioni con maggior distacco e serenitá;
  2. pensare ai momenti positivi: le belle esperienze che ci hanno portato dei benefici, anche se piccoli, ci aiutano a dare valore al nostro tempo. A volte la mente ci inganna e ci rende poco oggettivi;
  3. pianificare i tempi di ripresa: non tutti siamo uguali, c’é chi puó andare al lavoro subito dopo le vacanze e chi invece ha bisogno di un po’ di tempo per riprendersi dallo shock del rientro. Ascolta e asseconda i tuoi bisogni;
  4. infine, cosa molta importante, sii consapevole: saper riconoscere i primi segnali del tuo disagio, ti aiuta a gestirlo meglio e ad evitare che prenda il sopravvento.

E tu, hai mai sofferto della malinconia d’agosto?

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Trova il giusto equilibrio tra vita e lavoro

Il nostro benessere dovrebbe essere la nostra priorità. Ma la società nella quale viviamo ci porta spesso a invertire le priorità in un modo che può seriamente compromettere la nostra qualità di vita e la nostra salute fisica, mentale ed emotiva.

Secondo la classificazione internazionale delle malattie, l’esaurimento professionale, conosciuto anche come burn-out, è considerato come un fenomeno legato al lavoro ma non sarebbe la sola causa. 

Con il costo della vita che aumenta e le fatture da pagare che si accumulano, siamo sempre di più portati a lavorare molto per guadagnare uno stipendio che ci permetta di mantenere noi stessi e le nostre famiglie in modo decoroso. Questo però ci porta a mettere da parte altri bisogni fondamentali.

Passiamo molte ore tutti i giorni a lavorare per un’azienda, o a lavorare per noi stessi, riducendo il tempo per alimentarci bene, per riposarci o svagarci, per la famiglia e non capiamo l’impatto che questo può avere sulla nostra vita.

Certamente ci sono tante persone che non possono permettersi di lavorare meno perché sono responsabili della loro famiglia e di provvedere ai loro bisogni.

Tuttavia, anche in questi casi, si deve cercare di trovare un equilibrio tra il lavoro e il riposo, perché la vita è molto di più del nostro lavoro.

Il tempo eccessivo passato al lavoro e la mancanza di tempo dedicato a noi stessi per praticare uno sport, fare una passeggiata o semplicemente oziare, a lungo andare nuoce alla nostra salute fino ad arrivare ad un livello difficilmente recuperabile.

Sempre più spesso le persone soffrono di stress post-traumatico, di sovraffaticamento, di problemi alimentari, di difficoltà relazionali a causa di giornate estenuanti e stressanti passate al lavoro, che non ci lasciano il tempo di vivere e fare le attività che davvero ci rendono felici.

Se pensi di essere in questa situazione, dovresti capire una cosa: nessun stipendio vale la tua salute, nessun vantaggio ti ricompensa della stanchezza che hai alla fine di una giornata di lavoro, che ha annientato la tua energia e la tua gioia di vivere.

Se al momento non hai altra scelta e devi continuare nel tuo lavoro, cerca di fare qualcosa tutti i giorni che ti faccia stare bene per ritrovare l’equilibrio nella tua vita. Se tutto quello che fai è stressante ed estenuante, arriverà il momento che non ne potrai più e le conseguenze saranno più gravi. Ti occorrerà più tempo per ritrovare il tuo benessere ottimale.

Il lavoro è una parte importante della vita ma la vita non è solo il lavoro. C’è di più: la famiglia, la salute, gli amici, insomma lo stare bene. Non permettere che il lavoro occupi tutta la tua vita!

Nulla vale un spirito esaurito e un cuore infelice. Il tuo lavoro continuerà anche senza di te, mentre le relazioni personali e la salute vanno curate, seguite con attenzione.

Puoi trovare un altro lavoro, ma non puoi sostituire la tua famiglia, i tuoi amici e soprattutto la tua salute. Ricordati di prenderti cura di te stesso/a per poter vivere una vita migliore.