Proverbi di settembre

Eccoci qua in settembre, il mese che segna la fine delle vacanze estive per la maggior parte di noi. C’é anche, peró, chi come me ne approffitta per prendere un altro po’ di sole e farsi un ultimo bagno prima della lunga pausa invernale.

Ho pensato di raccogliere alcuni proverbi tipici del mese di settembre. Eccoli qui:

A settembre che è esperto non viaggia mai scoperto.

Di settembre e d’agosto, bevi il vin vecchio e lascia stare il mosto.

Di settembre l’uva rende e il fico pende.

Di settembre la notte col dì contende.

A settembre pioggia e luna, è dei funghi la fortuna.

Aria settembrina fresco la sera e fresco la mattina.

Ne conosci degli altri? Quali?

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Perché dormire meno di sei ore non fa bene alla salute

Qualche giorno fa mi sono imbattuta in un articolo su Internet che raccomandava di dormire tre ore di fila e fare tre sonnellini di 20 minuti nell’arco della giornata. Questa modalità di riposo veniva indicata come modello per ottenere successo ispirato a grandi manager o imprenditori mondiali, in particolare si riferiva a Elon Musk.

Da persona che ha problemi a dormire, posso dirti che la scienza avverte che dormire troppo poco influisce sulle prestazioni cognitive, sul comportamento e sul metabolismo. Con questa strategia, il prezzo del successo è la salute.

Anche dormire è produttivo. Per avere sufficiente energia e attenzione da dedicare al lavoro o un’altra attività produttiva come studiare, ad esempio, bisogna dormire almeno 7 ore e mezza.  

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Una delle funzioni del sonno è elaborare e consolidare l’apprendimento, l’attenzione e la memoria. Dormire implica continuare a lavorare, perché il cervello ripulisce il bombardamento di informazioni accumulate durante il giorno, che generalmente é molto intenso a causa delle diverse fonti che abbiamo a disposizione. La nostra biologia è preparata solo per brevi periodi di mancanza di sonno in situazioni stressanti o urgenti.

Numerosi studi hanno rivelato che l’abitudine di dedicare poche ore al sonno riduce le prestazioni cognitive, provoca un deficit di attenzione e la perdita della capacità di prendere decisioni, oltre ad aumentare gli stati di stress, ansia e depressione. Gli esseri umani sono ‘animali circadiani‘ programmati per cicli sonno-veglia della durata di 24 ore. Dormire per poche ore è un assalto fisiologico al nostro corpo e, in particolare, al cervello. Se dormire poco è una tua scelta, sappi che questo altera lo schema neuro-ormonale che può causare:

  1. problemi emotivi;
  2. difficoltà nell’acquisizione di nuove conoscenze;
  3. problemi nell’archiviazione di nuove informazioni;
  4. aumento del nervosismo e dell’ansia.

Pensare che dormire sia una perdita di tempo è sbagliato perché ha conseguenze sulla salute. La sonnolenza e la perdita di concentrazione sono evidenti il ​​giorno successivo, mentre altri problemi potrebbero sorgere nel lungo termine, come un aumento del rischio di cancro, malattie cardiovascolari, ipertensione, disturbi neurodegenerativi e disturbi metabolici. Dormire poco, infatti, fa aumentare anche l’appetito, con evidenti conseguenze sul tuo peso. La mancanza di sonno porta a fare spuntini e a bere bevande zuccherate o contenenti caffeina.

Un’altra questione importante è se questi effetti negativi sulla salute si verificano anche quando ci si sveglia molto presto. Studi dimostrano che alzarsi troppo presto non provoca necessariamente alterazioni, purché il sonno sia stato sufficientemente ristoratore.

Ricorda che è molto importante completare cinque o sei cicli di sonno ogni notte (un ciclo di sonno dura in media 90 minuti).

 Tu pensi di dormire abbastanza per essere produttivo/a?

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Come e perché dovresti imparare a dimenticare

Lasciare andare il peso del passato è importante per la tua felicità.

Molte persone vivono esclusivamente nel passato, vogliono ricordare solo quello che sono state, gli amori perduti, i loro insuccessi e le loro delusioni.

Questi ricordi costituiscono un peso che toglie spazio e energia al presente, che è in realtà l’unico tempo nel quale possiamo vivere in forma attiva. 

Ho letto da qualche parte che la felicità consiste nel godere buona salute e avere cattiva memoria.

In effetti, dovremmo imparare a lasciare andare il passato, dimenticarci degli affronti ricevuti, gli eventi nefasti e gli errori, insomma tutti i cattivi ricordi, e imparare a concentrarci di più sul presente.

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Vediamo come fare.

  1. Il miglior antidoto contro i sensi di colpa, i risentimenti o la rabbia che ti riporta al passato è dedicare energia a costruire la vita che desideri.
  2. Smetti di fare la vittima e diventa protagonista attivo della tua esistenza.
  3. I tuoi ricordi cambiano con l’avanzare del tempo, si deformano, non rispecchiano davvero quello che è accaduto. Prova a chiedere a una persona che ha condiviso un evento con te di raccontarti il suo ricordo e poi confrontalo con il tuo ricordo. Vi ricorderete aspetti diversi dello stesso fatto.
  4. Dai priorità al tuo benessere. La vita é troppo breve per passarla a litigare e a lamentarsi. Quello che è successo potrebbe essere fonte di stress e potenzialmente anche di vero e proprio malessere.

Continuare a provare rabbia per un evento passato ti toglie energia. Per la tua salute fisica e mentale è più importante vivere tranquillamente che avere ragione a tutti i costi.

Il passato però porta con sé anche bei ricordi e insegnamenti, che formano la nostra personalità.

Ecco cosa ci insegna il Buddismo: “La gioia e la felicità nascono dal lasciare andare. Siediti a fai un inventario della tua vita. Ci sono cose che non è utile trattenere perché ti tolgono la libertà. Trova il coraggio di lasciarle andare.”

Che ne pensi? Troverai il coraggio per lasciare andare la parte inutile del tuo passato?

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Come è cambiata la nostra idea di vita in città durante il Covid

Il Covid ha cambiato radicalmente il nostro modo di vita in citta. Di conseguenza, anche il nostro rapporto con la cittá.

Se eravamo disposti a pagare di più per un affitto in centro o per comprare un appartamento piccolo pur di stare in città, lo siamo ancora?

Dati sull’acquisto di case in Belgio, dimostrano che le persone durante la pandemia si sono indirizzate maggiormente verso la campagna, dove le case costano meno ma si può usufruire di più spazio. Per quanto riguarda gli appartamenti, le persone ora vogliono almeno un balcone.

Se prima il fatto di poter prendere un aperitivo velocemente dopo il lavoro, poter uscire la sera a cena senza dover fare troppi chilometri, o di andare al cinema o a un concerto, giustificava il fatto di vivere in appartamenti piccoli, esposti alla convivenza non sempre facile con i vicini di condominio e al rumore esterno, forse ora non è più così.

Le città durante la pandemia si sono trasformate in luoghi dove lavorare e dormire. E ci si comincia a chiedere, che vita sto facendo?

Se sei potuto andare al lavoro durante la pandemia, non hai avuto l’impressione di vivere in ufficio? Se invece, hai fatto sempre telelavoro, hai avuto difficoltà a conciliare la vita lavorativa e quella familiare e/o personale?

Con le regole del confinamento usare i mezzi pubblici costituiva un problema, a causa della paura del contagio e perciò si faceva la spesa vicino a casa.

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Lo stare sempre in casa e rispettare le regole del lockdown hanno fatto aumentare in maniera preoccupante casi di ansia nelle persone. Infatti, è dimostrato che vivere in città ci si sente più isolati, anche se apparentemente sembrerebbe vero il contrario. La natura è energizzante e rivitalizzante e ci può aiutare nei periodi difficili come quelli del Covid.

Per tanto tempo siamo stati privati dalla nostra necessità e voglia di socialità, le nostre passeggiate si sono ridotte al giro del quartiere per adempiere al nostro impegno quotidiano di fare 6000 passi (se avevamo preso questo impegno con noi stessi) o per non dimenticare la sfida di mantenerci in salute nonostante tutto.

Cose comuni come mangiare insieme agli amici o ai colleghi, andare al cinema o fare shopping, si sono trasformate in cose straordinarie.

È per questo che forse abitare in campagna è diventato più popolare? Spendere meno per una casa con giardino in mezzo alla natura, ti farebbe cambiare idea sul vivere in città?

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Perché il tuo benessere deve essere una priorità

La società nella quale viviamo ci porta spesso a invertire le priorità e a mettere il lavoro davanti a tutto. Questo può avere un impatto negativo sulla nostra qualità di vita e sulla salute fisica, mentale e emotiva.

Secondo delle ricerche svolte in Francia, la sofferenza fisica legata al lavoro riguarda il 3,1% delle donne e l’1,4% degli uomini, ma secondo alcuni esperti i dati sono più alti. La classificazione internazionale delle malattie individua nel burn-out un fenomeno legato al lavoro ma in realtà il lavoro non è l’unica causa.

Con il costo della vita in continuo aumento, siamo propensi a lavorare di più per guadagnare uno stipendio che ci permetta di provvedere ai nostri bisogni e a quelli della nostra famiglia e, a causa di questo, molti elementi della nostra vita privata sono messi da parte.

Passiamo molte ore a lavorare, riducendo il tempo per mangiare, per riposare, per stare in famiglia, e non ci rendiamo conto di quanto questo ci possa fare male.

Anche se la maggior parte di noi non può permettersi di non lavorare, si deve trovare un equilibrio tra il lavoro e la vita privata per evitare che lo stress si accumuli in maniera preoccupante.

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In questo periodo di smart-working diffuso, è ancora più difficile mettere dei confini tra il lavoro e la vita privata. Per questo, tanti governi stanno elaborando delle direttive che stabiliscano il diritto a “disconnettersi”. Bisogna avere la possibilità di fare dello sport, di camminare, di prenderci cura dei nostri cari, di seguire le nostre passioni o semplicemente di riposare.

Sempre più persone soffrono di stress, si sentono esausti, hanno dei problemi di alimentazione, o delle difficoltà di relazione, e tutto questo a causa delle lunghe giornate di lavoro, che non ci lasciano il tempo di fare delle attività per il nostro benessere.

Se senti di essere in una di queste situazioni, sappi che nessuno stipendio vale la tua salute, nessun lavoro vale l’usura che deriva da giornate di lavoro che annientano la tua energia e la tua gioia di vivere.

Se non hai altre alternative al lavoro che stai facendo, trova qualcosa di positivo per equilibrare la tua vita, perché altrimenti arriverà il momento in cui comincerai a fare degli errori al lavoro e la tua performance generale ne soffrirebbe. Puoi cominciare a cercare un altro lavoro ma occupati sempre della tua salute, perché se ti ammali potrebbe volerci molto tempo per recuperare.

Il lavoro è una parte importante della vita, ma non è la tua vita. C’è molto di più: la famiglia, la salute, gli amici. Non permettere che il lavoro prenda tutto lo spazio nella tua mente e nel tuo corpo, cerca di occuparti di tutti gli aspetti della tua vita.

Ricordati di prenderti sempre cura di te stesso/a per prima cosa, perché è solo così che potrai vivere una vita migliore.

Tu, come ti prendi cura del tuo benessere?

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La pandemia ti ha fatto scegliere le tue amicizie?

Il colpo che la pandemia ci ha dato è evidente. Anche nella stessa città, le restrizioni ci costringono a selezionare chi vogliamo vedere e chi no. Una decisione difficile, ma che può avere il suo lato positivo: selezionare quelle amicizie che contribuiscono di più al nostro benessere.

Questa selezione può essere una buona cosa. È stato studiato che le relazioni qualitative sono limitate. E nel contesto attuale, non possiamo aspettarci che il numero di amici che abbiamo sia lo stesso di prima. La pandemia ci sta insegnando a dare delle priorità e a prenderci veramente cura delle persone che consideriamo importanti. Si tratta di un miglioramento che potrebbe compensare una possibile perdita.

Ma come scegliere? La risposta non è così difficile. Se ci fermiamo a pensare, ci accorgiamo che le persone che abbiamo smesso di vedere sono, principalmente, quelle persone che non che abbiamo mai visto con assiduità (ad esempio i colleghi che vedevamo solo al lavoro). Questa situazione è tornata utile per eliminare quelli con i quali dobbiamo incontrarci a favore di quelli con i quali vogliamo incontrarci. Sono la presenza e la dedizione a rendere soddisfacente un’amicizia.

Studi condotti hanno individuato quattro caratteristiche di un’amicizia autentica: fiducia, sincerità, fedeltà e reciprocità. Quando perdi uno di questi pilastri, dovresti dire ciao all’amico.

Ma la pandemia non solo ci ha fatto smettere di vedere alcune persone, ma ci ha anche fatto litigare con altre. Siamo tutti più ansiosi e stressati e anche il fatto di indossare in modo non corretto la mascherina può scatenare un conflitto. Quando ciò accade, è consigliabile interrompere i rapporti finché la tensione non si placa. Dobbiamo già sopportare tutto ciò che la pandemia comporta che non abbiamo bisogno di aggiungere altro stress.

Per gli amici che hanno superato la “selezione”, è tempo di trovare spazi di vita da condividere con loro per interagire senza distrazioni e che favoriscano una chiacchierata rilassata. Guardarsi negli occhi quando parliamo, curare la postura del nostro corpo rispetto alla persona con cui parliamo, usare le parole e il tono giusto, sono alcuni degli elementi fondamentali per una comunicazione efficace anche tra amici.

Mantenere e prendersi cura delle nostre buone amicizie, può anche migliorare la nostra salute e aumentare la nostra capacità di sopportare lo stress.

Per avere una vita piena e sana, si dovrebbe trascorrere più tempo con gli amici, anche se per adesso in modo solo virtuale. Con le difficoltà causate dalla pandemia dobbiamo trovare nuovi modi di relazionarci e continuare a trovare nuovi argomenti e modi di conversazione, ad esempio parlare di una serie che si sta guardando, stare su piattaforme per svolgere insieme attività online, bere qualcosa insieme in videochiamata.

Queste sono solo alcune idee per mantenere vive le tue amicizie durante la pandemia. Tu cosa fai per stare in contatto con i tuoi amici?

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Trova il giusto equilibrio tra vita e lavoro

Il nostro benessere dovrebbe essere la nostra priorità. Ma la società nella quale viviamo ci porta spesso a invertire le priorità in un modo che può seriamente compromettere la nostra qualità di vita e la nostra salute fisica, mentale ed emotiva.

Secondo la classificazione internazionale delle malattie, l’esaurimento professionale, conosciuto anche come burn-out, è considerato come un fenomeno legato al lavoro ma non sarebbe la sola causa. 

Con il costo della vita che aumenta e le fatture da pagare che si accumulano, siamo sempre di più portati a lavorare molto per guadagnare uno stipendio che ci permetta di mantenere noi stessi e le nostre famiglie in modo decoroso. Questo però ci porta a mettere da parte altri bisogni fondamentali.

Passiamo molte ore tutti i giorni a lavorare per un’azienda, o a lavorare per noi stessi, riducendo il tempo per alimentarci bene, per riposarci o svagarci, per la famiglia e non capiamo l’impatto che questo può avere sulla nostra vita.

Certamente ci sono tante persone che non possono permettersi di lavorare meno perché sono responsabili della loro famiglia e di provvedere ai loro bisogni.

Tuttavia, anche in questi casi, si deve cercare di trovare un equilibrio tra il lavoro e il riposo, perché la vita è molto di più del nostro lavoro.

Il tempo eccessivo passato al lavoro e la mancanza di tempo dedicato a noi stessi per praticare uno sport, fare una passeggiata o semplicemente oziare, a lungo andare nuoce alla nostra salute fino ad arrivare ad un livello difficilmente recuperabile.

Sempre più spesso le persone soffrono di stress post-traumatico, di sovraffaticamento, di problemi alimentari, di difficoltà relazionali a causa di giornate estenuanti e stressanti passate al lavoro, che non ci lasciano il tempo di vivere e fare le attività che davvero ci rendono felici.

Se pensi di essere in questa situazione, dovresti capire una cosa: nessun stipendio vale la tua salute, nessun vantaggio ti ricompensa della stanchezza che hai alla fine di una giornata di lavoro, che ha annientato la tua energia e la tua gioia di vivere.

Se al momento non hai altra scelta e devi continuare nel tuo lavoro, cerca di fare qualcosa tutti i giorni che ti faccia stare bene per ritrovare l’equilibrio nella tua vita. Se tutto quello che fai è stressante ed estenuante, arriverà il momento che non ne potrai più e le conseguenze saranno più gravi. Ti occorrerà più tempo per ritrovare il tuo benessere ottimale.

Il lavoro è una parte importante della vita ma la vita non è solo il lavoro. C’è di più: la famiglia, la salute, gli amici, insomma lo stare bene. Non permettere che il lavoro occupi tutta la tua vita!

Nulla vale un spirito esaurito e un cuore infelice. Il tuo lavoro continuerà anche senza di te, mentre le relazioni personali e la salute vanno curate, seguite con attenzione.

Puoi trovare un altro lavoro, ma non puoi sostituire la tua famiglia, i tuoi amici e soprattutto la tua salute. Ricordati di prenderti cura di te stesso/a per poter vivere una vita migliore.

5 ragioni per cui fare un’escursione fa bene

Fare un’escursione significa approfittare di un momento rivitalizzante. Le persone apprezzano sempre di più i benefici della lentezza e della semplicità. Camminare a piedi è un modo meraviglioso per scoprire l’ambiente naturale. Ecco 5 ragioni per cui dovresti cominciare a fare escursioni:

  1. Si tratta di un’attività estremamente sana.

Un’escursione può migliorare la tua salute fisica generale che, sotto molto aspetti, é paragonabile ad altre attività sportive. Il sonno migliora, il rischio di malattie cardiovascolari e di malattie croniche si riduce. Anzi, potrebbe essere pure meglio di un’attività sportiva al chiuso: la superficie irregolare dei sentieri consente, infatti, di lavorare in modo naturale ed efficace sul proprio equilibrio interno e di rafforzarlo. Questo non avviene su un tapis roulant in palestra, la cui superficie è assolutamente pari e si può solo modificare l’inclinazione o l’intensità. La palestra non offre nemmeno la combinazione di aria pure a luce naturale, accompagnata da suoni, colori e odori della natura.

2. Camminare all’aria aperta ti rende più felice.

Le escursioni rafforzano contemporaneamente il tuo spirito e il tuo corpo. Il tuo umore può migliorare, puoi aumentare la tua impressione di essere felice, i sintomi di ansia e depressione possono ridursi. Connettendo il tuo spirito e i tuoi sensi all’istante presente, un’escursione nella natura rappresenta l’antidoto perfetto allo stress della vita moderna. In Giappone, una lunga passeggiata in ambiente naturale è considerata una terapia ufficiale per ridurre lo stress. Il “shinrin-yoku”, o bagno nella foresta, consiste semplicemente nell’immergersi alcune ore nel cuore di un bosco tranquillo e a impregnarsi della sua atmosfera.

3. L’attività sportiva si mischia alla scoperta

Questo è uno dei principali vantaggi dell’escursione, perché permette di associare l’attività sportiva alla scoperta. Andare in palestra a volte può essere difficile mentre partire per un’escursione viene percepito come un’attività gradevole. Un’escursione è sempre un nuovo viaggio. Mettendo semplicemente un piede davanti all’altro, puoi avventurarti nella diversità di nuovi paesaggi: praterie verdi, boschi rilassanti, laghi scintillanti o paesini accoglienti.

4. Si tratta di un’attività praticamente gratuita

Non serve iscriversi, non sono necessarie lezioni né attrezzature costose, l’escursionismo è un’attività sportiva abbordabile. Alcune riserve naturali possono prevedere un biglietto d’entrata a costo modico ma ci sono tantissime zone il cui accesso è completamente gratuito. Le sole cose veramente necessarie sono un paio di scarpe di buona qualità e comode e di un cappellino e di occhiali per proteggersi dal sole.

5. E’ un’attività accessibile a tutti, in quasi tutte le stagioni e in tutti i luoghi

Tutti possono approfittare di una passeggiata nella natura, indipendente dall’età e dal livello di allenamento. Certo magari bisogna scegliere dei percorsi adatti all’età e alla forma fisica. Non c’è nemmeno bisogno di programmare o preparare l’escursione con tanto anticipo. Sicuramente ci sono degli spazi naturali adatti all’escursionismo intorno o poco distanti da te. Se non ci sono delle montagne o dei grandi sentieri vicino a dove abiti, certamente ci sarà un parco o uno spazio naturale.

Scrivimi per raccontarmi la tua esperienza!