Cosa significa mangiare in modo sostenibile

Oggi piú che mai le questioni ambientali e di salute sono sempre più intrecciate, e l’alimentazione sostenibile è diventata un modo essenziale e personale per sostenere il futuro del pianeta. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’alimentazione sostenibile va oltre la scelta di cibi per il benessere personale: è un modo per abbracciare scelte alimentari che contribuiscono anche alla salute ambientale, all’equità sociale e alla sostenibilità economica. Ma cosa significa davvero mangiare in modo sostenibile, e come le nostre scelte influenzano sia il nostro corpo che il pianeta?

Principi fondamentali dell’alimentazione sostenibile

I principi guida dell’OMS sull’alimentazione sostenibile enfatizzano un equilibrio che considera la salute, l’impatto ambientale e i fattori socio-economici. Ecco alcuni principi fondamentali da tenere a mente:

  1. Priorità agli alimenti di origine vegetale
    Una dieta ricca di frutta, verdura, cereali integrali, noci e semi è la base dell’alimentazione sostenibile. Le diete a base vegetale richiedono generalmente meno risorse naturali rispetto a quelle ricche di prodotti animali, riducendo le emissioni di gas serra, l’uso del suolo e il consumo di acqua. Ponendo le piante al centro della nostra alimentazione, allineiamo le nostre abitudini alimentari a un’impronta ambientale più bassa.
  2. Preferire i prodotti locali e di stagione
    Scegliere prodotti stagionali e locali sostiene la biodiversità e riduce l’impronta di carbonio associata al trasporto di alimenti a lunga distanza. L’OMS suggerisce di mangiare una varietà di alimenti per mantenere l’equilibrio nutrizionale ed evitare una dipendenza eccessiva da colture specifiche, che possono degradare gli ecosistemi nel tempo. Questo approccio non solo promuove una dieta sana, ma rafforza anche le economie e i sistemi alimentari locali.
  3. Minimizzare i cibi processati e lo spreco
    I cibi processati richiedono un maggiore consumo di energia durante la produzione e il confezionamento. Chi mangia in modo sostenibile è attento agli sprechi alimentari e cerca di consumare alimenti freschi e integrali per quanto possibile. Riducendo gli sprechi e dando priorità agli ingredienti freschi, riduciamo il nostro impatto ambientale e conserviamo risorse preziose.
  4. Scegliere proteine di origine responsabile
    La scelta delle proteine è un fattore importante nell’alimentazione sostenibile. Le proteine animali, soprattutto la carne rossa, hanno un impatto ambientale considerevole. Mangia preferibilmente proteine di origine vegetale, come legumi, tofu e noci, o pesce e pollame provenienti da fonti sostenibili, se proprio devi. Questo equilibrio può aiutare a ridurre il peso ambientale della produzione di carne, dal consumo di acqua alla deforestazione.

Come le nostre scelte influenzano la nostra salute e quella del pianeta

L’alimentazione sostenibile è a doppio senso: i cibi che consumiamo influenzano il nostro benessere e, allo stesso tempo, l’ambiente intorno a noi. Scegliere alimenti ricchi di nutrienti e di origine vegetale non solo aiuta a ridurre il rischio di malattie croniche come malattie cardiache, obesità e diabete, ma contribuisce anche a ridurre l’inquinamento, a preservare gli habitat naturali e a promuovere la biodiversità. Una dieta sostenibile per il pianeta favorisce anche il miglioramento della nostra salute.

Ad esempio, frutta e verdura sono tipicamente ricchi di fibre, vitamine e minerali essenziali per la salute generale. E poiché le diete a base vegetale tendono a essere più povere di grassi saturi rispetto a quelle ricche di carne, riducono il rischio di malattie cardiovascolari.

Perché le proteine sono al centro del dibattito sull’alimentazione sostenibile

Le proteine, in particolare quelle di origine animale, sono al centro del dibattito sulla sostenibilità. L’allevamento di bestiame rappresenta una quota significativa delle emissioni di gas serra (14,5%) e richiede ampie quantità di terra, acqua e alimenti che potrebbero essere destinati al consumo umano. Al contrario, le proteine vegetali come lenticchie, ceci e fagioli richiedono meno risorse e contribuiscono meno alle emissioni di carbonio. Per questo molte persono stanno ripensando la loro dieta a base di fonti tradizionali di proteine, e si stanno indirizzando verso opzioni a base vegetale.

Per chi proprio non puó fare a meno di consumare carne, sarebbe opportuno optare per porzioni più piccole. Se vuoi mangiare pesce, scegli quello proveniente da fonti sostenibili.

Concludendo, mangiare in modo sostenibile implica piccoli e consapevoli cambiamenti che si trasformano in un impatto significativo. Scegliere prodotti locali, ridurre il consumo di carne e pesce, minimizzare gli sprechi alimentari, sono azioni che possono contribuire a un mondo più sostenibile influenzando la salute degli ecosistemi, degli animali e delle comunità in tutto il mondo.

L’alimentazione sostenibile non è semplicemente una moda; è una risposta consapevole alle sfide urgenti della nostra epoca. Adottando i principi dell’OMS, ci rendiamo partecipi al cambiamento positivo del pianeta e di noi stessi.

Ricorda: le scelte che facciamo contano. Ogni singola azione contribuisce alla costruzione di un mondo migliore e ti aiuta a stare in salute.

Cosa ne pensi di una dieta a base vegetale?

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Micromanagement

“Mi chiedeva di metterla in copia di tutte le email, anche quelle più banali. A volte bussava alla porta del mio ufficio per chiedermi se stavo bene perché avevo passato molto tempo in bagno, quando in realtà erano trascorsi appena cinque minuti. Controllava quando entravo e quando uscivo dal mio ufficio per vedere quanto tempo mi assentavo. La pressione che esercitava controllando ogni dettaglio del mio lavoro era asfissiante, più che esagerata e soprattutto controproducente.”

Questa è solo una testimonianza di un’impiegata che ha lavorato con un micro-manager. Qui, invece, trovi la mia testimonianza, descritta sulla base di circa otto anni di lavoro con due manager diversi, in due posti di lavoro diversi, ma con comportamenti simili.

Che cos’è il micromanagement esattamente? Si tratta di una pratica manageriale tramite la quale il manager esercita un controllo esaustivo delle azioni, dei compiti, delle funzioni e delle responsabilità delle persone all’interno dell’organizzazione a lui/lei subordinate a livello gerarchico.

È tipico anche che questo tipo di manager chieda di vedere un’email prima che venga inviata, come è anche tipico voler essere informato di tutte le decisioni che l’impiegato/a prende, perché il manager ritiene che la persona non possa prendere decisioni da sola.

Un micro-manager combina l’impazienza e la sfiducia con un controllo assoluto dei compiti assegnati ai suoi subordinati.

La situazione assomiglia agli schemi che servivano alla “Psicopolizia” per sorvegliare scrupolosamente ogni movimento dei personaggi del romanzo “1984” di George Orwell.

Photo by Michal Jakubowski on Unsplash

Come succede nel libro, le conseguenze di questa pratica di controllo ferreo sugli impiegati sono devastanti. Il capo ci guadagna in tranquillità ma i collaboratori ne soffrono e oltretutto sono meno produttivi. Infatti, questo sistema crea dei colli di bottiglia che causano un rallentamento di tutte le attività. Questi tipi di manager vogliono guadagnarsi una buona reputazione ed evitare che un superiore possa dar loro la colpa che qualcosa sia stato fatto male.

La parte peggiore però ricade sugli impiegati. Molte volte non sanno come dare priorità alle cose che devono fare, perché il capo cambia continuamente le sue priorità sulla base dell’urgenza che arriva, o perché un superiore glielo chiede o perché è un’esigenza del mercato. Gli impiegati perdono in creatività e in autostima. Si stabilisce una “cultura della paura”, dove tutto è soggetto agli ordini del superiore. Questo può provocare assenteismo per malattia.

A parte vere e proprie malattie di tipo psicosomatico che possono insorgere, si sviluppano anche delle situazioni psicologiche per le quali la persona si sente senza valore, diventa sempre più piccola fino a dubitare delle sue capacità. Ci si comincia a chiedere: “Sono capace di farlo?”, “Mi sono sbagliata lavoro?”, “Perché mi controlla così, cosa ho fatto di male?”. E può anche succedere che si lascia il lavoro, anche se magari si ha un buon stipendio. Quando una situazione non si riesce a cambiare o accettare, si deve lasciare andare, abbandonare e, in questo caso, ci si potrebbe appunto licenziare.

È importante sapere che le persone non lasciano il lavoro che fanno, ma lasciano il loro capo.

Ma perché i manager cadono in questa trappola?

Se il micromanagement rovina l’ambiente di lavoro, la salute degli impiegati, e risulta dannosa persino ai capi che perdono in produttività fino ad arrivare alla perdita dei loro collaboratori, perché non si può evitare questo controllo totale e costante? I capi non hanno abbastanza lavoro di cui occuparsi?

Ci sono diverse cause possibili.

Primo, il capo stesso subisce delle pressioni dall’alto, siano esse dai propri capi, dagli azionisti, dal mercato o dalla concorrenza.

Secondo, l’incompetenza. Il manager si sente insicuro perché i suoi impiegati sono piú bravi di lui/lei oppure non sono adatti a quel tipo di lavoro.

La terza causa è chiara e diretta: la personalità ossessiva del capo che lo rende incapace di organizzare il suo lavoro di gestione.

Qualsiasi sia la causa, è necessario analizzare quanto sta succedendo per poter mettere fine a questa situazione il più presto possibile.

Normalmente ci si dovrebbe rivolgere alle risorse umane per esporre la situazione. Ma puó accadere che anche alle risorse umane ci siano dei micro-manager. Parlo per esperienza diretta, ho lavorato alle risorse umane per più di 10 anni e ho visto tanto micro-manager lavorare con me.

In alternativa, ci si potrebbe rivolgere al superiore gerarchico chiedendo di mettere in atto delle tecniche, magari con l’aiuto di un coach.

Una tecnica potrebbe essere quella del semaforo. Insieme al capo si definiscono i limiti di controllo ammissibili, cioè da non oltrepassare. Qualora questi limiti venissero superati si lanciano dei segnali alla persona al comando. Quando il superiore li riceve, identifica il suo comportamento e cerca di controllarlo.

Un’altra strategia è quella di definire il profilo del capo e di ogni membro del team, analizzandone le caratteristiche personali, professionali e comunicative. Una volta completata questa “radiografia” il capo deve rispondere a queste tre domande:

  1. Che stile di leadership utilizza con ogni impiegato;
  2. Quale stile di leadership necessiterebbe ogni impiegato;
  3. Quali modelli di leadership desidererebbe utilizzare in concreto con quell’impiegato.

Il capo potrebbe rendersi conto a questo punto che il tipo di leadership che sta utilizzando è in linea con il ruolo di quella persona, ma non è ciò di cui quel dipendente, per via della sua personalità, ha bisogno. Adottando questo cambio di paradigma, il capo inizia a pensare non dal suo punto di vista, ma da quello del suo collaboratore.

Sebbene queste strategie possano sembrare fantascienza, con il tempo e la volontà di cambiamento, il successo è assicurato.

Tu hai mai lavorato con un capo maniaco del controllo?

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Come e perché combattere lo stress

Sono sicura che usi spesso la parola stress nel corso della tua giornata.

Ci sentiamo tutti un po’ stressati a causa dei multipli impegni da incastrare, scadenze imminenti, mancanza di tempo da dedicare a noi stessi.

Il comune denominatore a tutte le forme di stress è una sensazione di malessere, stanchezza, irritabilità che ci rende più fragili di fronte alle malattie e meno tolleranti nei confronti degli altri e dei problemi quotidiani.

Lo stress in realtà è una risposta adattiva che ha permesso alla nostra specie di sopravvivere lungo tutta la sua evoluzione.

Hans Seyle, il primo teorico dello stress, lo ha concepito come una risposta adattiva che l’organismo mette in funzione per superare tutte le situazioni che i suoi sistemi d’allarme giudicano pericolose.

La reazione da stress è infatti caratterizzata dalla secrezione di ormoni quali il cortisolo e l’andrenalina che rendono i muscoli più forti e la persona più reattiva. In questo senso, lo stress ha una valenza non solo positiva ma addirittura necessaria alla sopravvivenza della specie.

L’uomo primitivo doveva affrontare pericoli che però erano di breve durata. Durante la caccia, ad esempio, poteva incontrare un animale e doveva decidere se scappare o affrontarlo (hai mai sentito parlare della reazionefight or flight“?), ma una volta presa una decisione e agito di conseguenza, aveva molto tempo per recuperare.

Nell’età contemporanea, anche noi abbiamo questo tipo di reazione di fronte a quello che, a livello conscio o inconscio, percepiamo come pericoloso (stressor). Ma gli stressor di oggi sono decisamente diversi da quelli che dovevano affrontare i nostri antenati. Gli stressor moderni sono di tipo psico-sociale e non più fisico. Si tratta dell’ambiente di lavoro, di relazioni sociali, di preoccupazioni finanziarie, dell’enorme quantità di impegni che abbiamo e del tempo limitato per portarli a termine. Soprattutto questi stressor non sono momentanei ma possono persistere per molto tempo e abbiamo bisogno perció di piú tempo per recuperare.

Quindi, finché lo stress si limita a periodi molto brevi è una reazione positiva che ci consente di affrontare e superare le situazioni difficili e potenzialmente pericolose. Quando invece la fonte di stress persiste per un tempo eccessivo diventa causa di disturbi e malattie sempre più importanti.

I segnali che lo stress sta diventando una minaccia per la tua salute posso essere questi:

1. Fastidio nei confronti di suoni e luci

2. Dolori, contratture e crampi muscolari

3. Cefalea

4. Disturbi del sonno

5. Aritmia cardiaca

6. Ipertensione arteriosa

7. Difficoltà digestive

8. Ansia

9. Depressione

10. Irritabilitá

11. Stanchezza generale

Cosa puoi fare in concreto per combattere lo stress, quando le condizioni in cui ti trovi non ti permettono di evitarlo?

L’attività fisica, soprattutto aerobica, come la camminata veloce, il nuoto e la bici, è senz’altro uno dei rimedi migliori contro lo stress.

Il controllo della respirazione, inteso come l’abituarsi ad usare il diaframma e a rallentare la frequenza respiratoria, é un altro strumento utile contro lo stress.

Altri rimedi sono: lo yoga, il tai-chi e la meditazione. Negli ultimi anni ha preso piede la mindfulness, che aumentando il livello di consapevolezza personale, svolge un’azione anti stress.

Ovviamente un buon massaggio che ti aiuta a far aumentare il livello dell’ossitocina, un ormone in grado di contrastare il cortisolo, è sicuramente efficace.

A livello di integratore alimentare, il magnesio è il minerale anti stress per eccellenza, anche perché ne siamo cronicamente carenti. Ricordati che un integratore é tale perché deve essere complementare ad un’alimentazione corretta. Quindi, mangia sano!

Tu fai qualcosa per combattere lo stress? Che cosa?

Condividere con gli altri le tue strategie puó essere utile per contribuire al benessere generale.

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Alimentazione sostenibile: come nutrirci senza divorare l’ambiente

Quando parliamo di sostenibilità, ci troviamo di fronte a molteplici ambiti in cui questo concetto viene applicato, e a volte si crea confusione. Per questo oggi farò una breve riflessione sull’alimentazione sostenibile.

Cos’è l’alimentazione sostenibile?

L’alimentazione sostenibile si riferisce alla selezione accurata di cibo, che rispetti la stagionalità e la qualità, e si integri in una dieta bilanciata volta al miglioramento delle condizioni attuali del nostro pianeta.

A tal proposito, la FAO ha fornito linee guida internazionali con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale nel campo dell’agricoltura e degli allevamenti. Questi principi fondamentali si traducono anche in una maggiore attenzione verso quello che mangiamo.

Principi dell’alimentazione sostenibile

L’alimentazione sostenibile si basa su tre principi fondamentali da seguire per salvaguardare non solo la salute dell’ambiente ma anche la nostra:

  1. Consumare meno: L’eccessivo sfruttamento del suolo e del territorio porta a un carico eccessivo sui ritmi naturali, con un impatto significativo sull’ambiente.
  2. Minimizzare lo spreco alimentare: Le ricerche indicano che circa 88 milioni di tonnellate di cibo vengono sprecate ogni anno.
  3. Ridurre il consumo di prodotti di origine animale: La sovrapproduzione di alimenti di origine animale, unita a un consumo eccessivo, è associata a un aumento dei rischi di ictus, cancro e altre malattie. Eliminare il consumo di carne rossa, mangiare pesce pescato in modo sostenibile, aumentare l’assunzione di frutta e verdura è fondamentale sia per noi che per l’ambiente.

Ostacoli per l’applicazione di queste semplici raccomandazioni

Il problema fondamentale risiede nel vasto business che ruota intorno all’alimentazione con grandi industrie incentrate sulla produzione a basso costo per raggiungere mercati più ampi. Ciò compromette spesso la qualità dei prodotti e la nostra salute, e rappresenta una sfida fondamentale dei nostri tempi.

Cosa possiamo fare per migliorare la nostra alimentazione

Un modo per migliorare la nostra dieta e fare scelte più sostenibili per l’ambiente e noi stessi, è fare acquisti nei mercati locali, specialmente da agricoltori le cui pratiche sono riconosciute come ecologiche e rispettose dell’ambiente, che per esempio evitano l’uso di pesticidi nella coltivazione.

Si possono poi preparare i pasti per la settimana, conservarli in contenitori e metterli in freezer. In questo modo si è sicuri di ridurre gli sprechi. Inoltre, fare la spesa mirata avendo in mente un menù settimanale garantisce un frigorifero ben fornito e non si rischia che gli alimenti vadano a male.

Un altro consiglio è bere acqua del rubinetto invece di acquistare acqua minerale in bottiglia di plastica o rifornirsi presso stazioni di rifornimento di acqua portando le proprie bottiglie di vetro.

Consumare prodotti di stagione, evitare cibi eccessivamente processati, mangiare pesce pescato in modo sostenibile e eliminare il consumo di carne rossa sono ottime scelte verso pratiche alimentari sostenibili.

Una domanda sorge spontanea: tutti possono adottare questo stile di vita?

Certamente, non tutti hanno i mezzi finanziari per sostenere determinate spese, poiché i prodotti biologici o a km 0 spesso hanno un costo più elevato rispetto al cibo che si trova nei supermercati. Tuttavia, bisognerebbe chiedersi perché certi prodotti costano così poco.

Un altro ostacolo potrebbe essere la mancanza di tempo causata dal lavoro e dagli impegni quotidiani, che rendono più difficile recarsi al mercato biologico lontano da casa rispetto al supermercato dietro l’angolo.

Quindi, cosa si può fare?

Anche i grandi cambiamenti cominciano un passo alla volta, quindi ciascuno di noi potrebbe adottare una di queste misure e poi continuare nel tempo. Piccole azioni collettive possono contribuire a preservare l’ambiente. L’importante è iniziare!

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5 metodi efficaci per rilassarti

Senti che hai bisogno di distenderti ma non sai quale metodo di rilassamento adottare? Ecco qui alcune proposte tra le mie preferite. Devi
solamente scegliere quella che ti ispira di più!

Metodo 1: la respirazione cosciente.
Ovviamente non si tratta del nostro modo di respirare normale, che consiste nell’inspirare ed espirare senza che nemmeno ce ne accorgiamo.
Si tratta di una respirazione cosciente, interiorizzata.

Come funziona? Siediti dove vuoi, per terra, su una sedia, sul divano. Comincia ad inspirare dal naso gonfiando la pancia. Espira lentamente dalla bocca, svuotando la pancia (è anche un buon esercizio per gli addominali). Concentrati solamente sul flusso d’aria che attraversa il tuo
corpo. Vedrai che la tua respirazione rallenta e il tuo corpo si distende lentamente. L’ideale sarebbe praticare questo tipo di respirazione almeno tre volte al giorno. Questo metodo si può praticare dappertutto, il respiro è
sempre con te! Un minuto di respirazione profonda e cosciente ti aiuterà a rilassarti.

Metodo 2: la meditazione.
Non mi riferisco qui alla meditazione trascendentale, ma alla meditazione in piena coscienza (mindfulness), accessibile e facile da applicare. La meditazione ti aiuta a prenderti cura di te stessa.o e della tua mente, permettendoti di avere coscienza del “qui e ora”, allontanandoti dallo stress e dai problemi.

Come funziona? Chiudi gli occhi e concentrati sulla sensazione che ti procura il flusso d’aria che entra ed esce dalle narici e dai polmoni. Cerca di non distrarti, e tutte le volte che ti accorgerai che la tua mente sta vagando, riporta l’attenzione sul respiro. Una seduta di meditazione può durare
qualche minuto per i neofiti e delle ore per i più esperti. Se sei del genere che preferisce la tecnologia, puoi provare delle app che ti guidano e ti seguono durante il tuo percorso di meditazione. Riuscire a praticare questo tipo di meditazione qualche minuto più volte al giorno, appena puoi, sarebbe l’ideale.

Metodo 3: il massaggio
Il massaggio elimina le tensioni e procura una sensazione di serenità e di benessere super gradevole. Quindi, se ne hai l’occasione, fatti massaggiare. Il tuo stress sparirà. Se non trovi nessuno tra i tuoi familiari o amici
che ti possa massaggiare o non vuoi andare da un professionista, puoi prendere degli apparecchi per il massaggio, che potrai utilizzare per il collo, i piedi, la schiena o la testa. Esistono anche delle poltrone che fanno dei massaggi e perfino una maschera che massaggia dolcemente gli occhi e ti farà avere un aspetto perfettamente riposato! Una soluzione semplice per massaggiare i piedi potrebbero essere delle palline da tennis da far rotolare sotto i piedi e schiacciare. E’ quasi come se facessi una seduta di riflessologia. Provaci!

Metodo 4: Yoga e Pilates
Si tratta di due discipline molto utili per la tua salute fisica e mentale. Mentre lo Yoga si concentra sulla connessione fisica e mentale, il Pilates è più assimilabile ad uno sport che però ci fa utilizzare e sviluppare la muscolatura profonda del nostro corpo.

Metodo 5: l’aromaterapia
L’aromaterapia utilizza l’essenza aromatica delle piante per prevenire, curare o rilassare. In quest’ultimo caso che ci interessa, si può utilizzare un diffusore di olii essenziali che consente la nebulizzazione degli olii e la loro
diffusione nell’ambiente domestico.

Quali olii utilizzare per rilassarsi?

  1. Olio essenziale di lavanda: ha proprietà sedative e calmanti e permette il rilassamento.
  2. Olio essenziale di neroli: riduce lo stress e combatte l’insonnia e le tensioni.
  3. Olio essenziale di maggiorana: regola le emozioni e ti protegge dalle paure.
  4. Olio essenziale di pompelmo: combatte lo stress e ti aiuta a sciogliere i dubbi.
  5. Olio essenziale di mandarino: è rilassante e sedativo.
  6. Olio essenziale di pino silvestre: ti aiuta a controllare le emozioni.

Ecco qui i miei metodi preferiti di rilassamento. Scegli quello che ti piace di più e, se ti va, fammelo sapere. Puoi anche sceglierne più di uno perché prendersi cura di se stessi non é mai abbastanza!

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Coltiva la sinergia tra le buone abitudini e te stesso

Le buone abitudini e un ottimo morale hanno un legame stretto con il benessere. 

Ecco qui 9 consigli che ti aiuteranno a trovare piú serenitá, a migliorare il tuo equilibrio e ad avvicinarti all’idea di felicità che più ti corrisponde.

  1. Mantieniti in movimento. L’attività fisica è uno degli strumenti che più apporta benefici al nostro corpo. Può ridurre lo stress in maniera significativa, aiutarti a mantenere sotto controllo il livello di colesterolo, a perdere peso, a ossigenare i tessuti del corpo ed eliminare le tossine attraverso la sudorazione. Inoltre, consente lo sviluppo di endorfine che producono piacere al cervello e diminuiscono il dolore alle articolazioni. Se puoi evita di prendere l’ascensore, cammina fino al lavoro, fai le scale o vai in bicicletta. Sono tutte attività che puoi fare senza andare necessariamente in palestra. Non solo il tuo corpo ne gioverà, ma anche l’ambiente ti ringrazierà. 
  2. Migliora l’alimentazione. Fai attenzione a quello che consumi quotidianamente. Dedica del tempo a ogni pasto e scegli dei menu sani. Mangia in modo equilibrato e aggiungi frutta, verdura e legumi al tuo regime alimentare. Sperimenta delle nuove ricette e prepara dei pasti dal gusto diversificato per scoprire cose nuove. Evita di mangiare cibo spazzatura, perché contiene zuccheri semplici e carboidrati, che contribuiscono al rallentamento del metabolismo e ostruiscono le arterie. Evita anche i pasti troppo grassi.
  3. Bevi in abbondanza bevande sane. Il consumo di acqua, tè e succo ti consente di eliminare i radicali liberi. Inoltre, l’idratazione fa bene alla pelle, che così si manterrà bella e sana.
  4. Fai qualcosa che ti piace. Dedica del tempo a fare un’attività che ti piace durante la giornata, che ti faccia rilassare, come ad esempio fare dei lavori manuali, cucinare, leggere o guardare un film. 
  5. Disconnettiti per una giornata intera. Fai uno sforzo, metti da parte i social e il telefono per un giorno. Fa bene concentrarsi su sé stessi ogni tanto.
  6. Esci all’aria aperta. Una passeggiata, un pic-nic, passare del tempo all’aperto sono attività che ti fanno riconnettere alla natura oltre che essere un’occasione per respirare un po’ d’aria fresca.
  7. Fai volontariato. La solidarietà è uno dei percorsi più utilizzati dalle persone che cercano la tranquillità e che vogliono essere sentirsi utili. Le buone azioni influenzeranno la tua vita in maniera positiva.
  8. Resta positivo/a. Guarda alle cose con piacere, ottimismo ed energia positiva. La frustrazione porta delle conseguenze negative nella vita.
  9. Condividi dei momenti con gli amici. Prendere un caffè insieme a degli amici, parlando del più e del meno, ti aiuterà a sentirti molto meglio.

Che ne pensi? Adotterai una di queste nuove abitudini?

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Come sconfiggere la stanchezza e migliorare l’immunità

Ti senti esausto e affaticato a causa dell’autunno? La mancanza di luce, il tempo piovoso o lo stress legato al lavoro ti tolgono energia? È normale non aver voglia di alzarsi e voler rimanere raggomitolati sotto il piumino quando si avvicina la stagione fredda. Ecco qui  alcuni modi efficaci per aumentare i tuoi livelli di energia, combattere la stanchezza, e migliorare l’immunità.

Come il sonno potenzia l’immunità

Il legame tra il sonno e l’immunità è cruciale. Il miglior amico del tuo sistema immunitario è il sonno. Durante il sonno, il tuo corpo rilascia proteine essenziali che combattono infezioni, infiammazioni e stress. Ma se non dormi a sufficienza, il tuo corpo produce meno proteine vitali. Il risultato? Il tuo sistema immunitario ne risente, lasciandoti vulnerabile a infezioni e virus. Una buona notte di sonno può rafforzare le tue difese.

Il segreto di un sonno riposante è la routine! Stabilisci un orario fisso per andare a letto e sveglianti alla stessa ora ogni giorno, anche nei fine settimana. Resisti alla tentazione di dormire più a lungo per non alterare l’orologio biologico del tuo corpo. Sorprendentemente, seguire questa routine può farti sentire più energico al lavoro il lunedì.

Il numero magico per il sonno varia da persona a persona. Mentre gli adulti di solito necessitano di 7-9 ore, gli adolescenti ne richiedono 8-10 e i bambini ne hanno bisogno di 9-11. Scopri la durata ideale del tuo sonno prestando attenzione a quante ore ti fanno sentire rinfrescato e sveglio.

Creare una routine serale rilassante può migliorare la qualità del tuo sonno. Ecco come:

  1. La sera evita pasti pesanti e di difficile digestione.
  2. Elimina la caffeina e opta per tisane rilassanti come la lavanda.
  3. Evita di fare attivitá fisica poco prima di andare a letto.
  4. Spegni i dispositivi elettronici almeno mezz’ora prima di dormire. La loro luce intensa disturba la produzione di melatonina. Invece, opta per una lettura rilassante con una luce soffusa.

Un sonno riposante è influenzato anche dall’ambiente in cui dormi. Apporta queste modifiche:

  • Scegli un cuscino che mantenga il collo e la testa allineati.
  • Opta per un materasso di media rigidità che sostenga la parte bassa della schiena.
  • Assicurati che la base del materasso sia piatta per evitare deformazioni.
  • Mantieni una temperatura ambiente tra 18 e 20 °C per prevenire disagi notturni.
  • Mantieni la stanza buia per segnalare al tuo corpo che è ora di dormire.

Ricarica i tuoi livelli di energia

Le mattine sono una battaglia costante per alzarti? Bevi tanto caffè solo per non sbadigliare? Questi sono problemi comuni durante i mesi autunnali e invernali quando la luce naturale diminuisce. La diminuzione della luce naturale può interferire con la produzione di melatonina, un ormone che influisce sia sul sonno che sull’umore. Per sconfiggere la letargia mattutina, è fondamentale dare priorità alla tua routine del sonno.

Per mantenere alti i livelli di energia, considera questi cambiamenti nello stile di vita:

  • Dai priorità a una dieta sana ed equilibrata con cereali integrali, legumi, noci, frutta, verdura e pesce.
  • Limita gli zuccheri rapidi presenti in cereali raffinati, bevande zuccherate, cioccolato e snack processati per evitare cali di energia.
  • Incorpora l’attività fisica nella tua routine quotidiana mirando a 10.000 passi al giorno. Piccoli cambiamenti come prendere le scale o camminare durante la pausa pranzo possono fare una grande differenza.

Come vedi sconfiggere la stanchezza e migliorare l’immunità è possibile con le giuste abitudini e i cambiamenti nello stile di vita. Usa queste strategie nella tua routine quotidiana per aumentare i livelli di energia e proteggere la tua salute.

Seguendo questi consigli, puoi efficacemente rivitalizzare i tuoi livelli di energia e rafforzare il sistema immunitario, preparandoti cosí per l’inverno in modo sano.

Sei pronto a ritrovare energia anche in questa stagione?

Per prenderti cura del tuo corpo, sfida te stesso con il “Mese Senza Zuccheri Aggiunti”

Ispirandoti ai celebri “mese senza alcol” e “mese senza tabacco”, potresti cimentarti nel “Mese Senza Zuccheri Aggiunti”.

Gli zuccheri aggiunti, che sono superflui per il corretto funzionamento del corpo, contribuiscono in larga misura all’aumento di obesità, diabete, malattie cardiovascolari e altre patologie.

Questo esperimento ha un duplice scopo:

  • Costituisce una sfida personale, un esperimento per superare te stesso e acquisire consapevolezza sullo zucchero che consumi.
  • L’altro obiettivo è partecipare a un esperimento collettivo per condividere la tua esperienza e i potenziali risultati ottenuti.

Basta coinvolgere e motivare qualche amico o collega per cominciare insieme il “Mese Senza Zuccheri Aggiunti”. Iniziare questa sfida con altri è importante per confrontarsi sull’argomento e resistere più facilmente per un mese.

Ricorda che se desideri intraprendere questa sfida, può essere davvero utile motivare alcune persone intorno a te affinché partecipino. In momenti in cui vorresti abbandonare il tuo obiettivo, gli altri saranno lì a incoraggiarti a proseguire.

Nel mio caso, il risultato di questa esperienza è stato evidente. Dopo la frustrante (e piuttosto intensa) prima settimana, il resto della sfida è stato positivo.

Ho riscontrato diversi vantaggi:

  • Un miglioramento dell’umore quotidiano.
  • Meno desiderio di fare spuntini tra i pasti, grazie a una sensazione di sazietà prolungata.
  • Un incremento significativo di energia.

È proprio quest’ultimo punto che voglio sottolineare. Dopo un mese trascorso senza consumare zuccheri aggiunti, ho constatato un notevole aumento di energia. Questa rinascita è stata un toccasana ristoratore, soprattutto dopo un periodo di lavoro intenso prima delle meritate vacanze.

Tuttavia, occorre fare attenzione a non demonizzare tutti i tipi di zucchero. Limitare il consumo di zuccheri aggiunti è essenziale per la salute, ma ciò non significa che non ci si possa concedere un piacere ogni tanto, né che ci si debba sentire in colpa per avere ceduto a una piccola tentazione.

Per esempio, una domenica pomeriggio a casa di un’amica, ho assaporato tre piccoli pezzi di torta, mangiandoli lentamente. Anche cedere alle tentazioni può giovare all’umore e alla salute in generale.

L’importante è che tu ti prenda sempre cura di te stesso!

Allora, sei pronto per questa sfida? L’estate è anche il periodo migliore per farlo perché con il caldo si ha meno voglia di mangiare. Quindi, questo è proprio il momento giusto per iniziare il mese senza zuccheri aggiunti!

Scrivere fa bene alla salute

É scientificamente provato che scrivere fa bene alla salute – ecco perché scrivo questo blog 🙂

Tenere un diario può essere estremamente utile. É una forma di terapia a basso costo, facilmente accessibile e versatile. Puoi farla da sola con l’aiuto di un mental coach, oppure in gruppo o puoi integrarla ad un’altra cura.

I benefici di questa terapia non sono certo insignificanti. I potenziali risultati positivi di un processo creativo di scrittura vanno bel oltre il tenere semplicemente un diario.

Un caso su tutti: i partecipanti che avevano subito esperienze traumatiche e hanno scritto per 15 minuti al giorno, quattro giorni consecutivi, hanno migliorato la loro salute dopo quattro mesi (Baikie & Wilhelm, 2005). Questa ricerca mostra come la scrittura abbia avuto un effetto decisamente benefico sulle persone che hanno avuto esperienze traumatiche o siano state esposte a eventi stressanti.

Scrivere regolarmente può aiutare chi scrive a:

  • trovare un senso nelle sue esperienze, vedere le cose sotto un’altra prospettiva e scorgere il lato positivo anche nelle esperienze più stressanti e negative (Murray, 2002).
  • Fare delle scoperte importanti su sé stessi e sull’ambiente circostante che potrebbero essere difficili da individuare altrimenti (Tartakovsky, 2015)

La terapia della scrittura si è dimostrata efficace per diverse condizioni o disturbi mentali, tra i quali *:

  • Disturbi post-traumatici
  • Ansia
  • Depressione
  • Disturbo ossessivo-compulsivo
  • Tristezza dovuta alla perdita di un caro
  • Disturbi causati da malattie croniche
  • Abuso di sostanze
  • Disordini alimentari
  • Difficoltà nelle relazioni interpersonali
  • Difficoltà di comunicazione
  • Basso livello di auto-stima

È dimostrato che scrivere regolarmente, seguendo un modello prestabilito porta a:

  • aumentare il senso di benessere
  • ridurre le visite dal medico
  • ridurre l’assenteismo dal lavoro
  • rafforzare le funzioni del sistema immunitario.

Vuoi provare la terapia della scrittura? Scrivimi per saperne di piú!

*(Lepore & Smyth, 2002; Pennebaker, 1997, 2004 ;Farooqui, 2016)

Piccole astuzie naturali per mantenere la forma fisica

L’estate é arrivata ed abbiamo voglia di mostrarci in forma, magari perdendo qualche chilo. Ci sono tanti prodotti che puoi acquistare e che ti aiuteranno a dimagrire, ma ci sono anche delle semplici astuzie casalinghe che puoi utilizzare.

Gli agrumi sono ottimi per la forma fisica e altre funzioni del corpo

Limoni, arance, pompelmi, hanno delle sostanze che aiutano a controllare il peso perché favoriscono la purificazione dei reni.

Per esempio l’arancia amara aiuta a:

  1. conservare un peso normale;
  2. lottare contro il sovrappeso;
  3. gestire il peso;
  4. metabolizzare i grassi;
  5. favorire la combustione dei grassi.

Inoltre, l’olio essenziale di arancia amara favorisce un sonno normale perché aiuta a distenderti dalle tensioni accumulate durante la giornata, mentre quello di pompelmo contribuisce a mantenere sano l’intestino. Il limone a sua volta ottimizza il metabolismo dei grassi e del colesterolo e sostiene la salute del fegato.

Ricorda che tutti gli agrumi contribuiscono al mantenimento ottimale del sistema immunitario.

Ci sono anche altre sostanze naturali che possono aiutarti a mantenere il peso forma, come la liquirizia, la salvia, l’anice, lo zenzero, i semi di lino. Queste sostanze hanno tutte la capacitá di farti passare la fame.

Ovviamenente, per mantenere il peso forma non basta mangiare degli agrumi o le altre erbe consigliate, bisogna adottare uno stile di vita sano, che comprende non solo mangiare e dormire bene, ma anche fare attivitá fisica. La dieta da sola non puó fare miracoli, mentre abbinata ad uno sport o anche a una passeggiata quotidiana a ritmo sostenuto ti consentirá di ritrovare la forma piú rapidamente.

Una piccola avverterza. Se sei sovrappeso e vuoi dimagrire, rivolgiti a un medico o a un nutrizionista. Questi consigli sono rivolti alle persone che vogliono perdere solo un paio di chili e sentirsi in forma per l’estate.

Sul mio blog puoi trovare altri consigli per migliorare il tuo benessere, perché non ti iscrivi? Non perderai nessun articolo!