4 strategie per convincere i capi o i colleghi dei meriti di una tua idea

Hai mai avuto difficoltà a convincere i capi o i colleghi dei meriti della tua idea? Sai che esistono diverse strategie per convincere i tuoi colleghi o i tuoi capi dei punti di forza di una tua idea?

Alcune strategie sono basate sulla logica, altre sull’emozione. Altre strategie sono utili per dimostrare gli aspetti positivi del piano e per presentare gli aspetti negativi delle alternative.

Ci sono quattro strategie che puoi considerare:
  1. Investigatore
  2. Calcolatore
  3. Motivatore
  4. Collaboratore

1. Gli investigatori si attengono a fatti e cifre per sostenere un approccio logico e metodico. Per diventare esperti in questa strategia, è importante sentirsi a proprio agio nel gestire i dati, trovare informazioni che sostengono la tua idea e quindi utilizzarle per presentare un argomento convincente.

La raccolta di informazioni è il primo passo. Le persone abili con questa strategia raccolgono due tipi principali di informazioni: dati di background, che informano sulla loro visione del mondo, e dati relativi alle attività, che illustrano lo scopo specifico. Assicurati di suddividere le informazioni prima di presentarle, per evitare che il tuo interlocutore si distragga. E assicurati anche di non trasmettere troppe informazioni.

2. I calcolatori tendono a usare la logica per influenzare.

Questa strategia é basata sul tempo e sullo sforzo da dedicare ad un’analisi approfondita e alla creazione di un argomento ben strutturato. Le competenze associate a questo approccio includono: la capacità di valutare le opzioni, di fornire feedback e l’attitudine a trovare compromessi.

Attieniti ai fatti in modo da mantenere la tua credibilità, ma ricorda di presentare i benefici della tua proposta e i rischi relativi al non agire, in modo tale che i tuoi ascoltatori possano comprendere il costo del non adottare nessuna azione.

3. I motivatori usano le emozioni e il “quadro generale” per comunicare visioni avvincenti del futuro. Mentre alcune persone sembrano essere motivatori naturali, ci sono alcune semplici lezioni che puoi imparare per diventare un abile motivatore.

Per questo, potresti provare ad usare la sequenza di Monroe. In cinque passaggi attirerai l’attenzione del tuo pubblico e comunicherai ai tuoi ascoltatori azioni specifiche che potranno intraprendere in seguito.

Se pensi che ti manchi il carisma naturale per essere un buon motivatore, sappi che questa abilitá puó essere sviluppata. Puoi imparare, infatti, ad essere più coinvolgente, simpatico e stimolante. Concentrati sul tuo linguaggio del corpo, aiuta gli altri a sentirsi bene e mostra empatia, assertività e fiducia.

4. Anche i collaboratori usano la motivazione, ma convincono le persone coinvolgendole nella decisione. I collaboratori sono grandi team builder. Coinvolgono i cuori e le menti delle persone. Questo aiuta le persone a impossessarsi del processo di cambiamento. Questa strategia prevede che il ruolo sia quello di facilitatore che quindi non dovrá cercare di convincere in maniera logica i membri del team.

Per essere un collaboratore, probabilmente devi essere in grado di condividere il potere, ascoltare attivamente e comunicare apertamente.

E tu, quale di queste strategie pensi sia piú efficace?

Come e perché un hater agisce

Si definisce “hater” una persona che, in Internet e in particolare nei social, di solito approfittando dell’anonimato, usa espressioni di odio di tipo razzista e insulta violentemente individui, specialmente se noti o famosi, o intere fasce di popolazione (stranieri e immigrati, donne, persone di colore, omosessuali, credenti di altre religioni, disabili, ecc.).

Alcune ricerche ne hanno individuato alcune caratteristiche:

  1. esprimono prevalentemente opinioni negative in maniera aggressiva;
  2. fanno commenti cinici o crudeli e vanno in cerca di personaggi suscettibili;
  3. cercano di essere ingegnosi per ottenere risalto sui media grazie al frutto delle loro provocazioni;
  4. trattano solitamente temi di attualitá per attirare l’attenzione del grande pubblico.

L’energia che investono gli haters nella loro azione distruttiva puó avere due ragioni:

  1. invidia e desiderio di diventare famosi. L’hater ritiene che la persona alla quale rivolge il suo odio non merita la fama o il prestigio che ha. L’indignazione é piú forte quando la persona svolge un’attivitá nello stesso campo dell’hater, ottenendo peró un riconoscimento che l’hater non riceve.
  2. proiezione. Individuata da Freud nel 1895, la proiezione é un meccanismo di difesa con il quale attribuiamo agli altri le nostre carenze o i nostri difetti.

In generale i ricercatori hanno trovato tratti di personalità narcisista e psicopatica, personalità antisociale e a volte anche sadica negli haters che hanno partecipato agli studi. Certo non é facile trovare haters disposti a partecipare a delle ricerche perché preferiscono ovviamente rimanere nell’anonimato. Inoltre, il fatto di voler partecipare a uno studio significherebbe una presa di coscienza del problema da parte dell’hater, cosa anche questa abbastanza difficile.

Il fenomeno degli haters si puó manifestare in due modi.

Da un lato, se l’hater viene ignorato, e i destinatari delle offese non rispondono ai suoi attacchi, tende ad annoiarsi e ad abbandonare il contesto online dove sta cercando di trovare consenso e visibilitá.


D’altro canto, peró, comportamenti insistenti di hating possono essere indice di intenzioni veramente dannose, antisociali e fisicamente aggressive che rispecchiano personalità realmente disturbate.


In conclusione, se una persona ha dei comportamenti aggressivi e offensivi che cessano se non trovano un pubblico e quindi visibilitá, il problema si pone dal lato di chi sfrutta questo tipo di comportamento. Se, invece, invece, il comportamento online é il riflesso di reali problemi di personalitá, occorre analizzare il carattere dei singoli individui, che é comunque indipendente dall’utilizzo dei social.

Cosa ne pensi degli hater? Hai mai subito degli attacchi sui social?

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