Il Buddha d’oro

Ho trovato questa bellissima storia su una statua di Buddha, che trovo molto istruttiva. Leggila anche tu!

La statua del Buddha di fango raggiungeva quasi tre metri di altezza. Per generazioni era stata considerata sacra dagli abitanti del luogo. Un giorno, a causa dell’ampliamento della città, gli abitanti decisero di spostarla in un posto più appropriato.

Questa delicata operazione fu affidata ad un monaco molto stimato per il suo lavoro, il quale, dopo un’attenta pianificazione, iniziò lo spostamento. La fortuna non fu dalla sua parte e, nello spostare la statua, questa scivolò e cadde, rompendosi in diverse parti.

Contriti, il monaco ed i suoi collaboratori decisero di passare la notte meditando sulle possibili alternative. Le ore passavano inesorabili e nessuna soluzione si profilava all’orizzonte. Il monaco, peró, non disperava ed era sicuro di trovare una via d’uscita.

Improvvisamente, osservando la scultura infranta, notò che la luce della sua candela si rifletteva attraverso le fessure della statua. Pensava che fossero gocce di pioggia, perché nel pomeriggio aveva piovuto. Si avvicinò alla crepa e notò che sotto il fango c’era qualcosa, ma non era sicuro di cosa fosse.

Si consultò con gli altri e decisero di affrontare un rischio che sembrava una pazzia: martelli alla mano, cominciarono a rompere il fango. Man mano che il fango cadeva si scopriva la statua di un Buddha d’oro massiccio di quasi tre metri di altezza.

Per secoli questo bellissimo tesoro era stato coperto dal fango. I monaci fecero delle ricerche e trovarono le prove che dimostravano che, ad un certo momento della sua storia, il villaggio stava per essere aggredito dai banditi. Gli abitanti, per proteggere il loro tesoro, la statua del Buddha, l’avevano ricoperta di fango affinché sembrasse comune e ordinaria. Il popolo fu cosí aggredito e saccheggiato, ma il Buddha fu ignorato dai banditi.

Successivamente, gli abitanti del villaggio pensarono che fosse meglio continuare a tenerlo nascosto sotto il fango.

Con il tempo, la gente cominciò a pensare che il Buddha d’oro fosse una leggenda o un’invenzione dei vecchi, fino a quando tutti se ne dimenticarono.

La morale che ne traggo é che noi tutti abbiamo un involucro che nasconde i nostri tesori, come la capacità di dare, di condividere, di ringraziare, di ridere, di perdonare, di sognare in grande, di passare al di sopra delle piccole cose e di valutare ciò che è davvero importante in noi stessi e negli altri.

Impara a togliere il fango e ti renderai conto che anche tu sei un tesoro circondato da tante ricchezze.

Come interpreti questa storia? Sei d’accordo con me?

red and black wooden chest on white sand
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Condividere le piccole cose buone della vita

Penso che la pubblicazione degli stati emotivi sia positivi che negativi su Facebook o su altri social generi un effetto di contagio da parte dei followers che le vedono.

Io raramente pubblico cose negative, anche se a volte lo faccio per denunciare certe situazioni di degrado, come ad esempio la mancata raccolta dei rifiuti in città importanti. Preferisco pubblicare cose positive perché penso che i media presentino già troppe notizie negative, e sono convinta che nel mondo succedano anche e soprattutto cose positive e belle da condividere. Penso anche che se parlassimo di più delle cose belle che accadono, il mondo andrebbe un po’ meglio perché ci sarebbe più energia positiva che circola. Le cattive notizie attraggono l’attenzione del pubblico per via della loro morbosità ma non fanno altro che creare una spirale di negatività.

È vero che la nostra società è in crisi da molti anni ormai e che la politica non offre le soluzioni adeguati ai problemi che sono sempre più complessi. Ci sono troppi senzatetto, gli stipendi sono bassi e la vita costa cara. Ma nonostante questo sono sicura che la vita ci riserva dei momenti di gioia che non dovremmo nascondere, anzi dovremmo celebrare!

Io sono contenta della mia vita complessivamente. Certo, la realtà e l’ambiente che mi circonda non è ideale, a volte non va tutto come dovrebbe andare, vedo delle ingiustizie, ho le mie insofferenze e sofferenze, ma non per questo mi lascio avvolgere dalla spirale negativa. Se poi penso alla vita che conducevano i nostri nonni, bè allora non c’è che da rallegrarsi. Abbiamo acqua corrente, elettricità e riscaldamento nelle nostre case, cibo tutti i giorni. Nella piramide dei bisogni di Maslow abbiamo sicuramente superato i primi due livelli. Pensa se fossi una donna nata in Afghanistan e dovessi girare con il burka? O in un paese in guerra? O se fossi costretta/o a pagare una fortuna per curarti?

Quindi, non esitare a condividere i tuoi momenti di gioia, i tuoi successi, piccoli o grandi che siano perché questo si propagherà e creerà positività. Certo, non tutti i giorni sarà primavera, ma sono sicura che potrai sempre trovare una piccola cosa buona da condividere.

Questo non significa che non devi cercare di migliorarti, ma significa che la tua crescita sarebbe più facile se guardassi il bicchiere mezzo pieno anziché il bicchiere mezzo vuoto.

Allora, sei pronta/o per uno slancio di ottimismo? Fammelo sapere, se ti va!