Questo Natale non sono andata a casa in Italia. Questo Natale mi trovo a Cuba.

In tanti mi hanno chiesto perché proprio Cuba.

Da tanti anni volevo visitare Cuba e finalmente mi sono decisa a prenotare il volo, organizzare un piccolo tour con un’agenzia locale per finire poi la vacanza in un hotel su una spiaggia da cartolina, tipo la foto che vedi qui sopra.

Sono partita sola con mio figlio, mio marito non se l’é sentita di viaggiare con noi. E’ un peccato, questa cosa mi rende un po’ triste, perché Natale é la festa della famiglia.

Poi questo Natale é diverso. Dopo due anni di Covid, ora in Europa c’é la guerra, dobbiamo risparmiare sull’energia, le nostre case e i nostri uffici sono tutti piuttosti freddi.

Dunque, mi sono detta:

  1. Carpe diem. La vita é breve, a volte é anche difficile, mio figlio finisce il master, io ho ricevuto una promozione sul lavoro, quest’anno é la volta buona che andiamo a Cuba.
  2. Considerando il freddo che abbiamo qui a Bruxelles (ma a Bologna non sarebbe meglio), andiamo a prendere un po’ di sole in una bella isola dei Caraibi ricca di storia, e avamposto del comunismo nel continente americano.

In sé, che Cuba sia l’avamposto del comunismo in America, non le ha giovato molto né continua a giovarle. Infatti, l’isola subisce un embargo dagli anni sessanta proprio per questo, perché sono comunisti. La vita sull’isola é difficile, mancano tante cose. La mia guida mi ha detto che quello che qui da noi é normale per loro é un lusso. Purtroppo anche le medicine non si trovano facilmente. E allora questo Natale, anziché fare la solita donazione ad un’associazione che si occupa di diritti umani o ambientali, ho deciso di dimostrare la mia solidarietá al popolo cubano andando a visitare la loro isola.

Dovunque ti trovi in questo momento, ti auguro un felice Natale e uno stupendo anno nuovo

E ricorda: carpe diem!