Una poesia per celebrare la Pasqua

Primavera 1938 di Bertolt Brecht

Oggi, domenica di Pasqua, presto
Un’improvvisa tempesta di neve
si e’ abbattuta sull’isola.
Tra i cespugli verdeggianti c’era neve. Il mio ragazzo
mi ha portato verso un piccolo albicocco attaccato alla casa
strappandomi ad un verso in cui puntavo il dito contro coloro
che stanno preparando una guerra che
puo’ cancellare
il continente, quest’isola, il mio popolo,
la mia famiglia e me stesso. In silenzio
abbiamo messo un sacco
sopra all’albero tremante di freddo.

Trovo questa poesia di Bertolt Brecht molto appropriata ai tempi che stiamo vivendo. Purtroppo.

Buona Pasqua di pace!

Photo by mahmoud Faraji on Pexels.com

Poesia autunnale

Foglie morte

Veder cadere le foglie mi lacera dentro

soprattutto le foglie dei viali

soprattutto se sono ippocastani

soprattutto se passano dei bimbi

soprattutto se il cielo è sereno

soprattutto se ho avuto, quel giorno, una buona notizia

soprattutto se il cuore, quel giorno, non mi fa male

soprattutto se credo, quel giorno, che quella che amo mi ami

soprattutto se quel giorno mi sento d’accordo con gli uomini e con me stesso

veder cadere le foglie mi lacera dentro

soprattutto le foglie dei viali d’ippocastani.

Autore: Nazim Hikmet

Tratta dal libro: Poesie d’amore

Traduzione e nota di Joyce Lussu

yellow dry maple
Photo by Kadri Vosumae on Pexels.com

Citazione estiva n. 3

Non dire mai che i sogni sono inutili,

perché inutile è la vita di chi non sa sognare

Jim Morrison

Jim Morrison, poeta prestato alla musica, leader carismatico dei Doors, ha incarnato la sua epoca alla perfezione facendosi portavoce di una generazione “maledetta”, di una generazione che aveva trovato finalmente il coraggio di uscire dagli schemi e dal conformismo imperante in tutta la societá occidentale. Probabilmente il suo unico limite fu il narcismo che lo portó all’autodistruzione. Anche lui fu vittima della cosidetta maledizione “J”, come Jimi Hendrix e Janis Joplin.

brown wooden opened door shed
Photo by Harrison Haines on Pexels.com

Citazione estiva n. 1

Nessuno puó insegnarmi chi sono.

Puoi descrivere parti di me, ma chi sono e quello di cui ho bisogno

lo posso scoprire solo io.

Chinua Achebe

Chinua Achebe é stato non solo un eminente poeta nigeriano, ma anche un critico, professore e autore di celebri romanzi. Diventó famoso grazie al libro “Il crollo” che é ancora letto e studiato in tutta l’Africa. Puó essere considerato il padre della letteratura africana moderna in lingua inglese. Nel 2007 ha vinto il premio ‘Man Booker International’.

brown map on map
Photo by Magda Ehlers on Pexels.com

Ode al primo giorno dell’anno – poesia di Pablo Neruda

Quale modo migliore di leggere una poesia carica di speranza come questa per lasciare alle spalle il 2020 e iniziare il 2021?

Photo by Zac Durant on Unsplash

Lo distinguiamo dagli altri
come se fosse un cavallino
diverso da tutti i cavalli.
Gli adorniamo la fronte
con un nastro,
gli posiamo sul collo sonagli colorati,
e a mezzanotte
lo andiamo a ricevere
come se fosse
un esploratore che scende da una stella.

Come il pane assomiglia
al pane di ieri,
come un anello a tutti gli anelli: i giorni
sbattono le palpebre
chiari, tintinnanti, fuggiaschi,
e si appoggiano nella notte oscura.

Vedo l’ultimo
giorno
di questo
anno
in una ferrovia, verso le piogge
del distante arcipelago violetto,
e l’uomo
della macchina,
complicata come un orologio del cielo,
che china gli occhi
all’infinito
modello delle rotaie,
alle brillanti manovelle,
ai veloci vincoli del fuoco.

Oh conduttore di treni
sboccati
verso stazioni
nere della notte.
Questa fine dell’anno
senza donna e senza figli,
non è uguale a quello di ieri, a quello di domani?

Dalle vie
e dai sentieri
il primo giorno, la prima aurora
di un anno che comincia,
ha lo stesso ossidato
colore di treno di ferro:
e salutano gli esseri della strada,
le vacche, i villaggi,
nel vapore dell’alba,
senza sapere che si tratta
della porta dell’anno,
di un giorno scosso da campane,
fiorito con piume e garofani.

La terra non lo sa: accoglierà questo giorno
dorato, grigio, celeste,
lo dispiegherà in colline
lo bagnerà con frecce
di trasparente pioggia
e poi lo avvolgerà
nell’ombra.

Eppure
piccola porta della speranza,
nuovo giorno dell’anno,
sebbene tu sia uguale agli altri
come i pani
a ogni altro pane,
ci prepariamo a viverti in altro modo,
ci prepariamo a mangiare, a fiorire,
a sperare.

Ti metteremo
come una torta
nella nostra vita,
ti infiammeremo
come un candelabro,
ti berremo
come un liquido topazio.

Giorno dell’anno nuovo,
giorno elettrico, fresco,
tutte le foglie escono verdi
dal tronco del tuo tempo.

Incoronaci
con acqua,
con gelsomini aperti,
con tutti gli aromi spiegati,
sì,
benché tu sia solo un giorno,
un povero giorno umano,
la tua aureola palpita
su tanti cuori stanchi
e sei,
oh giorno nuovo,
oh nuvola da venire,
pane mai visto,
torre permanente!

Pablo Neruda

Ti é piaciuta questa poesia? Che speranze nutri per questo nuovo anno?

Photo by Cristiana Branchini